<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224</id><updated>2011-06-08T08:21:40.312+02:00</updated><title type='text'>Tributo ad Andrea Pazienza</title><subtitle type='html'>LAVORI IN CORSO -  CON IL RITORNO DALLE VACANZE ABBIAMO DECISO DI AMMODERNARE QUESTO BLOG - OGNI CONSIGLIO E IDEA SARANNO BENVENUTI!!!!!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>149</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-116057781332519903</id><published>2006-10-11T16:42:00.000+02:00</published><updated>2006-10-11T16:44:50.053+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-116057781332519903?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/116057781332519903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=116057781332519903&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/116057781332519903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/116057781332519903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/10/blog-post.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-116048372711997340</id><published>2006-10-10T14:31:00.000+02:00</published><updated>2006-10-10T14:35:27.786+02:00</updated><title type='text'>Sturiellet - 1989 - Presentazione di Vincenzo Mollica</title><content type='html'>&lt;a onclick="javascript:OpenPopUp('data/352_img_PAZSTURIELL.jpg','img','610','792')" href="javascript:;"&gt;&lt;/a&gt;Andrenza, Paz, Spaz, Apaz sono solo alcuni dei modi con cui Andrea Pazienza firmava i suoi disegni. Una delle massime più divertenti di questo artista, scomparso nel giugno 1988 all'età di trentadue anni, recita: "La pazienza ha un limite, Pazienza no!". Non è facile raccontare Andrea Pazienza: paradossalmente è come cercare di raccontare i fuochi d'artificio o un quadro di Picasso. Improvvisamente ci si accorge di quanto il gioco a incastro delle parole possa essere limitato, di quanto il mistero delle emozioni possa essere indescrivibile.&lt;br /&gt;Andrea Pazienza era una fonte di emozioni. Conoscerlo significava capire subito che il centro del mondo passava sotto i suoi piedi. Sia che parlasse sia che disegnasse, Pazienza era un grande orchestratore di emozioni; la banalità non lo interessava, la parola abitudine non rientrava nel suo vocabolario. Vederlo disegnare era come assistere a uno spettacolo; sorprendevano la rapidità e l'incisività del suo segno, ma anche la capacità di passare dal dramma alla commedia. Andrea Pazienza, insomma, rideva e faceva ridere, si commuoveva e faceva commuovere, s'inquietava e faceva inquietare. Il tutto avveniva con grande naturalezza, con la spontaneità di chi non ha bisogno di spiegare. Gli occhi di Pazienza erano occhi da visionario, filtravano e plasmavano la realtà con la stessa innocenza con cui un bambino si cimenta con la plastilina. Sembrava quasi che la realtà si divertisse a farsi rimodellare da questo disegnatore che sapeva dialogare indifferentemente con la fisicità e l'illusione dell'arte. Una delle parole più usate per definire l'arte di Paz è stata trasgressione; molti pensavano che fosse una sorta di maestro di cerimonie di questa pratica, fin troppo frequentata, che tende principalmente a creare stupore. In realtà Pazienza si divertiva con i postulanti e i pellegrini della trasgressione come un burattinaio si diverte con i propri burattini. Rileggendo le sue storie ci si accorge di come tutto fosse subordinato alla sua immaginazione, libera, senza regole, senza compromessi, senza gli schemi narrativi, riconducibili ai filoni del bene e del male. Per Pazienza la cosa più importante era soddisfare il proprio istinto, le proprie intuizioni.&lt;br /&gt;In questo senso non c'erano ostacoli che potessero fermarlo, di nessun genere, men che meno quelli di carattere ideologico. Andrea Pazienza è passato sul pianeta che ci ospita come una meteora, tutti pensano di averlo conosciuto e capito, tanti ostentano un'amicizia esclusiva. Probabilmente la verità è che chi lo ha conosciuto ha vissuto un frammento di Paz, un frammento da rubare, da possedere come si può possedere una poesia che si ama. I frammenti sparsi da Pazienza sono tantissimi, sia come artista sia come uomo. Riuscire a riunirli come in un mosaico è un sogno da non&lt;br /&gt;coltivare perché impossibile; Andrenza infatti ha tenuto i frammenti più importanti per sé. Un'altra componente essenziale dell'arte di Andrea Pazienza era il gioco di cui sembrava conoscere anche i misteri più profondi. Probabilmente tutta la sua vita e la sua arte vanno rilette come un grande gioco, in cui s è immerso totalmente proprio per guardare in faccia la vita. Nessun dettaglio sembrava sfuggirli e quando lo si incontrava si rimaneva sempre un po' storditi dalla vitalità che emanava, da come riusciva con rigore a sperperare le energie nei variegati orizzonti della sua arte, di cui il fumetto era solo il punto di partenza. Il fumetto probabilmente stava all'arte di Paz come il cemento sta ad un grattacielo. In ogni piano di questo immenso grattacielo, Pazienza si divertiva a costruire storie e ambienti che partivano dal fumetto per poi oltrepassare i confini delle nuvole parlanti ed espandersi in varie direzioni, dalla scenografia all'illustrazione, dalla pittura al disegno.&lt;br /&gt;In qualsiasi campo si muovesse, Spaz aveva la capacità di spiazzare, di disorientare e incantare gli spettatori delle sue visioni. Tutti i miraggi con lui potevano diventare concreti, scavalcare la dimensione dell'illusione. Qualche anno fa Hugo Pratt definì il fumetto: letteratura disegnata; penso che tutto sommato sia proprio la definizione migliore per avvicinarsi al mondo di Pazienza; un mondo popolato da personaggi come Zanardi e Pompeo, solo per citarne alcuni, che pulsano emozioni indistruttibili. Di fatto Pazienza ha saputo raccontare i sogni, i deliri, l'inquietudine, la gioia del nostro tempo con la sincerità e l'innocenza della poesia. Una volta mi disse: "Zanardi è cattivo come lo può essere un ripetitore Rai", proprio perché questo personaggio è una sorta di cartina al tornasole dei nostri giorni, dei sentimenti che accompagnano&lt;br /&gt;il nostro scorcio di avventura umana. Con Mauro Paganelli abbiamo vissuto molti momenti della vita di Andrea Pazienza; sono momenti che appartengono al nostro privato ma che avevano sempre come finale la frase: "Meno male che c'è Paz, perché in qualche modo riusciva in quei momenti a contagiarci e a illuminarci.&lt;br /&gt;Inutile negarlo, adesso ci manca e soprattutto ci rattrista il fatto che si sia spenta la sua energia creativa. E' curioso che in un paese come l'Italia, in cui i premi vengono distribuiti come le noccioline alle scimmie, Pazienza non abbia mai avuto un premio delle manifestazioni fumettistiche, ma forse è meglio così, altrimenti verrebbe meno la regola che vuole che i grandi artisti, chissà poi per quale imbecille teorema matematico, debbano essere riconosciuti solo dopo il finale. Allora le palpebre sembrano aprirsi e i paroloni, le interpretazioni fanno la schiuma. A dire il vero due premi Pazienza li ha vinti. Il primo all'età di dodici anni; si trattava di un concorso di pittura dove dovette dimostrare alla giuria incredula di aver fatto lui il quadro. Il secondo lo ha vinto di recente alla Rassegna della canzone d'autore di Sanremo, organizzata dal Club Tenco, dove Paz è stato protagonista di notti memorabili con Guccini, Benigni, Riondino, Bigi. Detto questo, c'è solo da augurarsi che l'enfasi della memoria sia clemente con Andreanza, e soprattutto gli risparmi le considerazioni e le iniziative dei famosi intellettuali alla ricerca dell'alibi perduto. Speriamo, invece, che cominci l'opera più importante e cioè la riunione di tutto il materiale creato da Pazienza: scritti, fumetti, scenografie, illustrazioni, dipinti, perché questo è l'unico&lt;br /&gt;modo per rispettare le invenzioni di questo artista che non devono essere disperse. In questo senso sta già lavorando la moglie Marina, anch'essa disegnatrice, affinché venga costituito un archivio Pazienza. Stefano Benni ha scritto la cosa più giusta su Pazienza e cioè lo ha definito un maestro del disegno e della scrittura moderna; a questo pensiero aggiungerei solamente che nessuno come lui ha saputo fare della vita una fiaba da raccontare nelle notti in cui ci viene la voglia di riannodare il bandolo della matassa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-116048372711997340?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/116048372711997340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=116048372711997340&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/116048372711997340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/116048372711997340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/10/sturiellet-1989-presentazione-di.html' title='Sturiellet - 1989 - Presentazione di Vincenzo Mollica'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-116040206993631557</id><published>2006-10-09T15:51:00.000+02:00</published><updated>2006-10-09T16:41:45.563+02:00</updated><title type='text'>L'occhio "selvaggio" di Andrea Pazienza</title><content type='html'>Poetico e anticonformista, irriverente e geniale, Andrea Pazienza ci ha lasciato con le sue tavole, i suoi disegni, i suoi fumetti, un mondo complesso e originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa dire altro su Andrea Pazienza? Come illuminare il senso delle sue opere, delle sue tavole e dei suoi disegni, senza scadere nell’elogio sperticato, nella banalità della retorica? Come rendere giustizia al suo genio e al suo furibondo estro creativo? Le parole, le analisi, i tributi dedicati alla sua memoria non sono certo mancati in questi ultimi anni. E ogni contributo non ha mancato di esaltare le qualità di un fumettista, o meglio di un’artista, straordinario. Straordinario nel senso letterale del termine: fuori dall’ordinario, sempre e comunque originale, oltre gli schemi, irriverente e anticonformista, anarchico e autarchico... Si è parlato molto del suo stile, o meglio del suo polistilismo: un coacervo di stimoli e influssi disparati (Moebius su tutti), un mix stupefacente di eleganza del tratto, di perfezione ai limiti del classicismo, di eccessi ridondanti e barocchi e di stilizzazioni, sino a scivolare nel grottesco e nella caricatura superdeformed. “Ci sono gli album in cui la sua vena fastosa e lussureggiante è sacrificata ad un passo più stringato”, scrive Roberto Barilli, “... Ma poi c’erano i giorni, le occasioni della festa e del mito e allora veniva buono il solenne, pomposo, gonfio geroglifico”. Si è parlato molto dell’uso della lingua nei fumetti di Paz, a partire da quel mirabolante Pentothal del 1977. Una lingua che secondo alcuni rispecchierebbe un particolare microcosmo, quello di un’università (come il DAMS di Bologna), in cui vivono giovani provenienti dalle realtà sociali e geografiche più disparate ma che condividono per anni un determinato mondo. Una sorta d’esperanto, in cui alla koinè dell’italiano vengono a mescolarsi cadenze, dialetti, un rinnovato volgare che crea da sé il proprio vocabolario ibrido e bastardo, il gergo giovanile con i riferimenti al sesso, alle droghe, ecc. E soprattutto si è parlato della capacità di Pazienza di rappresentare e precorrere i suoi anni, quel ’77 della contestazione studentesca, della lotta politica seguiti dagli anni ’80 del riflusso ideologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse la vera grandezza di Paz, ciò che permette alle sue tavole di trascendere i tempi e di parlare ancora all’oggi, sta nell’aver saputo fotografare, meglio di tanti altri, gli umori e gli smarrimenti della giovinezza, nell’aver saputo individuare nello scazzo tenero e disperato dei suoi personaggi il segno distintivo di una fase della vita di tutti. Pazienza muore di overdose a soli 32 anni ma rifugge dalla facile mitologia del maledettismo generazionale. I suoi Zanardi, Pistilli, Colasanti, Fiabeschi, Pentothal, Pompeo sono le tante facce di un Proteo multiforme, di una giovinezza cinica e fragile, crudele e succube, il cui sbando non è un atteggiarsi fasullo, ma vera e propria vita che arde e brucia. Non è facile parlare di Pazienza... occorre raccogliere le tracce molteplici e lasciarsi andare alle fologorazioni e alle suggestioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-116040206993631557?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/116040206993631557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=116040206993631557&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/116040206993631557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/116040206993631557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/10/locchio-selvaggio-di-andrea-pazienza.html' title='L&apos;occhio &quot;selvaggio&quot; di Andrea Pazienza'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115986421616230020</id><published>2006-10-03T10:28:00.000+02:00</published><updated>2006-10-03T10:30:16.863+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Aveva sbagliato di quattro anni e cinque mesi il pittore, fumettaro, vignettista satirico, scenografo, illustratore, cartellonista, costumista, scrittore Andrea Pazienza, alias Penthotal, alias Zanardi, alias Pompeo. E' morto il 16 giugno 1988. A 32 anni. Di overdose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Quel giorno, Paz e’ entrato nella leggenda.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E' difficile parlare di lui: l’unico incontro possibile con questo "mito" cosi’ controverso e’ con i suoi personaggi, e’ far parlare lui stesso attraverso i suoi salti da un segno all’altro: "Per fare il fumetto bisogna partire dal segno. Il segno e’ una metafora meravigliosa. Per me l’importante e’ non giocarmi un’univocita’... Posso, invece, contenere una serie di segni diversi: si puo’ avere un solo personaggio e farlo vivere in mille modi diversi, oppure mille personaggi e farli vivere in un modo solo oppure averne mille e farli vivere in mille modi diversi, che vorrebbe essere un po’ il mio caso".L’univocita’ &lt;a href="http://www.profesnet.it/vario/images/pazienza_giovannozzi.jpg"&gt;&lt;/a&gt;e’ la negazione di Andrea, che nella sua opera ha cercato in ogni momento di dar conto dell’estrema complessita’ insita in ogni storia, in ogni suo personaggio. Lui stesso e’ assolutamente indefinibile in modo univoco: era capace di disegnare e raccontare storie volgari, disimpegnate, crude e violente, nere, di droga, di sesso, di morte, e contemporaneamente narrava le immagini della sua infanzia e scriveva poesie tipo: "Donna e’ la mia ragazza, donna e’ mia madre e ti dico che riposare una testa sconvolta in un grembo conosciuto e amato e’ quanto di piu’ bello sia dato di vivere a un uomo dopo le sorgenti del Rio delle Amazzoni".Luce e buio, giorno e notte, amore e odio, generosita’ e violenza, pura poesia e bassa materialita’: tutte anime che coesistevano in lui e che proiettava all’esterno di se’ attribuendole ai suoi personaggi, ai suoi eroi settantasettini: "Quando disegno un corpo io disegno o il mio antenato Arcadio Paz, o un corpo degradato, o migliorato, o flamenchizzato, o insensualito, ma sempre il mio corpo".Il tema del doppio ricorre spesso nei suoi scritti: "Sono un giovane prete ilare, scherzos&lt;a href="http://www.profesnet.it/vario/images/pazienza_massacesi.jpg"&gt;&lt;/a&gt;o, complimentoso, che batte i tacchi, che ghigna a tutto spiano, capace di cattiverie povere, insulse, di paranoie galattiche sulle quali non tramonta il sole". Questa sua situazione la chiamava tipica dei "tudemochiei". "L’alternativa a questa situazione nacque quando mi spuntarono i primi baffi che io coltivavo moltissimo: la condizione Penthotal, baffuta, legnosa, piu’ estiva, asciutta, dinamica, virile, i primi successi decenti, le prime risultanze con le donne". Gia’, le donne, la sua ossessione: "In me scattano certi meccanismi laidi se parliamo di femmine. E' fantastica, veramente stupenda, la femmina e’ meravigliosa. Io ho una grande partecipazione erotica a cio’ che mi &lt;a href="http://www.profesnet.it/vario/images/pazienza_dangelo.jpg"&gt;&lt;/a&gt;succede intorno; proprio perche’ e’ cosi’ scatenata, non vale la pena di stare a descriverla per esteso".Piu’ di tremila disegni, tanti quadri, passione iniziale poi quasi abbandonata perche’ "non ci potevo pensare che venivano comprati da farmacisti che poi se li appendevano in camera da letto", centinaia di "figli illegittimi" spirituali, che continuano a rifarsi alla sua scuola, di fumetto e di stile di vita: tutto questo ci ha lasciato Andrea Pazienza. Fedele alla sua affermazione:"Piuttosto preferisco essere libero, essere definito inaffidabile. Anzi voglio rimarcare la mia assoluta inaffidabilita’".Si’, Andrea, sei stato assolutamente inaffidabile, perche’ ci hai lasciati orfani di un’indispensabile guida negli incubi, nelle paure, nei sogni di un’intera generazione. Quella del famoso ‘77, e non solo lei.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115986421616230020?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115986421616230020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115986421616230020&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115986421616230020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115986421616230020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/10/aveva-sbagliato-di-quattro-anni-e.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115977962820789645</id><published>2006-10-02T10:56:00.000+02:00</published><updated>2006-10-02T11:00:28.543+02:00</updated><title type='text'>Il segno di una resa invincibile</title><content type='html'>Se Andrea Pazienza fosse ancora vivo, avrebbe cinquant’anni.&lt;br /&gt;Sarà anche per questo ipotetico anniversario che, da qualche tempo in qua, si moltiplicano le&lt;br /&gt;iniziative editoriali dedicate a uno dei più bravi disegnatori e fumettisti della nostra epoca, scomparso a soli trentadue anni nel 1988. In tal senso, la pubblicazione più recente riguarda un bel testo dello scrittore e giornalista bolognese Rudi Ghedini (“Andrea Pazienza - I segni di una resa invincibile”. Bradipolibri, pagg. 111, euro 10,00), sorta di contestualizzazione della vita artistica di Pazienza, con particolare riferimento al periodo decisivo trascorso nella nostra città. Ghedini, infatti, sceglie di diluire (in senso buono) valutazioni e ricostruzioni dell’opera di Paz all’interno di un racconto – anche autobiografico e di parte – della Bologna degli anni Settanta, segnata dalla rivolta giovanile del ’77 e da un fermento culturale irripetibile, capace di produrre sperimentazioni e innovazioni di ogni tipo, nonché personaggi che hanno lasciato segni indelebili (di una resa invincibile?) nei diversi campi espressivi a livello nazionale e non solo.&lt;br /&gt;D’altronde, molti dei personaggi usciti dalla fantasia di Pazienza (da Zanardi a Pentothal, da Colasanti a Petrilli fino a Pompeo), oltre a costituire diverse sfaccettature dello stesso autore (alla maniera di Pessoa, sottolinea Ghedini) sono fortemente radicati nell’ambiente politico-culturale di quegli anni, il che non ha fatto perdere loro - almeno non più di tanto - freschezza e interesse con il passare del tempo. Provocatorio e dissacrante (al punto da subire anche qualche censura), perennemente in ritardo nella consegna delle tavole (forse per la tendenza, allora molto diffusa, al “rifiuto del lavoro”) e fortemente attratto dalle donne e dall’eroina (che ne provocò la morte), Andrea Pazienza non era certo etichettabile o riconducibile a schemi, e non a caso Ghedini lo affronta a partire dai singoli frammenti della sua opera, evidenziandone sia l’originalità stilistica e metodologica (pur segnalandone i possibili maestri) sia i pochi limiti, in modo tale da non cadere nella trappola di trasformare Pazienza (come spesso avviene per Tondelli) in un’icona da venerare, senza poter esprimere una qualsiasi forma di critica. A questo proposito il libro di Ghedini risulta intellettualmente onesto ed estraneo alla tentazione di tradursi nell’ennesima mitizzazione da offrire (facilmente corrisposti) ai tanti fans dell’artista, in altri casi spinti a una forma di celebrazione che, credo, non sarebbe piaciuta nemmeno a Pazienza, il quale, per l’appunto, a suo tempo scrisse di sé: “In questi anni ho scoperto diverse cosucce: intanto di non essere un genio.&lt;br /&gt;Perché sì, lo confesso, da ragazzo ci speravo. Invece no, sono un fesso qualsiasi”.&lt;br /&gt;Ora, al di là del fatto che anche questo auto-giudizio appare esagerato (Pazienza geniale lo era sul serio…), sta di fatto che fu proprio questa riflessione così poco narcisistica ad avvicinare sul serio il giovane Ghedini al lavoro di Paz, al punto tale da provocare in lui l’esigenza, molto tempo dopo, di dedicargli un libro pieno di ammirazione ma scritto senza fare sconti. Interessanti appaiono anche le parti di ricostruzione storica, elaborate attraverso gli occhi di “un figiciotto di provincia”, portato in pullman dal paese a “difendere” le sezioni cittadine del Pci dai “gruppuscoli di provocatori”, eppure subito incuriosito da quella massa di coetanei “diversi”, intenti a denunciare il clima repressivo di quegli anni e a cercare di inventare un nuovo modello esistenziale, oltre che sociale. Poi, va da sé, le sue valutazioni sono personali e quindi discutibili (per quanto mi riguarda non le condivido, visto che, quel mercoledì 16 marzo ’77, io stavo con il movimento in via Rizzoli e non con le istituzioni in Piazza Maggiore…), ma questo non toglie nulla a un libro appassionato e ben costruito che, come si usa dire, si legge come un romanzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115977962820789645?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115977962820789645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115977962820789645&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115977962820789645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115977962820789645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/10/il-segno-di-una-resa-invincibile.html' title='Il segno di una resa invincibile'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115928236095365090</id><published>2006-09-26T16:49:00.000+02:00</published><updated>2006-09-26T16:54:07.310+02:00</updated><title type='text'>Massime</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Non sarà la scusa dalla follia a costringerci a tenere a mezz'asta la bandiera dell'immaginazione&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1522/2923/400/paz_stella_alberto.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115928236095365090?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115928236095365090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115928236095365090&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115928236095365090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115928236095365090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/massime.html' title='Massime'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115919608806715722</id><published>2006-09-25T16:51:00.000+02:00</published><updated>2006-09-25T16:54:49.080+02:00</updated><title type='text'>Nuovo blog su APAZ!!!!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1522/2923/1600/paz_lucca.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1522/2923/1600/paz_lucca.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff00;"&gt;C'è un nuova blog dedicato ad Andrea Pazienza, in buona parte incentrato sui ricordi di alcune persone che hanno conosciuto Andrea Pazienza e molti autori che hanno rinnovato il fumetto italiano nei primi anni '80, in particolare all'interno del contesto bolognese.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff00;"&gt;Si tratta di memorie e ricordi assolutamente personali. Ma ci sono anche immagini e documenti di grande interesse, come quelli che rievocano la realizzazione del celebre affresco poi conosciuto come "Zanardi equestre", a Cesena. L'opera fu poi lasciata in discarica... e potè essere recuperata solo parzialmente anni dopo dal fratello di Andrea, Michele Pazienza.Il nome del blog in questione è &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://ziofeininger.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff00;"&gt;http://ziofeininger.blogspot.com/&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff00;"&gt; Consigliamo a tutti gli appassionati di Andrea Pazienza (e non) di visitare presto questo blog per scoprirne gli interessanti contenuti.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.sanseveresi.com"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;www.sanseveresi.com&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115919608806715722?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115919608806715722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115919608806715722&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115919608806715722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115919608806715722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/nuovo-blog-su-apaz.html' title='Nuovo blog su APAZ!!!!!!'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115875696967502163</id><published>2006-09-20T14:55:00.000+02:00</published><updated>2006-09-20T14:58:27.003+02:00</updated><title type='text'>III - Mostra a Perugia</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.cfapaz.org/images/stories/la_musica_che_gira_intorno.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.cfapaz.org/images/stories/la_musica_che_gira_intorno.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Avete Foto, immagini e contributi della mostra di Perugia? Inviatele a questo indirizzo: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:cosedapaz@gmail.com"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;cosedapaz@gmail.com&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Provvederò a pubblicarle!!!!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115875696967502163?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115875696967502163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115875696967502163&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115875696967502163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115875696967502163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/iii-mostra-perugia.html' title='III - Mostra a Perugia'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115865877434358682</id><published>2006-09-19T11:35:00.000+02:00</published><updated>2006-09-19T11:40:43.500+02:00</updated><title type='text'>II - Pazienza in mostra a Perugia fino al 24 settembre/Perugia</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Centro Espositivo Rocca Paolina Perugia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La città di Perugia onora l’artista Andrea Pazienza&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;, autore cult del fumetto italiano degli anni '70/80, prematuramente scomparso nel 1988, con una serie di iniziative in occasione della Notte Bianca 2006, il 16 settembre 2006. Ideato da Paolo Cardinali, l’evento comprende:&lt;br /&gt;una mostra tematica dal titolo "Andrea Pazienza – La Musica Che Gira Intorno", che per la prima volta mette in evidenza il rapporto tra il disegnatore (che tra l’altro ha realizzato immagini per copertine di dischi per Vecchioni, Minghi, PFM ed altri) e la musica, nella quale saranno esposte tavole originali di fumetti ed illustrazioni, schizzi preparatori mai visti e rari materiali provenienti da collezioni private. La mostra sarà corredata da documenti video (interviste, immagini di repertorio, il documentario "Paz e il '77" di Stefano Mordini…), sonori ( una carrellata della musica del periodo) e fotografici (una singolare mostra di ritratti dell’artista); tra i materiali video è prevista la presentazione in anteprima nazionale della serie di cartoni animati ispirati alle "Favole" di Pazienza, dei quali verranno prodotti per la Rai 52 episodi;&lt;br /&gt;lo spettacolo "Pompeo" tratto dall’omonima opera di Pazienza, con Stefano Benni voce recitante e Camilla Missio, musiche dal vivo, basso e c.b. elettrico, curato da Giorgio Gallione;&lt;br /&gt;la proiezione del film "PAZ!" di Renato de Maria, opera cinematografica ispirata sia ai personaggi dei fumetti che alla biografia dell’artista.&lt;br /&gt;La mostra, che si terrà presso il Centro Espositivo della Provincia alla Rocca Paolina, è curata da Marina Comandini, Mauro Paganelli, dalla BibliotecadelleNuvole e dall’associazione ZonaFranca, ed a corredo della stessa sarà realizzato un ricco catalogo da Il grifoEdizioni-Di di Castiglion del Lago.&lt;br /&gt;Per l’occasione la stessa editrice sta preparando un portfolio a tiratura limitata di opere dell’artista ed una cartella di fotografie inedite, che faranno la felicità dei moltissimi fans di Andrea Pazienza. La mostra aprirà i battenti alle 20 di sabato 16 settembre, per restare aperta in occasione della Notte Bianca e quindi, fino al 24 settembre, con orario continuato dalle 11 alle 19,30.&lt;br /&gt;Lo spettacolo con Stefano Benni, organizzato dall’associazione ZonaFranca, una rarità che lo scrittore ha messo in scena pochissime volte, avrà luogo al Teatro del Pavone, nella Notte Bianca del 16 settembre, alle 24. A seguire verrà proiettato il film "PAZ!".&lt;br /&gt;Tutte le iniziative, nella migliore tradizione del Comune di Perugia per la Notte Bianca, sono totalmente gratuite.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni: CERP tel. 075 3681460Comune di Perugia - Assessorato alle Politiche Culturali e Giovanili: tel. 0755772416-2833&lt;br /&gt;Ingresso: gratuito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sito internet: &lt;a href="http://www.comune.perugia.it/canale.asp?id=3443"&gt;http://www.comune.perugia.it/canale.asp?id=3443&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 16 settembre al 24 settembre 2006&lt;br /&gt;Lunedì aperto 11:00 - 19:30&lt;br /&gt;Martedì aperto 11:00 - 19:30&lt;br /&gt;Mercoledì aperto 11:00 - 19:30&lt;br /&gt;Giovedì aperto 11:00 - 19:30&lt;br /&gt;Venerdì aperto 11:00 - 19:30&lt;br /&gt;Sabato aperto 11:00 - 19:30&lt;br /&gt;Domenica aperto 11:00 - 19:30&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115865877434358682?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115865877434358682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115865877434358682&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115865877434358682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115865877434358682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/ii-pazienza-in-mostra-perugia-fino-al.html' title='II - Pazienza in mostra a Perugia fino al 24 settembre/Perugia'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115805879275454151</id><published>2006-09-12T12:54:00.000+02:00</published><updated>2006-09-12T12:59:52.866+02:00</updated><title type='text'>Mostra di Opere visive e Materiali sonori</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.cfapaz.org/images/stories/la_musica_che_gira_intorno.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.cfapaz.org/images/stories/la_musica_che_gira_intorno.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Perugia, dal 16 al 24 settembre presso il Centro Espositivo della Provincia di Perugia alla Rocca Paolina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Info: &lt;a href="http://www.bibliotecadellenuvole.it" target="_blank"&gt;www.bibliotecadellenuvole.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;centro espositivo della Provincia di PerugiaRocca Paolina&lt;br /&gt;dal 16 al 24 Settembre 2006&lt;br /&gt;inaugurazione:&lt;br /&gt;Sabato 16 Settembre ore 20:00&lt;br /&gt;Apertura in occasione della &lt;a href="http://www.comune.perugia.it/canale.asp?id=3443"&gt;Notte Bianca&lt;/a&gt; di Perugia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orario Giorni Successivi: 11:00 - 19:30&lt;br /&gt;Teatro del Pavone&lt;br /&gt;16 Settembre ore 24:00&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;POMPEO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Andrea Pazienza&lt;br /&gt;Voce Recitante&lt;br /&gt;Stefano Benni&lt;br /&gt;Musiche dal vivo di&lt;br /&gt;Camilla Misso&lt;br /&gt;Basso &amp;amp; CB.&lt;br /&gt;Elettrico&lt;br /&gt;a cura di&lt;br /&gt;Giorgio Gallione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a seguire&lt;br /&gt;Proiezione del Film&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;PAZ!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; di Renato de Maria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguire proiezione del film "PAZ!" di Renato de Maria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115805879275454151?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115805879275454151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115805879275454151&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115805879275454151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115805879275454151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/mostra-di-opere-visive-e-materiali.html' title='Mostra di Opere visive e Materiali sonori'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115805815613936706</id><published>2006-09-12T12:48:00.000+02:00</published><updated>2006-09-12T12:49:16.700+02:00</updated><title type='text'>Verdematematico</title><content type='html'>&lt;a href="http://pil.phys.uniroma1.it/~andrea/Paz/verdematematico.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://pil.phys.uniroma1.it/~andrea/Paz/verdematematico.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tutta la critica considera Andrea Pazienza un maestro. In gran parte a ragione: dotato di un naturalissimo talento per il disegno, eclettico, portato alla narrazione e alla battuta dissacrante. Ma insieme a tutto ciò, non sprovvisto di difetti di cui forse, se avesse avuto una vita più lunga, si sarebbe comunque un giorno disfatto.&lt;br /&gt;Nell'introduzione del volume che Repubblica gli ha dedicato, Luca Raffaelli riporta le parole usate dallo stesso Pazienza per descriversi alla fine de 'Gli ultimi giorni di Pompeo': «In questi anni ho scoperto diverse cosucce. Intanto di non essere un genio. Perché sì, lo confesso, da ragazzo ci speravo. Invece no, sono un fesso qualsiasi. Però, c'è sempre un però, è vero, sono un disegnatore eclettico». Pazienza è troppo duro con se stesso, ma ha capito di essere un genio solo sfiorato, come in 'Verde matematico': una storia che lascia a bocca aperta in due-tre vignette, ma che anche si ferma solo al peggio, al brutto, al disonesto, a tutto ciò che il personaggio di Zanardi rappresenta. Pazienza dipinge questa realtà vuota ma nella sua carriera (e nella sua vita) non riesce a staccarsene, ad andare oltre, a superarla, e sta qui forse il limite che non ha avuto il tempo di superare.&lt;br /&gt;Una storia comunque piccola e grande assieme, con le sue vignette minimali e i suoi ritratti ampi, col suo disegno lunatico e a ritmo alternato a cui sono più che abituati i fan di Pazienza. Insomma, comunque la si voglia vedere, una grande storia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115805815613936706?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115805815613936706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115805815613936706&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115805815613936706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115805815613936706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/verdematematico.html' title='Verdematematico'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115770473952720804</id><published>2006-09-08T10:38:00.000+02:00</published><updated>2006-09-08T10:38:59.836+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.pazilfilm.it/download/paz2-9.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.pazilfilm.it/download/paz2-9.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115770473952720804?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115770473952720804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115770473952720804&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115770473952720804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115770473952720804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/blog-post.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115753157504013238</id><published>2006-09-06T10:14:00.000+02:00</published><updated>2006-09-06T10:34:12.236+02:00</updated><title type='text'>Amo (versione integrale)</title><content type='html'>&lt;em&gt;Amo.&lt;br /&gt;Al di là ed oltre, è un mare di pennarelli,&lt;br /&gt;ed il mio amore per i pennarelli è secondo solo&lt;br /&gt;all'amore che nutro per me stesso.&lt;br /&gt;Pennarello è bello, e se sai usarlo, se lo ami,&lt;br /&gt;sa darti soddisfazioni,&lt;br /&gt;diventa te, diventa tuo istmo,&lt;br /&gt;ne ricordo uno, enorme, bleu,&lt;br /&gt;dopo tre anni cominciò ad avere la lingua&lt;br /&gt;secca,&lt;br /&gt;e presi ad usarlo per le sfumature ghiaccio delle&lt;br /&gt;mie nuvole, era un buon pennarello, e mi&lt;br /&gt;dispiacque&lt;br /&gt;quando morì, morì per aver perso il tappo.&lt;br /&gt;Amo Hugo Pratt, Wolinsky e Pichard, amo&lt;br /&gt;Parker e Johnny Hart, amo Mell Lazarus,&lt;br /&gt;Smithe,&lt;br /&gt;Pericoli e Pirella, amo Chiappori, Toppi,&lt;br /&gt;Battaglia,&lt;br /&gt;amo Quino, amo Mordillo, amo Fremura e&lt;br /&gt;Chaval,&lt;br /&gt;Sangio, Shultz, Brechetester, Breccia &amp;&lt;br /&gt;Lovercraft,&lt;br /&gt;Amo Fosse&lt;br /&gt;e i deserti di Electra Gilde.&lt;br /&gt;Amo le Malbor, le MS;&lt;br /&gt;amo i pantaloni vissuti,&lt;br /&gt;amo i cocktail di cioccolato e la Coca Cola con&lt;br /&gt;gin;&lt;br /&gt;amo la panna e la besciamella e la maionese.&lt;br /&gt;Amo le bretelle di cuio,&lt;br /&gt;le maglie a tinta unita, larghe,&lt;br /&gt;i calzini da tennis;&lt;br /&gt;amo Woodehause&lt;br /&gt;amo Linus,&lt;br /&gt;i miei baffi,&lt;br /&gt;i vecchi soprabiti.&lt;br /&gt;Amo lo yogurt,&lt;br /&gt;amo gli inchiostri rosa.&lt;br /&gt;Amo Tzara,&lt;br /&gt;Duchamp,&lt;br /&gt;Sussanne Duchamp,&lt;br /&gt;May Ray e Litterature&lt;br /&gt;il Cabaret Voltaire e Guillame Apollinaire.&lt;br /&gt;Amo Monsieur Antipyrine&lt;br /&gt;Arp&lt;br /&gt;la Die Neu Kunst,&lt;br /&gt;Ball&lt;br /&gt;Maurice Barres, accademico&lt;br /&gt;Andrè Berton,&lt;br /&gt;Tatlin e il costruttivismo,&lt;br /&gt;Dino Colalongo,&lt;br /&gt;amo Arthur Cravan, Dufy,&lt;br /&gt;Max Ernst,&lt;br /&gt;l'Happening, il New Dada e la Pop Art,&lt;br /&gt;amo Heartfield,&lt;br /&gt;Hannan hoch,&lt;br /&gt;Lacerba e Giovanni Papini,&lt;br /&gt;George Mathieu,&lt;br /&gt;amo Ezra Pound, fascista,&lt;br /&gt;amo Richter&lt;br /&gt;e Georges Ribemont Dessaignes,&lt;br /&gt;e Balla, Boggioni, Segantini, Severii, Carrà,&lt;br /&gt;e Marinetti Filippo, Tommaso, fascisti,&lt;br /&gt;Sironi,&lt;br /&gt;amo Manzoni, Pistoletto,&lt;br /&gt;Mondrian,&lt;br /&gt;li amo.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115753157504013238?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115753157504013238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115753157504013238&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115753157504013238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115753157504013238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/amo-versione-integrale.html' title='Amo (versione integrale)'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115745194991754506</id><published>2006-09-05T12:24:00.000+02:00</published><updated>2006-09-05T14:55:13.576+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;Amo.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;Al di là ed oltre, è un mare di pennarelli,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;ed il mio amore per i pennarelli è secondo solo all'amore che nutro per me stesso.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;Pennarello è bello, e se sai usarlo, se lo ami,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;sa darti soddisfazioni,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;diventa te, diventa tuo istmo,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;ne ricordo uno, enorme, bleu,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;dopo tre anni cominciò ad avere la linguasecca,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;e presi ad usarlo per le sfumature ghiaccio delle&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;mie nuvole, era un buon pennarello, e mi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;dispiacque&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3333ff;"&gt;quando morì, morì per aver perso il tappo.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Andrea Pazienza, 1977&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115745194991754506?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115745194991754506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115745194991754506&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115745194991754506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115745194991754506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/amo.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115736057190693947</id><published>2006-09-04T11:01:00.000+02:00</published><updated>2006-09-04T11:02:52.156+02:00</updated><title type='text'>Manifesto degli Artisti Maivisti</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.frigomag.it/am/PAZ%20E%20SPA%20maivismo1/Ve%20lo%20dice%20Pazienza!!"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.frigomag.it/am/PAZ%20E%20SPA%20maivismo1/Ve%20lo%20dice%20Pazienza!!" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115736057190693947?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115736057190693947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115736057190693947&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115736057190693947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115736057190693947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/manifesto-degli-artisti-maivisti.html' title='Manifesto degli Artisti Maivisti'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115710117421968260</id><published>2006-09-01T10:20:00.000+02:00</published><updated>2006-09-01T11:01:18.313+02:00</updated><title type='text'>Clicca sul link!!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.andreapazienza.it/html/pics/pazi3.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 154px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" height="253" alt="" src="http://www.andreapazienza.it/html/pics/pazi3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.delcinema.it/hdocs/video/video13.asp"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;http://www.delcinema.it/hdocs/video/video13.asp&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115710117421968260?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115710117421968260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115710117421968260&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115710117421968260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115710117421968260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/09/clicca-sul-link.html' title='Clicca sul link!!!!'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115701310017175823</id><published>2006-08-31T10:21:00.000+02:00</published><updated>2006-08-31T10:31:40.556+02:00</updated><title type='text'>APaz su Wikipedia</title><content type='html'>Andrea Pazienza (&lt;a title="San Benedetto del Tronto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Benedetto_del_Tronto"&gt;San Benedetto del Tronto&lt;/a&gt;, &lt;a title="23 maggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/23_maggio"&gt;23 maggio&lt;/a&gt; &lt;a title="1956" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1956"&gt;1956&lt;/a&gt; - &lt;a title="Montepulciano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montepulciano"&gt;Montepulciano&lt;/a&gt;, &lt;a title="16 giugno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/16_giugno"&gt;16 giugno&lt;/a&gt; &lt;a title="1988" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1988"&gt;1988&lt;/a&gt;) è stato un &lt;a title="Autore di fumetti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autore_di_fumetti"&gt;autore di fumetti&lt;/a&gt; &lt;a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia"&gt;italiano&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Figura tra le più grandi ed influenti nel panorama del &lt;a title="Fumetto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fumetto"&gt;fumetto&lt;/a&gt; &lt;a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia"&gt;italiano&lt;/a&gt;, nasce a &lt;a title="San Benedetto del Tronto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Benedetto_del_Tronto"&gt;San Benedetto del Tronto&lt;/a&gt; da Enrico Pazienza e Giuliana Di Cretico. Residente da subito a &lt;a title="San Severo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Severo"&gt;San Severo&lt;/a&gt;, la città del padre, vi trascorre l'infanzia, passando le estati con la famiglia a &lt;a title="San Menaio" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=San_Menaio&amp;action=edit"&gt;San Menaio&lt;/a&gt;, frazione di &lt;a title="Vico del Gargano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vico_del_Gargano"&gt;Vico del Gargano&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;All'età di tredici anni, nel &lt;a title="1968" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1968"&gt;1968&lt;/a&gt;, Pazienza si trasferisce per studio a &lt;a title="Pescara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pescara"&gt;Pescara&lt;/a&gt;, tornando quasi ogni fine settimana a &lt;a title="San Severo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Severo"&gt;San Severo&lt;/a&gt;, dove continua a frequentare gli amici di sempre e a lasciare tracce della sua genialità, tra l'altro realizzando le scenografie di alcuni spettacoli teatrali. Nella città abruzzese si iscrive al liceo artistico e fa la conoscenza di quello che sarebbe diventato un altro grande esponente del fumetto, &lt;a title="Tanino Liberatore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tanino_Liberatore"&gt;Tanino Liberatore&lt;/a&gt;. Durante il periodo che trascorre al liceo realizza i suoi primi fumetti, alcuni dei quali mai pubblicati, e diversi quadri. Insieme ad altri artisti, lavora al Laboratorio Comune d'Arte "Convergenze", che a partire dal &lt;a title="1973" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1973"&gt;1973&lt;/a&gt; espone le sue opere in diverse collettive e personali.&lt;br /&gt;Terminato il liceo, nel &lt;a title="1974" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1974"&gt;1974&lt;/a&gt; si iscrive al DAMS dell'Università di &lt;a title="Bologna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bologna"&gt;Bologna&lt;/a&gt;. Sono gli anni più caldi della contestazione giovanile che l'autore racconta, in modo personalissimo e dirompente, ne Le straordinarie avventure di Pentothal, primo fumetto dell'autore ad essere pubblicato, apparso a puntate dall'aprile del &lt;a title="1977" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1977"&gt;1977&lt;/a&gt; sulla rivista Alter Alter.&lt;br /&gt;Sempre nel 1977, insieme a &lt;a title="Filippo Scozzari" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Scozzari"&gt;Filippo Scozzari&lt;/a&gt;, &lt;a title="Stefano Tamburini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Tamburini"&gt;Stefano Tamburini&lt;/a&gt;, &lt;a title="Massimo Mattioli" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Massimo_Mattioli&amp;amp;action=edit"&gt;Massimo Mattioli&lt;/a&gt; e &lt;a title="Tanino Liberatore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tanino_Liberatore"&gt;Tanino Liberatore&lt;/a&gt; crea la Primo Carnera Editore e la rivista &lt;a title="Cannibale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cannibale"&gt;Cannibale&lt;/a&gt;. Dal &lt;a title="1979" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1979"&gt;1979&lt;/a&gt; al &lt;a title="1981" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1981"&gt;1981&lt;/a&gt; contribuisce al settimanale &lt;a title="Il Male" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Male"&gt;Il Male&lt;/a&gt; e nel &lt;a title="1980" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1980"&gt;1980&lt;/a&gt;, con il gruppo di Cannibale e con Vincenzo Sparagna, fonda il mensile &lt;a title="Frigidaire" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frigidaire"&gt;Frigidaire&lt;/a&gt;, sulle cui pagine compariranno per la prima volta i personaggi di &lt;a title="Zanardi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zanardi"&gt;Zanardi&lt;/a&gt; e &lt;a title="Colasanti" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Colasanti&amp;action=edit"&gt;Colasanti&lt;/a&gt;, in seguito pubblicati anche su altre riviste, come Alter Alter, Corto Maltese, Comic Art.&lt;br /&gt;Non si limita tuttavia ai &lt;a title="Fumetto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fumetto"&gt;fumetti&lt;/a&gt;, ma spazia in tutti i generi della &lt;a title="Grafica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grafica"&gt;grafica&lt;/a&gt; e dell'illustrazione, realizzando manifesti cinematografici (come quello per La città delle donne di Fellini nel &lt;a title="1980" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1980"&gt;1980&lt;/a&gt;, copertine di dischi (come Robinson di &lt;a title="Roberto Vecchioni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Vecchioni"&gt;Roberto Vecchioni&lt;/a&gt;), campagne pubblicitarie.Lavora anche per il &lt;a title="Teatro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro"&gt;teatro&lt;/a&gt; con la realizzazione di locandine e &lt;a title="Scenografia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scenografia"&gt;scenografie&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;I suoi molteplici impegni non lo inducono a smettere di occuparsi di pittura, e nel &lt;a title="1982" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1982"&gt;1982&lt;/a&gt; espone nuovi lavori al Museo d'Arte Moderna di &lt;a title="Bologna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bologna"&gt;Bologna&lt;/a&gt;, nella rassegna Registrazione di Frequenza e ancora nel &lt;a title="1983" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1983"&gt;1983&lt;/a&gt; alcune sue nuove opere vengono esposte alla galleria milanese Nuages. Sempre nel &lt;a title="1983" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1983"&gt;1983&lt;/a&gt; espone al Palazzo delle Esposizioni di &lt;a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma"&gt;Roma&lt;/a&gt; con &lt;a title="Altan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Altan"&gt;Francesco Tullio Altan&lt;/a&gt; e &lt;a title="Pablo Echaurren" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pablo_Echaurren"&gt;Pablo Echaurren&lt;/a&gt;, nella mostra Nuvole a go-go.&lt;br /&gt;Nel &lt;a title="1984" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1984"&gt;1984&lt;/a&gt; si trasferisce a &lt;a title="Montepulciano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montepulciano"&gt;Montepulciano&lt;/a&gt;. Nel giugno del &lt;a title="1985" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1985"&gt;1985&lt;/a&gt; conosce Marina Comandini, che sposa un anno dopo, nel giugno del &lt;a title="1986" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1986"&gt;1986&lt;/a&gt;. Nel frattempo continua a collaborare con le più importanti riviste italiane del fumetto, pubblicando anche su Linus. Partecipa inoltre alla creazione di Frizzer, mensile che si affianca a Frigidaire, e che cura anche nella grafica, almeno per i primi numeri. Partecipa anche alla rivista Tempi Supplementari. Dal &lt;a title="1986" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1986"&gt;1986&lt;/a&gt; collabora anche con Avaj, supplemento al mensile Linus, con &lt;a title="Tango (periodico)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tango_%28periodico%29"&gt;Tango&lt;/a&gt;, supplemento del quotidiano &lt;a title="L'Unità (quotidiano)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Unit%C3%A0_%28quotidiano%29"&gt;l'Unità&lt;/a&gt;, con Zut, rivista satirica diretta da &lt;a title="Vincino" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Vincino&amp;amp;action=edit"&gt;Vincino&lt;/a&gt;, e con Comic Art. Nel &lt;a title="1987" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1987"&gt;1987&lt;/a&gt; firma le scene dello spettacolo di danza Dai colli, coreografia di &lt;a title="Giorgio Rossi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giorgio_Rossi&amp;amp;action=edit"&gt;Giorgio Rossi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Nella notte del &lt;a title="16 giugno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/16_giugno"&gt;16 giugno&lt;/a&gt; &lt;a title="1988" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1988"&gt;1988&lt;/a&gt; si spegne improvvisamente a &lt;a title="Montepulciano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montepulciano"&gt;Montepulciano&lt;/a&gt;. Voci non confermate parlano di un ritorno all'&lt;a title="Eroina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eroina"&gt;eroina&lt;/a&gt;, da cui era riuscito ad allontanarsi da tempo, o di un suicidio indotto da overdose (a tale proposito sembra quasi autobiografica la storia Pompeo, del &lt;a title="1985" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1985"&gt;1985&lt;/a&gt;, nella quale vengono affrontate senza false ipocrisie e con crudo realismo le problematiche legate all'uso delle droghe pesanti).&lt;br /&gt;È sepolto nel cimitero di &lt;a title="San Severo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Severo"&gt;San Severo&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115701310017175823?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115701310017175823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115701310017175823&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115701310017175823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115701310017175823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/apaz-su-wikipedia.html' title='APaz su Wikipedia'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115693151631615989</id><published>2006-08-30T11:51:00.000+02:00</published><updated>2006-08-30T11:51:56.653+02:00</updated><title type='text'>A voi le ho date...</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/paz_10.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand" alt="" src="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/paz_10.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115693151631615989?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115693151631615989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115693151631615989&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115693151631615989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115693151631615989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/voi-le-ho-date.html' title='A voi le ho date...'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115685754259841274</id><published>2006-08-29T15:15:00.000+02:00</published><updated>2006-08-29T15:19:03.200+02:00</updated><title type='text'>Bestiario</title><content type='html'>&lt;a href="http://static.flickr.com/92/228174776_6a2a1da74e_o.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://static.flickr.com/92/228174776_6a2a1da74e_o.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa immagine è stata pubblicata da miskin (&lt;a href="http://miskin.splinder.com"&gt;http://miskin.splinder.com&lt;/a&gt; ) sul vecchio blog&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115685754259841274?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115685754259841274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115685754259841274&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115685754259841274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115685754259841274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/bestiario.html' title='Bestiario'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115683903683482869</id><published>2006-08-29T10:06:00.000+02:00</published><updated>2006-08-29T11:04:24.056+02:00</updated><title type='text'>Penthotaaaaaaaaaaaaaaaaaaal!!!!!!</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;a href="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/paz_12.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/paz_12.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"Mentre lavoravo a queste tavole, nel mese di febbraio ’77, ero convinto di disegnare uno sprazzo, sbagliando clamorosamente perché invece era un inizio. Ne avessi avuto il sentore, avrei aspettato e disegnato questo bel marzo. Così mi ritrovo di colpo a non sapere più cosa fare. Ho già consegnato tutto il materiale a Linus venti giorni fa ma - Cristo - sono cambiate tante cose nel frattempo e tante altre cambieranno fino al giorno in cui il fumetto sarà pubblicato che mi sento male e mi do’ del coglione per non averci pensato. Cioè disegnare fumetti non è come scrivere per un quotidiano, se capite cosa intendo. Allora disegno questa tavola qui e provo a portarla a Linus in sostituzione dell’ultima pagin&lt;a href="http://veejay.altervista.org/paz/penthotal.gif"&gt;&lt;/a&gt;a originale sperando di fare in tempo. L’ultima tavola originale aveva in fondo al posto di "fine" di prassi, un "allora è la fine" che suona decisamente male. Madonna vi giuro! Credevo fosse uno sprazzo ed era invece un inizio. Evviva!"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Andrea Pazienza 16 marzo 1977&lt;br /&gt;(Nota sull’ultima tavola della prima delle Avventure di Pentothal)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115683903683482869?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115683903683482869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115683903683482869&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115683903683482869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115683903683482869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/penthotaaaaaaaaaaaaaaaaaaal.html' title='Penthotaaaaaaaaaaaaaaaaaaal!!!!!!'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115675594249564289</id><published>2006-08-28T11:01:00.000+02:00</published><updated>2006-08-28T11:05:42.656+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Pentole in ebollizione:&lt;br /&gt;[...] Uno dei modi più caratteristici di produrre "gergo" giovanile è il conio linguistico, che consiste nell’inventare una terminologia prendendo le radici delle parole già esistenti ed apponendovi prefissi e suffissi disparati, pur nel rispetto dell’impianto formale e della lingua comune. In questo senso molti gerghi giovanili sono delle vere e proprie "lingue creole" o "pidgin". Cioè delle ibridazioni lessicali che mettono insieme fossili linguistici provenienti dalle diverse origini dei membri della nuova comunità, mantenendo però il rispetto formale della lingua naturale.&lt;br /&gt;Fin dal Medio Evo si è dato il nome di "volgare" all’insieme delle pratiche linguistiche come quelle che ho descritto. Il "volgare" insomma non è il nascente italiano rispetto al latino, d’obbligo per gli usi più alti della trasmissione del sapere. Il volgare è la lingua transitoria di una comunità rispetto a quella sancita dalla tradizione. Il volgare è il perenne stato nascente del rinnovamento linguistico. Poi arriva qualcuno che da’ un valore estetico o etico a questa lingua. E se ne serve per motivi espressivi artistici o politici. Per manifestare insomma una scelta poetica, una ricerca di identità, un valore di freschezza e autenticità o il senso di trasformazione delle cose [...] magari in momenti come il nostro che soffrono di troppa omogeneizzazione linguistica a causa dei mass-media.&lt;br /&gt;Mi pare che Pazienza sia uno di questi pionieri, di questi innovatori. [...] Pazienza in effetti fa parlare i suoi personaggi come se fossero pentole in ebollizione. Nelle frasi - quasi sempre prive di una sintassi regolare, come si fa nel parlato - riconosciamo pezzi di lingue differenti. C’è il dialetto pugliese frammisto con gli slogan della pubblicità, ci sono le metafore giovanili relative ad esempio alla droga, al sesso, alla musica. Ci sono le storpiature sarcastiche eredità del ’77 che proprio a Bologna produssero nella musica e nella letteratura il cosiddetto "Stile Demenziale".&lt;br /&gt;Una grande mistura - dunque - di cui Pazienza scopre ed illustra la grande vitalità poetica [...] e la sua estrema disposizione ad accompagnare qualcosa di molto popolare come la vignetta o il fumetto e di cui scopre l’altrettanto violenta sonorità ai limiti della sgradevolezza e del graffio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Stralci da: L’eterno rinnovamento del Volgare, di Omar Calabrese)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115675594249564289?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115675594249564289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115675594249564289&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115675594249564289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115675594249564289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/pentole-in-ebollizione.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115649273073470277</id><published>2006-08-25T09:56:00.000+02:00</published><updated>2006-08-25T09:58:51.113+02:00</updated><title type='text'>Parola ed immagine</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Scopriamo in ciò la profonda saggezza dei fumetti, che intendono assicurare un ponte tra parola ed immagine, sanando la ferita prodotta &lt;a href="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/imageQS4.JPG"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 152px; CURSOR: hand; HEIGHT: 209px" height="244" alt="" src="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/imageQS4.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;dalla cultura "moderna" al momento in cui si impose la fatale macchina di Gutemberg - la tipografia - la quale come un angelo del Giudizio finale pretese di convogliare da una parte le parole, obbligandole ad indossare la veste stereotipata dei "caratteri", e dall'altra le immagini. Fu il grande divorzio che i migliori autori del nostro ciclo contemporaneo cercarono di rimarginare. Naturalmente il fumettista è anche, e in primo luogo, un narratore, tenuto cioè a sottostare ad un'economia di racconto; il che lo obbliga a contenere, il più delle volte, l'esuberanza di immagini e motivi decorativi cui si sentirebbe portato. Così si dica anche di Pazienza; infatti la vasta produzione che egli ci ha potuto lasciare, anche se solo in un decennio scarso di attività prima della morte precoce intervenuta nell'88, può essere appunto distinta in due gruppi: ci sono gli album in cui la sua vena festosa e lussureggiante è sacrificata ad un passo più stringato [...] e ci sono i giorni di festa. Allora in questi casi si manifesta il Pazienza grande decoratore, simile ad un giardiniere che coltiva preziose e mai viste orchidee, facendole crescere attraverso innesti audaci, mai tentati prima. Il foglio diviene come un'epidermide organica, vivente, reattiva, entro cui inoculare mille picchetti, mille germi, per vederli proliferare, sciamare liberamente nello spazio e stringere tra loro tenaci alleanze.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;(Stralci da: Gli Incantati Giardini di Andrea Pazienza, di Renato Barilli)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115649273073470277?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115649273073470277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115649273073470277&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115649273073470277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115649273073470277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/parola-ed-immagine.html' title='Parola ed immagine'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115640668179699272</id><published>2006-08-24T10:02:00.000+02:00</published><updated>2006-08-24T10:04:53.076+02:00</updated><title type='text'>Trasgressione ed istinto</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffffcc;"&gt;Una delle parole più usate per definire l'arte di Pazienza è stata "trasgressione" in molti pensavano che fosse una sorta di maestro di cerimonie di questa pratica, fin troppo frequentata, che tende principalmente a creare stupore.&lt;br /&gt;In realtà Pazienza si divertiva con i postulanti e i pellegrini dell&lt;a href="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/imageFH5.JPG"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/imageFH5.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a trasgressione come un burattinaio si diverte con i propri burattini. Rileggendo le sue storie ci si accorge di come tutto fosse subordinato alla sua immaginazione, libera, senza regole, senza compromessi, senza gli schemi narrativi, riconducibili ai filoni del bene e del male. Per Pazienza la cosa più importante era soddisfare il proprio istinto, le proprie intuizioni.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffcc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Mollica 1989&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115640668179699272?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115640668179699272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115640668179699272&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115640668179699272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115640668179699272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/trasgressione-ed-istinto.html' title='Trasgressione ed istinto'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115632350372905271</id><published>2006-08-23T10:53:00.000+02:00</published><updated>2006-08-23T10:58:23.926+02:00</updated><title type='text'>La narrazione e la poesia</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Andrea Pazienza è stato qualcosa di davvero unico nel panorama fumettistico, artistico e culturale italiano. Odiato e amato da tutta una generazione, l’eclettico artista marchigiano ha svecchiato quasi da solo un modo di raccontare per immagini fino ad allora appannaggio esclusivo di avventure stereotipate e assurdi minestroni metalurlanti. E lo ha fatto con tutta l’incoscienza dell’artista, dello snob che non legge fumetti.Faceva invidia, Pazienza. E rabbia. Per la sua incredibile bravura nel disegno, per la sua apatica parsimonia nel disegnare, per quella sua svogliatezza, che lo portava spesso e volentieri ad immagini o a intere tavole tirate via, raffazzonate, a prima vista quasi sciatte. Eppure, quando in vena, ci regalava, da buon presuntuoso qual era, degli autentici capolavori. Immortali.Pazienza era un genio, sì. Uno dei pochi, veri geni di cui abbiamo avuto la fortuna di leggere. Conosciuto da pochi, ma ammirato da tutta, o quasi, l’intellighenzia che conta(va). Perché capace, con pochi tratti e ancor meno parole (ma solo a volte, perché altrimenti riempiva la pagina peggio di un amanuense), di fulminare il lettore, di spiazzarlo, decostruendo un medium che già allora si considerava abbastanza moribondo. E forse è proprio per questo che Paz ci si dedicava in maniera così completa, così gioiosa, pur assolutamente discontinua (altrimenti ci sarebbe stata fatica, e allora assenza di gioia, e quindi di vera “arte”). Per lui, il segno faceva il fumetto, e il segno non era altro che un qualcosa che doveva unirsi, compattarsi, sino a dar vita ad una vera e propria matematica del segno. Sì, non aveva voglia di fare niente. Eppure ha fatto tutto.La tecnica narrativa usata da Pazienza (anzi, le tecniche, che, come i segni, cambiavano e mutavano quasi da pagina a pagina) rasentava spesso la poesia più pura, più bella, più vera, sia che scrivesse storie drammatiche (Pentothal, Pompeo, alcune trucide avventure di quella specie di anima nera di Massimo Zanardi, suo alter ego fumettato e maligno), sia che creasse quelle incredibili satire per il Male, per Zut, per Tango, per Cannibale, dove i personaggi, noti e non, dell’Italietta di allora veniva analizzata, sezionata e messa alla berlina con le sue fisime, le sue paure, la sua politica, la sua religione per convenienza e per assoluto tornaconto personale.Sempre in bilico tra presente e passato, Andrea pazienza dava voce alla sua infanzia, e raccontava, si confessava, rideva di sé e, soprattutto, degli altri in maniera semplice e cattiva, come solo un bambino può fare. Un bambino prodigio, assolutamente consapevole delle proprie capacità. Oh, lo sapeva, di essere bravo, il vecchio Paz. Era lui stesso a dirlo, a decantarlo, a volerlo dimostrare sempre, in ogni occasione, col suo eclettismo schizofrenico che lo faceva rimbalzare da un medium all’altro, dal fumetto all’illustrazione pubblicitaria, arrivando alla pittura (suo primo amore), per poi ricominciare. E se ne approfittava, lui, sicché ti dava da leggere delle storie, delle illustrazioni fatte quasi coi piedi, indegne del suo mostruoso talento, senza ”preparazione”, senza precisione, con un segno talmente tirato via, che non si poteva non incavolarsi per la sua voglia di non fare, perché si vedeva che in quel momento, non aveva proprio voglia di disegnare. E ti doveva bastare, ti era andata di lusso, perché il Maestro s’era concesso. E ti incavolavi, sì, ma lo leggevi (e da allora non siamo più stati capaci di smettere). Lo leggevi perché, per quanto irritante e presuntuoso, sapevi che aveva ragione lui, che dovevi ringraziare il Cielo o chi per esso per quelle storie illustrate, per quei versi con scarabocchio annesso, per quelle incredibili illustrazioni accompagnate da una, due, cento meravigliose parole. Perché Andrea Pazienza non disegnava-scriveva soltanto, ma dava la vita a quei personaggi, gli dava un’anima, e questo si percepiva. Si leggeva. Ed ecco allora che Zanardi e Colas e l’amico sfigatello e insulso che li accompagnava nelle loro scorribande erano quegli antipatici della tua stessa scuola, quei mascalzoni criminali che ti rubavano tutte le donne, che si prendevano le migliori, che intrallazzavano, che contestavano senza bisogno di cortei citazioni da Marx, Lenin e compagni vari. E ti affascinavano. E ti mettevano paura, perché tipi così esistevano nella vita di tutti i giorni. Era la poesia della furbizia, quella di Paz, la poesia della violenza anche fine a se stessa, ma sempre vera e possibile. E quando si pensa agli stati d’animo, alle lotte, alle frustrazioni giovanili di quegli anni così autenticamente difficili, non si può che dare ragione a Tondelli (altro genio del tempo che fu, che ha stupito, scandalizzato ed emozionato, e che ci ha lasciato troppo presto; anche lui).Chissà cosa farebbe oggi Andrea Pazienza. Chissà come sarebbe stata questa Italia col suo genio all’opera, se quella fatale dose lo avesse risparmiato in quel di Montepulciano. Magari avrebbe abbandonato la carriera e si sarebbe cimentato a tempo pieno col cinema, come era in procinto di fare (in un film di Sergio Staino). Forse avrebbe finito per lavorare per Bonelli. Chissà, magari avrebbe disegnato persino uno dei Texoni estivi. Oppure avrebbe continuato per la sua strada, infischiandosene di tutto e di tutti, continuando a disegnare, scrivere, minare il sistema dal suo interno. A vivere la sua vita, alla faccia nostra. E magari avrebbe riso (no, sogghignato zanardinamente) all’idea di un film su di lui. E avrebbe pensato a come spendere tutti quei soldi.Non lo sapremo mai.Quello che sappiamo è che, pur non avendolo conosciuto di persona, né “in diretta”, Andrea Pazienza ha lasciato davvero un vuoto non colmato (perché incolmabile). E che ci manca da morire. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115632350372905271?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115632350372905271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115632350372905271&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115632350372905271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115632350372905271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/la-narrazione-e-la-poesia.html' title='La narrazione e la poesia'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115623898546831387</id><published>2006-08-22T11:28:00.000+02:00</published><updated>2006-08-22T11:29:45.723+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;&lt;em&gt;“Andrea Pazienza era l’albero del paradiso. Ci ha fatto intravedere la bellezza e poi ha chiuso tutto, però ci ha lasciato dei frutti proibiti e noi ce li siamo mangiati, li abbiamo assaporati”. Così Roberto Benigni ricorda l’artista e amico Pazienza, prematuramente scomparso a soli 32 anni, lasciando dietro di sé la scia di un artista che non può essere considerato solo un abile fumettista, ma che fu, come sottolinea un altro suo grande amico, Vincenzo Mollica, “inventore di immagini scritte e disegnate”. A lui, all’artista, è dedicata “Andrea Pazienza. 1956-1988″, la prima grande antologica mai rivolta in Italia ad un “fumettista” da un grande polo museale, il Complesso del Vittoriano a Roma, dove sarà esposta al pubblico sino al 9 ottobre. L’ampia rassegna, circa 250 opere ed uno sforzo titanico, con ben 46 prestatori, è curata da Vincenzo Mollica e Mariella Pazienza in collaborazione con Michele Pazienza. Promossa dal Comune di Roma, organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia, l’esposizione è accompognata dal catalogo edito da Fandango Libri. Andrea Pazienza fu, sì, un celebre fumettista, ma fu anche uno scrittore ed un pittore dotato di talento narrativo, ironia sottile e di un gusto spietato, acuto, malinconico, mai banale della satira. La mostra, inaugurata sabato scorso nel salone centrale del Vittoriano, è un’ottima occasione per avvicinarsi al suo complesso e sfaccettato mondo, per comprendere davvero quale sensibilità e quale intuizione scorressero tra le sue mani, per apprezzare lo stile eclettico ed il linguaggio pieno di sorprese, che, a soli 21 anni, fecero di Andrea un punto di riferimento per la sua generazione. Per scoprire, come spiega la sorella Mariella, “come i fumetti che hanno reso celebre Andrea siano solo la punta dell’iceberg di una produzione artistica ricca e variegata”. Ecco perché i curatori, nella scelta delle opere da esporre, hanno privilegiato quelle meno conosciute se non del tutto inedite: dai disegni degli anni del liceo a Pescara, ai quadri realizzati negli anni Settanta ed Ottanta, dalle illustrazioni ai grandi personaggi dei suoi fumetti più celebri, per terminare con fotografie, scritti, lettere, poesie e materiale video. La mostra ripercorre le tappe fondamentali della sua breve ma intensa esistenza attraverso un iter cronologico, diviso per settori. Il primo impatto con l’artista è quello degli “Inediti Pescaresi”, buttati giù su semplici fogli a quadretti o su qualunque altro materiale gli capitasse per mano e tra i quali si intravedono i primi segnali delle storie che lo avrebbero reso famoso negli anni seguenti. Ma che Andrea Pazienza non fosse solo un fumettista si comprende subito, di fronte ai “Quadri anni 70″. Molti sono di denuncia, come “Anche i superman finiscono”, e tutti mostrano un forte interesse dell’artista per le avanguardie artistiche del Novecento e per la Pop Art. Coloratissimi e magnifici sono l’”Autoritratto”, che svela il suo lato un po’ narcisista, e “Isa d’Estate”. Veri e propri dipinti, se non fossero stati realizzati con pennarello su carta e, a volte, con tecniche miste. Le stesse che si ritrovano tra le “Illustrazioni” realizzate da Andrea per libri, teatro, musica ed in particolare nei surreali bozzetti per il film “La città delle Donne” di Federico Fellini. Il percorso continua con le “Storie”, una selezione di tavole a fumetti tra cui le più famose “Don Pepe”, il suo scombinato ed autobiografico “luogosergente” Paz, “Pompeo”, terzo grande personaggio della sua opera letteraria più alta, e “Pentothal”, dove emerge il legame di Andrea con il movimento studentesco di Bologna. Tutti, stralci di storia del nostro Paese, come l’esilarante “Storia d’Italia in una pagina”. Una sezione a parte è dedicata al personaggio di Zanardi, che, eroe negativo per eccellenza, scorrendo tra le tavole si trasforma pian piano in eroe positivo. “Io ho due dimensioni… una più sacrestia, sono insicuro, incerto, sessualmente inefficace, l’altra invece è più dura, più efficace e Zanardi volevo che fosse solo questo: una specie di burattino di legno, qualcosa di veramente duro. Allora ho fatto il mio contrario, biondo dove io sono bruno, capelli lisci dove io ce l’ho più mossi e soprattutto questo naso… diverso dal mio”, scrisse Andrea. Un’altra sezione a parte è dedicata a Sandro Pertini, per il quale Andrea nutriva un tale affetto che gli valse un invito al Quirinale dall’allora Presidente. Accanto a lui, buffo e tenero “Partigiano nella Val Camonica” o “Partigiano fuorilegge”, la sezione de “La satira”, che si apre con le parole di Andrea “La pazienza ha un limite, Pazienza no!”: lì sono visibili i più importanti protagonisti della scena politica di quegli anni Ottanta, da Craxi ad Andreotti. Ci sono poi i “Quadri anni 80″, anch’essi realizzati con pennarello e tecnica mista, tra cui si distinguono alcuni stupendi e inediti acrilici raffiguranti “Zanardi e Betty Boop” e il “Ritratto di Tom Waits”. Nella breve sezione dedicata ad “Animali ed Ecologia”, oltre ai disegni realizzati per Lega Ambiente, spiccano le riproduzioni delle illustrazioni, purtroppo oggi perdute, realizzate per un volumetto del CNR dal titolo “Inquinamento da rumore”. Chiude il percorso la sezione più intima e raccolta dedicata agli acquerelli del padre di Andrea, “Enrico Pazienza”, anch’egli pittore e insegnante di disegno, da sempre stimolo ed esempio per il talento naturale di Andrea. “Mio padre, anche lui svogliatissimo, è il più notevole acquerellista ch’io conosca”, scrisse Andrea. Di fronte ai colori tenui degli acquerelli, gli ultimi quadri del figlio ed una frase: “Anni verranno pelosi come i gatti. Dovrò disfarmi di questa infinita fanciullezza. La ricorderò. Poco o nulla ci capirò”. La musica accompagna sempre il percorso tra le opere. E si tratta di canzoni scelte non a caso, due canzoni di Ivano Fossati, in particolare, “La musica che gira intorno” e “La costruzione di un amore”, quasi ad indicare che questa è proprio una mostra dell’arte e dell’amore, quello di Andrea Pazienza per la vita.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115623898546831387?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115623898546831387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115623898546831387&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115623898546831387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115623898546831387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/andrea-pazienza-era-lalbero-del.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115614925611000670</id><published>2006-08-21T10:30:00.000+02:00</published><updated>2006-08-21T10:34:16.570+02:00</updated><title type='text'>Andrea Pazienza. I segni di una resa invincibile</title><content type='html'>Il nome di Andrea Pazienza è associato a una stagione del fumetto, anzi di Bologna, anzi della “questione giovanile”; una stagione in cui si sono addensati fermenti di creatività e anticonformismo, devianze consapevoli, l’irruzione di nuove forme espressive. Nelle sue avventure a fumetti, Pazienza ha risucchiato e riversato letture, film, canzoni e suoni delle radio libere, dialoghi spiati in osteria, slang politico e giovanile. Fra il 1977 e il 1988, ha proposto una straordinaria esuberanza di immagini, con la massima varietà espressiva. Se esiste uno Stile Pazienza è come quello di Picasso: continuamente diverso. Diversità nelle forme espressive (tavole singole, lunghe storie, copertine di dischi, locandine per il cinema, illustrazioni, disegni di moda, costumi e fondali teatrali) e diversità nel tratto (da quelli volutamente rozzi e sbrigativi, alle autentiche, coloratissime pitture). Pentothal, Pippo, Pertini, Pompeo, Zanardi... Aveva appena cominciato a raccontare e raccontarsi, sorprendendo ogni volta per le invenzioni e le provocazioni. Suo malgrado, è diventato un simbolo generazionale. Nessuno come Pazienza ha saputo raccontare la fine di un’epoca, quella in cui i giovani rappresentavano qualcosa.Il segno di una resa invincibile è il titolo-ossimoro di una pittura del 1983: un paesaggio verde-azzurro, con fiori rossi, un paio d’alberi e un sottile grattacielo giallo, che oltrepassa i fili elettrici e raggiunge l’altezza delle nuvole.Rudi Ghedini è nato il 31 ottobre 1959 e vive a Bologna. Ha pubblicato una storia d’amore a sfondo calcistico (Semifinale, Theoria 1999), due libri sulla più simbolica disfatta della sinistra (Guazzaloca 50,69%, Sossella 1999 e Bye Bye Bologna, Punto Rosso 2002) e partecipato alle antologie Basta perdere (Limina, 2002) e Enokiller (Morganti, 2005); per Fratelli Frilli, sono usciti Sarti, Burgnich e Facchetti..., raccolta di racconti sulle disavventure dell’Inter, e Il Cavaliere a due punte, sulla regressione da cittadini a tifosi. Collabora con il settimanale Carta e con il trimestrale Linea Bianca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;a class="store_autore" href="http://www.365bookmark.it/hitlist.lasso?search_autori=Rudi%20Ghedini&amp;-session=bookmark365:33C5929CF537325CECF8F63713D5F390"&gt;Rudi Ghedini&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Editore: &lt;a class="testo" href="http://www.365bookmark.it/stand_home.lasso?codice_store=152&amp;amp;-session=bookmark365:33C5929CF537325CECF8F63713D5F390"&gt;Bradipolibri&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Collana: Bandiere a mezz'asta&lt;br /&gt;Isbn: 8888329-49-8&lt;br /&gt;Genere: &lt;a class="testo" href="http://www.365bookmark.it/hitlist.lasso?search_genere=Narrativa" session="'bookmark365:33C5929CF537325CECF8F63713D5F390"&gt;Narrativa italiana&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pagine: 112&lt;br /&gt;Anno: 2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115614925611000670?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115614925611000670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115614925611000670&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115614925611000670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115614925611000670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/andrea-pazienza-i-segni-di-una-resa.html' title='Andrea Pazienza. I segni di una resa invincibile'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115573460837655121</id><published>2006-08-16T15:17:00.000+02:00</published><updated>2006-08-16T15:23:29.266+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; background-color: rgb(255, 255, 0); font-family: arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;RIPRENDONO   I   LAVORI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115573460837655121?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115573460837655121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115573460837655121&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115573460837655121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115573460837655121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/08/riprendono-i-lavori.html' title=''/><author><name>fottainmay</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03986806737905188904</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115392573229722674</id><published>2006-07-26T16:55:00.000+02:00</published><updated>2006-07-26T16:55:32.413+02:00</updated><title type='text'>L'infanzia</title><content type='html'>Andrea Pazienza nasce a San Benedetto del Tronto (AP) il 23 Maggio del 1956, da Giuliana ed Enrico, che gli danno anche un fratello, Michele, e una sorella, Mariella. La famiglia si trasferisce a San Severo prima e a San Menaio poi; a soli diciotto mesi il piccolo Andrea dà prova del suo talento, tratteggiando su un foglio con mano sicura il contorno di un orso. Fin qui, la leggenda. La Storia, quella fatta di decisioni che indirizzano il corso di una vita, inizia a mettersi in moto quando i Pazienza si trasferiscono a Pescara.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115392573229722674?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115392573229722674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115392573229722674&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115392573229722674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115392573229722674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/07/linfanzia.html' title='L&apos;infanzia'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115373288671904350</id><published>2006-07-24T11:19:00.000+02:00</published><updated>2006-07-24T11:21:27.073+02:00</updated><title type='text'>La Pazienza ha un limite. Pazienza no!</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff33;"&gt;Era vero. Era proprio così. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.italiamemoria.it/pazienza/pic/pazienza1.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff33;"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.italiamemoria.it/pazienza/pic/pazienza1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff33;"&gt;Paz era un alpinista a caccia dell'ultimo 8.000, un filosofo con le mani sporche di realtà, un angelo dal cuore nero. I suoi limiti erano dettati unicamente da una pigrizia che sarebbe risultata indisponente in un uomo meno geniale. In lui, invece, anche l'indolenza e la svogliatezza diventavano ponti, porti e strade, vie di comunicazione, insomma, che avvicinavano l'artista al suo pubblico, il maestro al guitto, il colto esploratore iconografico all'ingenuo fruitore di immagini stampate sulla carta per nulla pregiata di un quotidiano. Andrea Pazienza ha attraversato il mondo del fumetto e dell'illustrazione con la velocità e la luminosità di un fulmine. Nel giugno del 1988, a soli 32 anni di età, quel fulmine ha finito la sua folle parabola luminescente e adesso l'unico modo per chiedergli notizie e altre sturiellet sarebbe - per dirla con le sue parole da laico&lt;br /&gt;intriso di spiritualità - una cielefonata. Del resto, sempre per bocca sua, potremmo dire che dopo morti, "saremo per troppo tempo morti". Le opere di Paz, però, rimarranno ben vive a testimoniare una grandezza che prevarica il tempo. Al genio non vanno eretti monumenti. "Il genio va soltanto studiato". &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115373288671904350?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115373288671904350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115373288671904350&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115373288671904350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115373288671904350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/07/la-pazienza-ha-un-limite-pazienza-no.html' title='La Pazienza ha un limite. Pazienza no!'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115348924269653682</id><published>2006-07-21T15:38:00.000+02:00</published><updated>2006-07-21T15:40:43.353+02:00</updated><title type='text'>Zanardi</title><content type='html'>[...] Ed ecco il perfido Zanardi, fumetto maledetto, top della malvagità, un alter ego negativo. "In una storia" spiegava "prima di andare a combattere col mostro di Scandicci, Zanardi mi trova in un bar e mi pesta" quasi a segnare la distanza che divide "Zanna" da Paz che finalmente aveva posto una barriera fra se stess&lt;a href="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/sil.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 109px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" height="254" alt="" src="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/sil.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o e la storia "onde evitare tragici coinvolgimenti con il passato". "[...] Prima mandavo avanti tutto me stesso" mi raccontava nel 1987 "e poi venivano i pennelli: era una specie di gioco al massacro a mie spese culminato qualche anno dopo in Pompeo". Dopo il ’77, dopo le delusioni della politica, ecco un altro sballato, tragico eroe metropolitano in bilico tra allucinazione e coscienza. "Qui toccai il fondo: l’inconscio rimasticava il mondo reale fino a stravolgerlo in storie senza storia come un fluire psichedelico d’incubi ed angosce", diceva. Ed ecco quindi un Pompeo dell’85 con due grosse siringhe infisse nel braccio: "Oltre 4 grammi di eroina. Mortale. No? Problema: spingere i due stantuffi insieme fino in fondo senza perdere immediatamente coscienza". (Stralci da: Sballati, tragici, metropolitani: i ragazzi bruciati di Pazienza di Cesare Medail, Corriere della Sera 1992)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115348924269653682?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115348924269653682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115348924269653682&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115348924269653682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115348924269653682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/07/zanardi.html' title='Zanardi'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115314213916068743</id><published>2006-07-17T15:14:00.000+02:00</published><updated>2006-07-17T15:16:02.813+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://static.flickr.com/67/189607895_e0b70b0f55_o.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://static.flickr.com/67/189607895_e0b70b0f55_o.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115314213916068743?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115314213916068743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115314213916068743&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115314213916068743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115314213916068743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/07/blog-post.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115277747050830568</id><published>2006-07-13T09:51:00.000+02:00</published><updated>2006-07-13T09:57:50.726+02:00</updated><title type='text'>FRIGIDAIRE RICORDA IL SUO PAZ</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.blackmailmag.com/images/FUMETTI/paz5.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.blackmailmag.com/images/FUMETTI/paz5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;em&gt;Andrea Pazienza forever: il numero 204 della rivista Frigidaire rende omaggio ad uno dei suoi illustri fondatori con un dossier lungo undici pagine ricco di fotografie e disegni dell’artista.&lt;br /&gt;Nell’anno di Paz!, il film di Renato De Maria, l’attenzione sulla più grande rockstar del fumetto italiano ha raggiunto livelli finora sconosciuti in un paese oggi orfano di riviste dedicate ai comics (mancano tutte, persino quelle fatte coi piedi). Molti nomi - a cominciare dall’onnipresente Mollica - sono scesi in campo, ciascuno con il suo bagaglio di ricordi, aneddoti, schizzi autografi, o semplici cazzate buttate lì, alimentando il serbatoio Pazienza, sottolineando una volta di più l’assenza di veri eredi ma anche, attualmente, di quei vivai di giovani leoni del fumetto che una volta si chiamavano AlterAlter, L’Eternauta, Comic Art.&lt;br /&gt;Quello di Frigidaire è un tributo di rilievo che arriva dai superstiti di un nucleo storico della stampa indipendente (Cannibale; Il Male; Vomito; Tempi Supplementari). La rivista, fondata nel 1980 e più volte restituita alla vita dall’inossidabile Vincenzo Sparagna, ha vissuto le mirabili stagioni di Snake Agent, Red Vinyle, Ranxerox, Suor Dentona, Joe Galaxy, Squeak The Mouse e dei loro creatori (Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Filippo Scòzzari, Massimo Mattioli). Pazienza era uno di loro: l’essenza fumettistica del rock concentrata in un ragazzo che, come ricorda Sparagna "(...) tra il ’77 e l’88, maturò con noi e divenne subito da allievo maestro, infine, tragicamente, leggenda."&lt;br /&gt;Poesia (anche attraverso un primitivo "Alamm'echite'mmurt!"), ritmo, senso del montaggio, meravigliosa sintesi di linguaggi diversi. Eccessivo, incontenibile, inventore del maivismo ("Noi Certificati Artisti Maivisti sopportiamo che: Tutta l'arte rifà il verso a se stessa. L'Arte vera è quella Maivista"). Da San Severo a Bologna, poi Roma, Montepulciano e via per il mondo a cavallo di una motocicletta, con Bruce Lee nel cuore e certe domande da un milione di dollari da sparare di notte agli amici ("Ma sono o non sono un vero comunista?").&lt;br /&gt;Sid Vicious, la Pop Art, Totò e l’urto del Futurismo in un’unica soluzione.&lt;br /&gt;Frase-manifesto: "La pazienza ha un limite, Pazienza no!"&lt;br /&gt;Un esempio? Milo Manara disegna le fighe, Paz , oltre le fighe, ci metteva i pensieri delle medesime, rosa o neri, pelosi o rasati che fossero. Tutte le sfumature, come un Carl Barks finito in un sogno alcolico di Caravaggio, come un Hendrix impegnato a coverizzare il tema di Via col Vento.&lt;br /&gt;Un vortice. Perché Andrea Pazienza era onnivoro: leggeva, ascoltava, vedeva di tutto. Realizzava di tutto: copertine di dischi (la P.F.M., Roberto Vecchioni, Enzo Avitabile...addirittura Minghi!), locandine cinematografiche (Fellini), pubblicità.&lt;br /&gt;Crisi del fumetto? Oggi si sarebbe buttato sul web, indubbiamente. Zanardi sarebbe un hacker, Pentothal albergherebbe in una chat popolata di voci anonime partorite dalla sua testa, Fiabeschi disquisirebbe a modo suo di Apocalipsi Nàu Redux sulle pagine di un sito come questo. E, certo, avremmo finito di leggere le storie purtroppo rimaste incompiute, come quella del cane Astarte, compagno di Annibale, o il sogno di Zanardi nel Medioevo (parte di un ciclo irresistibile cominciato con un’avventura ambientata durante la seconda guerra mondiale). Paz avrebbe fatto altri viaggi come quello, storico, a New York ("alla ricerca di Segnottanta") o il viaggio di nozze in Brasile insieme a Marina e ce li avrebbe raccontati. Altri luoghi, altre facce, idiomi, segni. E la satira? Pensateci un attimo: un albo a colori di Paz dedicato alle imprese del Cavaliere, della Lega, di Bush Jr. e via delirando.&lt;br /&gt;Scomparso per overdose nel 1988, a due anni di distanza dall’amico Stefano Tamburini, Andrea Pazienza è dunque un fiume che neppure la morte fisica è riuscito ad arrestare. Gran parte della sua produzione, ristampata in volumi lussuosi e costosissimi è diventata un oggetto lontano dalle tasche delle nuove generazioni. Questo non fa bene alla memoria, non è apprezzabile quanto l’operazione (lodevole, amorosa) portata avanti dal fratello Michele, diventato ‘cacciatorè di tutti i frammenti di Andrea sparsi per il mondo (pezzi di carta, tovagliolini, autografi, etc.).&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Guy D’Emmurd&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115277747050830568?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115277747050830568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115277747050830568&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115277747050830568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115277747050830568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/07/frigidaire-ricorda-il-suo-paz.html' title='FRIGIDAIRE RICORDA IL SUO PAZ'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115254579943735385</id><published>2006-07-10T17:34:00.000+02:00</published><updated>2006-07-10T17:36:39.686+02:00</updated><title type='text'>Mail ricevuta oggi alle 14:48</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;"ciao&lt;br /&gt;niente, solo per dire che ho trovato il tuo blog e mi sembra una gran bella cosa.&lt;br /&gt;continua(te) così.&lt;br /&gt;grazie&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;maza lace"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;&lt;strong&gt;è sempre un piacere ricevere queste dimostrazioni di affetto.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;&lt;strong&gt;Grazie mille&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115254579943735385?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115254579943735385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115254579943735385&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115254579943735385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115254579943735385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/07/mail-ricevuta-oggi-alle-1448.html' title='Mail ricevuta oggi alle 14:48'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115218233326748520</id><published>2006-07-06T12:38:00.000+02:00</published><updated>2006-07-06T12:38:53.713+02:00</updated><title type='text'>omaggio ad APAZ</title><content type='html'>Prima che venga ulteriormente svilito, vilipeso, frainteso, trasformato e poi dimenticato, com'e' successo al suo e nostro enorme amicone Stefano Tamburini, consegnamo alla memoria e allo studio di chi l'ha veramente amato e seguito una parte anche se infinitesima, di cio' che Andrea ha impresso sulla carta e su di noi. E' un universo di segni, idee, soluzioni, una rivoluzione, e come tale sfugge alle qualifiche e alle targhe. Qualcuno certo lo capira'. Questo volume, e il contemporaneo gemello THE GREAT sono dedicati prima ai suoi aficionados, poi a lui. Avrebbe imposto cosi'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filippo Scozzari e Vincenzo Sparagna- Roma, giugno 1988 -&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115218233326748520?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115218233326748520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115218233326748520&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115218233326748520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115218233326748520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/07/omaggio-ad-apaz.html' title='omaggio ad APAZ'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115208876496921029</id><published>2006-07-05T10:37:00.000+02:00</published><updated>2006-07-05T10:39:25.196+02:00</updated><title type='text'>Amarcord di Luca Enoch</title><content type='html'>Approfitto della prossima ristampa da parte dell’Espresso di alcuni lavori del Grande Paz, per parlare dell’inclassificabile opera prima dell’Andrea nazionale, Le straordinarie avventure di Pentothal. Ho una vecchia edizione della Milano Libri, precisamente dell’82, un bel cartonato nero che non dimostra gli anni che ha sul groppone, considerate le infinite volte che l’ho letto e riletto. Devo dire che ancora non capisco di che diavolo parlino queste avventure, ma mi dicono che non sia importante, trattandosi di Pazienza. Forse che Paz non sappia raccontare storie? Niente affatto; leggetevi Zanardi, prima pubblicazione della collana dell’Espresso e vedrete. Rimane il fatto che questo fantastico accumulo di pagine senza capo né coda, realizzate dal giovane Andrea tra il ’77 e l’80&lt;a href="http://www.comicus.it/images/rubriche/ama/andreapazienza.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.comicus.it/images/rubriche/ama/andreapazienza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;, sono ancora capaci di emozionarmi in maniera imbarazzante. Non solo perché ci sono tavole epocali di cui il nostro ha infarcito per anni Alter Alter e per il cui possesso farei cose turpi e illegali (“Buongiorno, sono la Natura. Ho qui un regalo per lei” “Cos’è?” “E’ il disegno!”) ma perché in queste tavole vengono esibiti senza alcuna logica di continuità gli stili di disegno più diversi: tratteggio linea chiara, puntinato, mezza tinta, tratto realistico, grottesco, disneyano, grafico echi+neha+nemetta. Le tavole di Pentothal mandano subito a ramengo la gabbia tradizionale del fumetto, con la familiare logica sequenza di vignette. Anzi, mandano a ramengo le vignette stesse, adottando una composizione assolutamente libera. Un’autentica libidine per il disegnatore in erba , com’ero io allora (si parla di 26 anni fa, mica pinzillakkere!) ma anche estremamente pericoloso. Pazienza ha delle trovate grafiche per rendere qualsiasi cosa, dalla più complessa alla più semplice, dall’iride alla linea del naso ai capelli (ah, dei capelli di Pazienza non faccio + senza!) così originali che il vulnerabile disegnatore rischia di essere marchiato a vita dal tocco del genio e di non riuscire più a liberarsene per camminare con le proprie gambe. Io, a un quarto di secolo dal colpo di fulmine, sono ancora in disintossicazione, ma non servirà a nulla perché tanto non voglio guarire! Ci sono tavole, come quelle in cui i nostri eroi si perdono nella “foresta delle 601 miserie” (a nord di Tucson, andando a destra) in cui basta una singola vignetta a farti prendere dal demone creativo e fantasticare di storie senza fine. Dire che Pazienza è un autore “seminale” è parlare per delicati eufemismi, almeno per quanto mi riguarda. Pentothal non fa parte della collana di cui sopra ma credo sia disponibile una recente edizione in grande formato. Se riuscirete a non farvi prendere dallo sconforto per la totale mancanza di un filo narrativo (FINE. “Fine? Nonèpossibile!”) vi garantisco una lettura stra-ordinaria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115208876496921029?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115208876496921029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115208876496921029&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115208876496921029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115208876496921029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/07/amarcord-di-luca-enoch.html' title='Amarcord di Luca Enoch'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115199974093058538</id><published>2006-07-04T09:52:00.000+02:00</published><updated>2006-07-04T09:55:41.180+02:00</updated><title type='text'>Ciao Andrea Pazienza</title><content type='html'>Ciao Andrea,&lt;br /&gt;scrivere di te e della tua opera il più delle volte sembra suscitare una sorta di competizione a chi la dice meglio o più intensa, quasi a sancire una presa di possesso della tua anima, delle tue intenzioni e dei tuoi tratti. Un’appartenenza di cui l’interessato, cioè tu, non può deciderne la validità. Eppure lo dicevi tu stesso che per quanto si poteva raggiungere la tua conoscenza, avremmo soltanto incontrato un riflesso, mai una verità. Per questo rispetto del tuo nascondersi, leggo e rileggo i tuoi libri, invenzioni, frizzi e follie. Non riesco mai a ricordarli a memoria, mai. Malgrado ciò, a volte, parlando mi compiaccio di conoscere la tua opera omnia: “masssiiiii che conosco tutti i suoi libri, ohhh li ho letti così tante volte” ed infatti non li ricordo mai. Al cesso la mattina, la notte tardi, di sfug&lt;a href="http://www.comicus.it/images/analisi/pazvolto.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.comicus.it/images/analisi/pazvolto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;gita mentre cola il dentifricio una scorsa alle tue parole alle tue vignette.&lt;br /&gt;E’ forse bontà dell’eccelsa opera il suo incidere nella nostra memoria, come momento fugace che abbisogna di essere abbeverato di continuo? Probabilmente sì. Pompeo lo sfoglio con cauto timore, in certi giorni è meglio non averlo davanti, altrimenti ci muori tra le pagine per l’intenso vivere del dolore. Le tue avventure con Pert, beh quelle sempre, ma come ben sai viviamo in tempi in cui nessuno scherza più con papi e presidenti, in cui nessuno piglia per il culo nessuno, tutti rispettano tutti e alla fine tutti sono stati pre o post senza essere mai stati niente. Siamo tutti fratelli dello sfigato di S.Giorgio a Cremano, disperati, senza che qualcuno ritragga il nostro sconsolato andare. Non c’è neanche bisogno di dirlo quanto mi manchi a me e a tanti altri. Viviamo in tempi in cui nessuno anticipa più ciò che sarà, che punta il dito contro il piduista Maurizio Costanzo e si interroga come mai sta sempre in televisione: fioccherebbero querele e allora e meglio che fiocchi merda ogni giorno. Puzza meno. Francesco Stella non è più tornato a spiegarci che farsi le canne è meglio che fare la guerra, e qui partono in tanti, soltanto per tornare in un lenzuolo che assomiglia alla nostra bandiera, ma solo è messa di traverso. Cosa avresti detto, cosa avresti scritto soprattutto? Pochi lo dicono ma dopo Pier Paolo Pasolini ci sei solo tu, non solo un linguaggio visivo, ma la poesia dei tuoi mille linguaggi, la tua continua (re)invenzione delle lingue e dei dialetti. Azz’ verrebbe da dire, ma non ci rimane che Paz. Qualche volta ti pubblicano anche in grande tiratura sempre con la paura che possano censurarti da qualche parte. Qualcuno litiga ancora se ti conosceva meglio o peggio di qualcuno, se dovevi essere colorato o meno, molti altri scrivono, perché come un bel vestito firmato, tutto tira anche la mutanda e il profumo se portano lo stesso nome e quindi titoli improbabili a verità ancora peggiori basta che ci sia Paz da qualche parte ecchecazz!Ma ci hai lascito i tuoi libri e così sia. Avevi la mano benedetta da dio, ma tu avevi tagliato i rapporti diplomatici con dio e la fortuna. Scrittura, colore, fumetto, matite, storie. Possedevi tutto tu: la mano assoluta invece dell’orecchio assoluto. Non ci sei più quindi, ma non ti perdi assolutamente nulla. “Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare un’intera via crucis con una semplice stretta di mano, o una visita al museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e un miliardo di parole d’amore”. Ti sbagliavi Andrea, sono tante, ma sarà colpa degli interessi passivi.&lt;br /&gt;Ti voglio bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Sergio Nazzaro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115199974093058538?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115199974093058538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115199974093058538&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115199974093058538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115199974093058538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/07/ciao-andrea-pazienza.html' title='Ciao Andrea Pazienza'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115191864884377397</id><published>2006-07-03T11:23:00.000+02:00</published><updated>2006-07-03T11:24:09.263+02:00</updated><title type='text'>Andrea Pazienza: invito alla lettura</title><content type='html'>Correva l’anno 1977 e Bologna era in pieno fermento politico. Le rivolte studentesche, l’omicidio di Francesco Lorusso, Radio Alice. Tutti segnali più o meno evidenti di un clima aspro. Come ogni epoca, anche il ’77 bolognese ha avuto i suoi cantori. Uno di loro, in particolare, si è segnalato per essere diventato uno dei più importanti autori di fumetti che abbiano mai calcato il suolo italico, nonché uno dei pochi fumettisti a essere conosciuto anche al di fuori della cerchia dei soli appassionati. Il suo nome era, ovviamente, Andrea Pazienza. Appena arrivato a Bologna per frequentare il D.A.M.S., il giovane Andrea si ritrovò a vivere in prima persona le vicende su descritte e questo gli diede il giusto impulso per dare vita alla sua prima opera importante, intitolata Le straordinarie avventure di Pentothal. Anche Pentothal, così come i personaggi successivi di Pazienza, ha molto del suo autore, essendo eccessivamente pigro, oltre che un autore di fumetti (e per di più di origine pugliese). Mentre Pompeo è il Pazienza più intimo e Zanardi rappresenta la sua indole più indipendente, Pentothal è la parte “fantasticante” di Paz, sempre a spasso com’era tra le fantasie più perverse e imprevedibili. All’epoca Pazienza aveva da poco scoperto il Moebius de Il Garage Ermetico e in Pentothal l’influenza del maestro francese è cosa alquanto evidente, non solo a livello grafico ma anche narrativo. Pentothal non ha la stessa espressività di Zanardi, né la carica satirica del Pazienza “politico”, né tantomeno la visceralità di Pompeo, però rimane una piccola pietra miliare nel suo essere un valido specchio dei tempi. Un vero e proprio flusso libero di idee messe su carta senza alcuna forma di censura, esterna o interna che fosse. E in più contribuì in maniera determinante alla creazione di un mito tutt’oggi esistente, se è vero che siamo ancora qui a parlarne, a molti anni della prematura scomparsa di Andrea. Tra tutte le edizioni de Le straordinarie avventure di Pentothal ci sentiamo di consigliare quella critica della Baldini, Castoldi &amp;amp; Dalai, davvero perfetta nella confezione e nei contenuti, pur avendo un prezzo poco accessibile. Un’edizione economica è invece quella contenuta nel volume 48 de I Classici del Fumetto di Repubblica, che però ha stampato la storia in un formato molto più piccolo rispetto all’originale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115191864884377397?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115191864884377397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115191864884377397&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115191864884377397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115191864884377397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/07/andrea-pazienza-invito-alla-lettura.html' title='Andrea Pazienza: invito alla lettura'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115167865405717603</id><published>2006-06-30T16:43:00.000+02:00</published><updated>2006-06-30T16:44:14.196+02:00</updated><title type='text'>SAGGIO DI ANTONELLA LATTANZI SU ANDREA PAZIENZA IN E-BOOK, SCARICABILE GRATUITAMENTE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.pazilfilm.it/html/pics/inedite9.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.pazilfilm.it/html/pics/inedite9.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gli amici del Centro Fumetto "Andrea Pazienza" di Cremona mi hanno segnalato la pubblicazione del libro "Viaggio al centro del libro", opera della scrittrice e saggista Antonella Lattanzi. Si tratta di un libro che è a metà tra i saggi letterari e il racconto. Il dato interessante è che dedica ampia parte alla storia umana, artistica, letteraria del mitico Andrea Pazienza. E' possibile poter scaricare il libro in modo gratuito, cliccando su questo link &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.kultvirtualpress.com/opere.asp?book=1043" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;www.kultvirtualpress.com/opere.asp?book=1043&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; Si tratta di un e-book edito dalla Kult Virtual Press, con prefazione di Francesca Mazzucato, che narra l'opera e la figura di Andrea Pazienza da un punto di vista narrativo, ma anche personale. Naturalmente, per la stesura di questo saggio, Antonella Lattanzi ha compiuto uno studio approfondito su Andrea Pazienza . E' un'opera interessante perchè l'e-book è un nuovo mezzo di comunicazione libera che si sta diffondendo sempre di più. Gli e-book infatti sono totalmente gratuiti, fruibili da tutti e sono la vera libertà di stampa e di espressione.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.sanseveresi.com"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;www.sanseveresi.com&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115167865405717603?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115167865405717603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115167865405717603&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115167865405717603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115167865405717603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/saggio-di-antonella-lattanzi-su-andrea_30.html' title='SAGGIO DI ANTONELLA LATTANZI SU ANDREA PAZIENZA IN E-BOOK, SCARICABILE GRATUITAMENTE'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115166250734876333</id><published>2006-06-30T12:12:00.000+02:00</published><updated>2006-06-30T12:15:11.780+02:00</updated><title type='text'>Ma io sono la mitica anatra migrante (1984)</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Ma io sono la mitica anatra migrante,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;sono ancora un avolta perpetuo moto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;sono la brocca sognante,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;desiderio di vuoto.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;E se le mie arroganti parole di un tempo,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;son finite segnalibro d'un volume dimenticato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;pure ti chiedo ara il mio campo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;a scoprirlo.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115166250734876333?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115166250734876333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115166250734876333&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115166250734876333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115166250734876333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/ma-io-sono-la-mitica-anatra-migrante.html' title='Ma io sono la mitica anatra migrante (1984)'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115158542232145101</id><published>2006-06-29T14:42:00.000+02:00</published><updated>2006-06-29T14:50:37.880+02:00</updated><title type='text'>Tasto le mie piante di neve (1974)</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Tasto le mie piante di neve&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;volo sulle tue angosce&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;riversano amore sulle mie membra&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;e s'agitano a farmi morire&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;vorrei non mi guardassi rapita&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ma diventassi per un attimo pratica&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;non puoi dirmi di fare tesoro&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;fai quello che vuoi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ho bisogno di sentirmi guidato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;dalla tua fantasia&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;di donna che sa&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ritorno ad un tempo ubriaco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;della tua pelle soffice&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;quando per un tuo sorriso prezioso ero disposto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;a rinunciare alla parte migliore di me&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;quando per i tuoi occhi di niente&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;mi trascinavo idiota e stanco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;quando per tutta la gente&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ero un solitario acrobata santo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;per non averti mai chiesto nulla&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;che andasse oltre la tua dimensione&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;catastrofica e ridicola insieme&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;di ricca fanciulla ragazza perbene&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ora la mia vena si è esaurita&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ti giuro non oso parlare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;per farti star male un momento per bene&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;per farti capire per riuscire ad amare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ho chiesto soldi alle mie sicarie&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;ho chiesto in ginocchio un mese di tempo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;le mie promesse le ho rispettate ancora&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;della tua infedeltà sono monastico tempio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;non riuscirei mai continuando&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;a fingermi ancora mercante di noia&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;si vende a peso o a metro quadrato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;nella mia anima è un vero lerciaio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;sono disposto ancora a una cosa amore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;vecchia giovane vampa rintuccare il tuo mito di gloria&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;all'altare nascosto della viltà&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;per consolarmi osservando l'immagine&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;dei tuoi capelli da capogiro&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;delle sacre bibbie del tuo seno&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;che troppo spesso ho confudo con Dio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115158542232145101?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115158542232145101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115158542232145101&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115158542232145101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115158542232145101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/tasto-le-mie-piante-di-neve-1974.html' title='Tasto le mie piante di neve (1974)'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115149665685859918</id><published>2006-06-28T12:37:00.000+02:00</published><updated>2006-06-28T14:11:04.906+02:00</updated><title type='text'>Se</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;se&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;Tu&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;Vuoi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;io&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;Ti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;posso&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;fare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;un ditalino&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;ciò&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;naturalmente&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;se tu vuoi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;io ti posso&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;m&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;re&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115149665685859918?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115149665685859918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115149665685859918&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115149665685859918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115149665685859918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/se.html' title='Se'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115142882505240337</id><published>2006-06-27T19:18:00.000+02:00</published><updated>2006-06-27T19:20:25.516+02:00</updated><title type='text'>Pubblicità shampoo Clear</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.2fly.it/paz/images/varie/clear.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.2fly.it/paz/images/varie/clear.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115142882505240337?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115142882505240337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115142882505240337&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115142882505240337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115142882505240337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/pubblicit-shampoo-clear.html' title='Pubblicità shampoo Clear'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115139500448699256</id><published>2006-06-27T09:54:00.000+02:00</published><updated>2006-06-27T09:56:44.680+02:00</updated><title type='text'>Un giorno (1970)</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;Un giorno&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;in autobus&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;ho pestato i piedi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;a sant'Antonio&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;del Porcello&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;che mi ha detto:&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;Non sputare dove è proibito&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;non toccare il legno marcito&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;non derubare dei grandi il mito&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;non pestarmi del piede il dito.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;Ed io circondato&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;da un'aureola&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;di sobria&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;spiritualità&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;vado ramingo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;e vegeto&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;di qua e di là.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115139500448699256?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115139500448699256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115139500448699256&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115139500448699256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115139500448699256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/un-giorno-1970.html' title='Un giorno (1970)'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115131246419775425</id><published>2006-06-26T10:56:00.000+02:00</published><updated>2006-06-26T11:01:04.570+02:00</updated><title type='text'>Cerco la rimna</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#66ffff;"&gt;&lt;em&gt;Son pieno d'amore&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#66ffff;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#66ffff;"&gt;&lt;em&gt;per gli altri&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#66ffff;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#66ffff;"&gt;&lt;em&gt;son pieno d'amore&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#33ff33;"&gt;&lt;em&gt;e il mio amore&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#33ff33;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#33ff33;"&gt;&lt;em&gt;è un fluido magnetico&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#33ff33;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#33ff33;"&gt;&lt;em&gt;passato al setaccio.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;Il mio amoreper gli altri è vero.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;E nel mio amore veroc'è tutto c'è l'odio.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;Un pizzico d'odio&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;non guasta l'amore perfetto.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;E il io amore perfetto&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;è un mare con un po'&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff66;"&gt;&lt;em&gt;d'odio dentro, granelli di sabbia.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff66;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff66;"&gt;&lt;em&gt;E il mio amore è un fluido magnetico&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff66;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff66;"&gt;&lt;em&gt;passato al setaccio.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' 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rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115104977797922989</id><published>2006-06-23T10:01:00.000+02:00</published><updated>2006-06-23T10:02:58.110+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;Egregio signore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;le invio questa mia&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;e così via&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;per dirle&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;di quanto sono intelligentee&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt; colto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;e fetente.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;Egregio signore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;le invio questa mia&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;e così via.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115104977797922989?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115104977797922989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115104977797922989&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115104977797922989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115104977797922989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/egregio-signorele-invio-questa-miae.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115096347645935488</id><published>2006-06-22T10:01:00.000+02:00</published><updated>2006-06-22T10:04:36.850+02:00</updated><title type='text'>La musica</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.2fly.it/paz/images/varie/lp_holly.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.2fly.it/paz/images/varie/lp_holly.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff6666;"&gt;La musica ha una grande funzione per me. Il mio prossimo progetto e un giornalino con un disco incorporato.Con la musica vivo benissimo, sento tre radio, una l'ho sentita tutto l'inverno e conosco a memoria tutte Le pubblicità, ricanto Le canzoni pili ignobili, perché sono una fogna.Riesco ad apprezzare anche Diana Ross se in quel momento ha grinta e se il disco funziona nei minimi particolari, perché li fanno benissimo questi americani e riesci a godere anche la spettacolarità. Mi piace il cantante dei Police Mark Knopf perché ha un carisma prodigioso, oppure Freddy Mercury che è il cantante dei Queen, che fanno uno spettacolo di grande rock, perché rock e tutto.In questo momento vorrei essere la corda tesa di una chitarra rock essere la corda che vibra in un grande concerto. Vorrei essere la chitarra dl Keith Richards.NO! Vorrei essere Sid Vicious, che vado dicendo!&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115096347645935488?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115096347645935488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115096347645935488&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115096347645935488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115096347645935488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/la-musica.html' title='La musica'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115089973104388668</id><published>2006-06-21T16:20:00.000+02:00</published><updated>2006-06-21T16:22:12.153+02:00</updated><title type='text'>La Donna</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.2fly.it/paz/images/quadri/bettasullosqualo.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.2fly.it/paz/images/quadri/bettasullosqualo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#33ffff;"&gt;Donna è la mia ragazza, donna è mia madre e ti dico che riposare una testa sconvolta in un grembo conosciuto e amato èquanto di pili bello sia dato di vivere a un uomo dopo Le sorgenti del Rio delle Amazzoni.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115089973104388668?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115089973104388668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115089973104388668&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115089973104388668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115089973104388668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/la-donna.html' title='La Donna'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115080148394809516</id><published>2006-06-20T13:02:00.000+02:00</published><updated>2006-06-20T13:04:44.180+02:00</updated><title type='text'>Il cinema</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Il più grande film della storia del cinema e senza dubbio Ultimo tango a Parigi, il massimo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.2fly.it/paz/images/tavole/armi.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.2fly.it/paz/images/tavole/armi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Donne in amore ha il migliore soggetto.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Fino all'ultimo respiro, un film francese degli anni Sessanta, che ho studiato al DAMS, mi ha appassionato per un certo periodo. Fellini mi piace moltissimo, non mi piaceva quando ho fatto il manifesto per La città delle donne. Questo film ora lo considero un capolavoro perché frutto di un lungo esercizio che manca nella maggioranza dei film che vedo, e l'esercizio può essere di volta in volta ricostruzione storica o onirica.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115080148394809516?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115080148394809516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115080148394809516&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115080148394809516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115080148394809516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/il-cinema.html' title='Il cinema'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115071237723206958</id><published>2006-06-19T12:18:00.000+02:00</published><updated>2006-06-19T12:19:37.430+02:00</updated><title type='text'>La femmina</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff00;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;In me scattano certi meccanismi laidi se parliamo di femmine. E' fantastica, èveramente stupenda, la femmina è meravigliosa, io ho una grossa partecipazione erotica a ciò che mi succede intorno; proprio perché e così scatenata, non vale la pena di stare a descriverla per esteso.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.2fly.it/paz/images/quadri/isabelladamiani75.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.2fly.it/paz/images/quadri/isabelladamiani75.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115071237723206958?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115071237723206958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115071237723206958&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115071237723206958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115071237723206958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/la-femmina.html' title='La femmina'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115045568653404012</id><published>2006-06-16T12:58:00.000+02:00</published><updated>2006-06-16T13:13:02.113+02:00</updated><title type='text'>Un ricordo del Paz a 18 anni dalla sua scomparsa</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#33ff33;"&gt;&lt;em&gt;Un segno, Andrea Pazienza, per rappresentare un mondo e per raccontare una generazione.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt;Sul finire degli anni ’70 un giovane pugliese, pubblica le prime tavole di un’opera, Pentothal, che lascerà il segno nelle generazioni a venire e darà inizio ad una mania, la Pazmania, che ha continuato a fare proseliti fino ai giorni nostri. Il nostro giovane muore nel’88 a soli trentadue anni, ma quello che ci lascia è un grandissimo patrimonio, tante storie disegnate e appunti, riflessioni importanti sul disegno. Il mezzo scelto gli permette&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.2fly.it/paz/images/immagini/convergenze.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.2fly.it/paz/images/immagini/convergenze.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt; di raccontare più velocemente e liberamente possibile e a più persone.&lt;br /&gt;Altri faranno la stessa scelta, in quegli anni, tentando di affrancarsi dal monopolio delle case editrici esistenti e dando vita ad esperienze di autogestione del segno, diventando soci fondatori di riviste come Male, Frigidaire, e padroni della loro arte.&lt;br /&gt;Con gli anni Ottanta e Novanta tutto o quasi ritornerà nell’alveo antico, lasciando solo il ricordo di un’epoca mitica e di un esempio da reinventare.&lt;br /&gt;Paz, così affettuosamente lo chiamano i suoi estimatori, è patrimonio di tutti i giovani o che lo sono stati e continuano ad esserlo. Forse “è per quel perenne amare i sensi e non pentirsene”, come scriverà, utilizzando i versi di Sandro Penna, in una delle fantastiche storie di Zanardi.&lt;br /&gt;Le creature create dal suo segno hanno dialogato con le generazioni che si sono succedute, fino a svincolarsi dalla pagina per assumere una consistenza materica, reale, così come è capitato ad altri personaggi della letteratura e del cinema.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;Tratto dalla cartella stampa dello spettacolo "Nel segno di Paz".&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115045568653404012?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115045568653404012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115045568653404012&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115045568653404012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115045568653404012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/un-ricordo-del-paz-18-anni-dalla-sua.html' title='Un ricordo del Paz a 18 anni dalla sua scomparsa'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115036071019082773</id><published>2006-06-15T10:31:00.000+02:00</published><updated>2006-06-15T11:55:59.253+02:00</updated><title type='text'>NEL SEGNO DI PAZ</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;a href="http://www.teatripossibili.it/images/img12888.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.teatripossibili.it/images/img12888.jpg"&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/a&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.teatripossibili.it/images/img12888.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#66ff99;"&gt;cari tutti, ricordate quando vi parlai delloi spettacolo "NEL SEGNO DI PAZ"? Ebbene ieri mi ha scritto GIOVANNI LANDI (Pert), perchè io gli avevo chiesto la cartella stampa dello spettacolo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#66ff99;"&gt;Riporto qui di seguito la sua mail e il link con la cartella stampa.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;A chiunque fosse interessato, per contattare la compagnia, potrete trovare tutti i riferimenti nell'ultima pagina della cartella stampa.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff33;"&gt;"Ciao sono Giovanni, un attore dello spettacolo (facevo Petra,Pert etc.) mi ha fatto piacere leggere nel tuo blog che sei venuto a teatro e che ti è piaciuto.. Mi dispiace per la cartella stampa ma sono andate a ruba. Te ne allego una in formato word, peccato che non possa mandarti anche la copertina figa con il profilo del nasone di Zanna, ci sono alcune informazioni in più su come è nato lo spettacolo e sulla compagnia se ti interessa. Se ti capita falla vedere in giro e se pensi di conoscere situazioni in cui lo spettacolo potrebbe essere messo in scena contattaci!Grazie ancora e complimenti per il sito...Giovanni"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffcccc;"&gt;Per chi volesse leggere la cartella stampa può richiedermela al seguente indirizzo: cosedapaz(at)gmail.com&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115036071019082773?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115036071019082773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115036071019082773&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115036071019082773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115036071019082773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/nel-segno-di-paz.html' title='NEL SEGNO DI PAZ'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115030287745724754</id><published>2006-06-14T18:33:00.000+02:00</published><updated>2006-06-14T18:40:03.886+02:00</updated><title type='text'>Paz ospite fisso della home page di repubblica.it</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;color:#ffcc33;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Breaking News&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#33ff33;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;appena pubblicata su Repubblica.it, la recensione e le prime immagini del prossimo libro con i disegni di Andrea Pazienza dedicati a Visca.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#33ff33;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#33ff33;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Visitate il sito!!!!!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#66ffff;"&gt;&lt;strong&gt;www.repubblica.it&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/spettacoliecultura/pazienza-liceo/1.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/spettacoliecultura/pazienza-liceo/1.html&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/spettacoliecultura/pazienza-liceo/esterne141427101406151505_big.jpg" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115030287745724754?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115030287745724754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115030287745724754&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115030287745724754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115030287745724754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/paz-ospite-fisso-della-home-page-di.html' title='Paz ospite fisso della home page di repubblica.it'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115028123820500785</id><published>2006-06-14T12:31:00.000+02:00</published><updated>2006-06-14T12:35:38.736+02:00</updated><title type='text'>L'esercizio</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffff33;"&gt;&lt;em&gt;Sono sempre stato negato in matematica, ma sono sempre stato formidabile in disegno. Quando ero ragazzo scatenavo la matematica che mi mancava a livello aritmetico scolastico tutta nel disegno.Ora a rivedere quei disegni, vedo soprattutto una enorme presunzione, in pratica fin dai primordi ho sempre sostenuto di essere bravo, eccelso, anche perché mio padre, che e un artista, indulgeva su questo mio tratto e ne alimentava la vanità.II mio primo disegnino riconoscibile l'ho fatto a 18 mesi, era un orso, questo testimonia quanto era forte in me il bisogno di disegnare.I disegni della mia adolescenza sono arzigogolatissimi, pieni di elementi, di citazioni dappertutto; la Luger a sette anni, gli stivali dei pantaloni militari in un certo modo, la fondina della pistola portata in un certo modo, selle, cavalli, ma anche paesaggi, mescite di vino, pantere nere sopra templi immersi nella giungla. Quei disegni sono spariti tutti, perché usavo pennarelli ad acqua che hanno stinto. Del Liceo Artistico a Pescara, mi vengono in mente mille cose...Venni sospeso il primo giorno di scuola; verso il terzo anno quando ero ormai come un pulcino nel nido, provai una sensazione di potere tremenda, dato che ero molto bravo, potevo fare quello che volevo, scherzi soprattutto; per il resto avevo pessimi rapporti con Le donne, ero perfettamente calato in quella che oggi e la mia situazione di ripulsa, nellaquale io intravedo i peggiori lati del mio carattere soprattutto da un punto di vista estetico. Mi riferisco alla condizione tudemonchieica, sdentata, clericale, soprattutto sacrestana, sono un giovane prete ilare, scherzoso, complimentoso, che batte i tacchi, che ghigna a tutto spiano, capace di cattiverie povere, insulse, di paranoie galattiche sulle quali non tramonta il sole.L'alternativa a questa condizione nacque quando mi spuntarono i primi baffi che io coltivavo moltissimo: la condizione Pentothal, baffuta, legnosa, pili estiva, asciutta, dinamica, virile, i primi successi decenti, le prime risultanze con Le donne. Questa condizione funzionava di pili, era capace di paranoie incredibili, ma giocate in modo diverso.Io identifico Tudemonchiei con la prima situazione, che corrisponde all'angolo pili in basso del sopracciglio di Topolino, e invece Pentothal con la seconda, che in fondo non si preoccupa dei preti.Tudemonchiei e una persona che si veste di nero e va a giro per la città di notte a spiare alle finestre, e l'agilità fatta paura che scavalca i muri e per la quale non esiste la proprietà privata... ero io... e il morbo fatto mutandina... e il muro del collegio femminile... io a quel tempo disegnavo Rembrandt.Tudemonchiei era il mio io di notte, di giorno invece ero Così bravo, così fertile e al tempo stesso così sgarbato con Le situazioni in cui tiravo al massimo la corda con l'istituzione. II pomeriggio stavo in galleria con i miei amici e i professori, gli stessi che di giorno mi sbattevano fuori: erano costretti a farlo, io ne approfittavo, buttandoli nel ridicolo, ingaggiavo con loro delle vere e proprie bagarre scolastiche, con loro, con il Preside, con il Vicepreside ecc.Pentothal nacque da un rapporto epistolare avuto con una ragazza di Napoli. Queste lettere rappresentavano per me un esercizio e il mio scrivere era una sorta di rincorrere, era giocato sul tema di corro con il cerchio, spingo il cerchio, il cerchio traballa sta per cadere e io gli do un'altra spinta e va avanti, e un modo mio di vedere le cose senza alcun nesso logico. Pentothal e nato da questo mio esercizio continuo di scrittura.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115028123820500785?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115028123820500785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115028123820500785&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115028123820500785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115028123820500785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/lesercizio.html' title='L&apos;esercizio'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115019530747466689</id><published>2006-06-13T12:40:00.000+02:00</published><updated>2006-06-13T12:42:19.443+02:00</updated><title type='text'>Le Letture</title><content type='html'>Le letture sono state bellissime fino a un certo periodo, che non e il solito periodo dell'adolescenza un po' repressa e quindi buttata sul leggere.Vorrei parlare di libri in questi termini, voglio capire anche io cosa ho nella testa... prendiamo il periodo in cui sono stato a Pescara, allora le mie letture preferite erano i dadaisti, anche moltissimo i libri d'arte, non solo le Vite del Vasari, cioè non la storia dell'arte vissuta in &lt;a href="http://www.2fly.it/paz/images/quadri/corteoapesacra.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.2fly.it/paz/images/quadri/corteoapesacra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;termini di vita degli artisti, ma un insieme di altre cose come la lettura di una rivista di Giovanni Arpino che non aveva niente a che vedere con quello che io pensavo, ma che mi poneva di fronte a una situazione mossa.Sapevo a memoria il manifesto di Tristan Tzara e conoscevo i movimenti di rottura dell'inizio del secolo, quasi a livello di rischiatutto per certi versi: sapevo per esempio le date dei saloni, il nome della via e il numero del Cabaret Voltaire oppure quali parole si dissero Tzara e Lenin a Zurigo, quali erano stati gli incontri segreti tra Marinetti e il Duce, quali erano i rapporti intimi tra D'Annunzio e Marinetti prima del 1921, quale rapporto ci fosse tra Futurismo e Fascismo. In quel periodo mi divertivo a scegliere una scultura di Boccioni e ad inventare una serie di storie attendibili, e di studi. Poi c'è stato tutto un periodo di Castaneda, Kerouac, dei vari Marquez, periodi di nulla, momenti poco fecondi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115019530747466689?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115019530747466689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115019530747466689&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115019530747466689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115019530747466689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/le-letture.html' title='Le Letture'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115011843734115800</id><published>2006-06-12T15:04:00.000+02:00</published><updated>2006-06-12T15:46:11.823+02:00</updated><title type='text'>Le favole di Andrea Pazienza</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Visitate IMMEDIATAMENTE questo link.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;SUBITO!!!!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://multimedia.repubblica.it/home/287235"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ffff33;"&gt;http://multimedia.repubblica.it/home/287235&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4496/2948/1600/pancrazio.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4496/2948/320/pancrazio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://secure.comune.siena.it/content/Immagini/2749_DOWN.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115011843734115800?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115011843734115800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115011843734115800&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115011843734115800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115011843734115800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/le-favole-di-andrea-pazienza.html' title='Le favole di Andrea Pazienza'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-115010867773398479</id><published>2006-06-12T12:36:00.000+02:00</published><updated>2006-06-12T12:37:57.983+02:00</updated><title type='text'>San Severo</title><content type='html'>&lt;span&gt;Esiste una ferocia razziale inaudita nei confronti dei meridionali. Il meridionale e accettato solo in due casi: o quando e perfettamente integrato e risponde nel gesto e nel comportamento a una serie di proposizioni non meridionali che non gli appartengono oppure quando ha un enorme carisma e riesce a imporre con fatica e con intelligenza e comunque in modo improbo (perché dovrebbe?) la propria meridionalità, sia che si tratti di autori sia che si tratti di semplici macchine targate con sigle meridionali.La mia meridionalità e una meridionalità alla Mohammed Ali, in termini di difesa da quello che e uno sfruttamento da una serie di cose che io condanno enormemente.San Severo e una città orrida da un punto di vista di situazione politico-gestionale-amministrativa. Il potere ha questa gamma: ci sono dei ricchissimi, c'è il Country club, lo Sporting club, il Lions club, il Rotary club, c'è gente che gira con delle macchine incredibili e si va a comprare le scarpe a Bologna, c'è tutto un mondo di medici che si sono arricchiti restando nell'ombra senza aver mai scritto su una rivista medica; che hanno partecipato solo a congressi tennistici, perché si giocavano tutte le loro carte a livello tribù di medici. Vedi il torneo nazionale medici ospedalieri di Chiavari... Poi ci sono avvocati soprattutto notai che hanno guadagnato sulla povera gente, sul reddito della popolazione, tantissimi, poi c'è un sacco di droga accompagnata alla noia pili totale e c'è un centro autogestito per i tossicomani...Poi c'è una campagna meravigliosa, della gente bellissima: la gente che lavora nelle campagne. Io di San Severo ho dei ricordi che son fatti di sberleffi, litigavo con dei monelli tremendi e mio fratello, che si chiama Michele detto Macaluso, che si buttava come un tornado nella mischia, lui aveva dodici anni, io quindici, e seminava il panico fra i miei assalitori. Poi ho passato un periodo tra i sedici e i diciotto anni a rissare stupidamente, prendendole e dandole, specialmente d'estate.A San Severo, si era venuto a creare per caso un piccolo nucleo di artisti, ognuno con una propria fede e una propria direzione. A questo proposito devo fare due nomi: Marcello D'Angelo che si e saputo conquistare il nostro affetto e la nostra amicizia con grande amore e poi Enrico Fraccacreta che da ragazzo aveva un umorismo dal quale tutti noi abbiamo attinto, non so, pero, che fine abbia fatto la sua creatività.Erano estati bellissime, lunghissime, passate con la fila degli ombrellini, l'altalena sul mare, piogge di romani e milanesi, lo strombazzo delle cose pubblicitarie e i baracconi messi in fila con i juke box.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-115010867773398479?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/115010867773398479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=115010867773398479&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115010867773398479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/115010867773398479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/san-severo.html' title='San Severo'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114984344043424416</id><published>2006-06-09T10:56:00.000+02:00</published><updated>2006-06-09T10:57:20.763+02:00</updated><title type='text'>Gli artisti</title><content type='html'>Adesso devo parlare un attimo degli artisti, io amo Rembrandt, i futuristi, alcuni dada.Poi c'è Caravaggio, con Caravaggio si e entrati in quella che e la disciplina del rapporto con i materiali e cioè si disegna bene un materiale solamente se si decide di conoscere il materiale che si sta disegnando, bisogna in pratica avere una comprensione del metallo, del legno, della posizione degli oggetti; quando per esempio si disegna una sedia, bisogna comprenderne la funzionalità e quindi la geometria, che e un'altra &lt;a href="http://www.2fly.it/paz/images/quadri/quadroelementari.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.2fly.it/paz/images/quadri/quadroelementari.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;cosa rispetto alla semplice prospettiva.Poi c'è Canaletto, il quale ha uno strano modo di situare i suoi paesaggi. Fu lui ad usare la prima volta la scala, che poi verrà usata nel cinema, per dipingere sulla laguna di Venezia, da un posto dove non e visibile normalmente alcuna casa... L'immagine vista dall'alto, di una situazione a terra inesistente, quindi una quantità di momenti nuovi che vengo no rappresentati e soprattutto che ti danno una vicinanza con il rappresentato, che non e più quella collinare che dava tutto a una distanza proporzionata, ma molto pili ravvicinata rispetto alle cose e questo e fantastico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114984344043424416?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114984344043424416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114984344043424416&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114984344043424416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114984344043424416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/gli-artisti.html' title='Gli artisti'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114977177606167465</id><published>2006-06-08T15:02:00.000+02:00</published><updated>2006-06-08T15:03:01.090+02:00</updated><title type='text'>L'America</title><content type='html'>E' un posto dove mi e stato chiesto di andare. Io volevo andare in un'isola dei mari del Sud, ma... l'America, vada per questa America. Quando sono partito per New York, senza nessuna voglia, mi attirava solo l'idea di fare il viaggio in aereo, questo lungo viaggio in aereo, come un bambino quando va alla giostra: il divertimento e stare sul trabiccolo, tutto il tempo che intercorre durante gli spostamenti all'interno di questa giostra e tempo perso. Arrivato a New York, sono saltato su un trenino perché ho sbagliato, non ho preso il pullman, dall'aeroporto Kennedy ci siamo fatti tutta la sotterranea, quindi non abbiamo visto niente dell'attraversamento del Bronks.Sbucai sulla Quarantaduesima. II nostro appartamento era nel punto ideale dove pianterei un compasso per fare un cerchio comprensivo di Manhattan: quarantaduesima strada, il cuore pulsante, era fantastico, quaranta giorni in questo posto stupendo, tutte le volte che uscivo era New York proprio &lt;a href="http://www.2fly.it/paz/images/immagini/pazfrigi.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.2fly.it/paz/images/immagini/pazfrigi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;New York. Chilometri a piedi, sbalordimento, i grattacieli di vetro che triplicano il cielo e te lo portano fin nel buio pili profondo delle streets, effetto molteplice, distorto, perché adesso li fanno con delle curve paraboliche incredibili.Poi ci sono gli spazi che&lt;a href="http://www.2fly.it/paz/images/quadri/isabelladamiani75.jpg"&gt;&lt;/a&gt; sono selvaggiamente incontaminati, le strade con gli scoiattoli nel cuore di New York, dove ci sono tre alberi ci sono gli scoiattoli e sono scoiattoli del bosco di settecento anni prima o almeno di centottanta anni fa, peggio ancora.L ' America e stata fantastica.Poi sono stato in pellegrinaggio a Woodstock, perché io vado nei posti dei concerti con dieci anni di ritardo. L 'anno prima all'isola di White, vento gelido, traghetto mortifero, tempo pazzesco, dieci anni dopo, dov'è, dove sono tutti? Idem a Woodstock, dove ora invece vive una comunità di artisti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114977177606167465?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114977177606167465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114977177606167465&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114977177606167465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114977177606167465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/06/lamerica.html' title='L&apos;America'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114898692843764729</id><published>2006-05-30T13:00:00.000+02:00</published><updated>2006-05-30T13:02:08.546+02:00</updated><title type='text'>Pompeo</title><content type='html'>La storia di "Pompeo" è una delle tante proiezioni della complessa personalità dell'artista Andrea Pazienza, ma certamente anche una delle sintesi più alte e più ingenuamente trasparenti della sua vita. Si tratta dell'ultima opera del geniale disegnatore, autentico autore di culto che ha saputo rappresentare con le sue opere di "letteratura disegnata" il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la disperazione di un’intera generazione.&lt;br /&gt;"Pompeo" narra gli ultimi giorni di vita di un insegnante di fumetto e la sua morte annunciata; scritto in forma di&lt;a href="http://www.liverock.it/img/eventi/pompeo_paz.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.liverock.it/img/eventi/pompeo_paz.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; diario non razionalizzato, è un discorso - per usare le parole dello stesso Pazienza - "visceri sul tavolo, che poi è l’unica cosa che mi interessa", e si presenta come "la summa di tutta una serie di esperienza di vita, è certamente autobiografico, fatto di lavoro, di racconto, di esperienze letterarie."&lt;br /&gt;Dal punto di vista formale si tratta di un fumetto anomalo, molto narrativo, con pochi dialoghi e molti pensieri; tecnicamente è disegnato con poca china e molto pennarello e i materiali usati sono tutta carta di riporto. Ancora Pazienza racconta: "mi sono rifiutato di usare i soliti F4 e ho lavorato invece su album di recupero; quadrettature, moltissime pecette (carte adesive sulle quali intervengo per correggere)".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114898692843764729?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114898692843764729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114898692843764729&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114898692843764729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114898692843764729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/pompeo_30.html' title='Pompeo'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114898665077916762</id><published>2006-05-30T12:56:00.001+02:00</published><updated>2006-05-30T12:57:30.863+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Andrea Pazienza e' stato uno dei piu' grandi disegnatori di fumetti italiano, nonche' autore di teatro, di poesie e di racconti. E' morto (di una dose mal tagliata) nel 1988, da allora il suo nome ricorre spesso nei racconti, nei pensieri e nelle immagini che parlano degli anni '77.&lt;br /&gt;In un epoca in cui la gente (e i protagonisti delle storie) non usava il pc o il cellulare semplicemente perche' no&lt;a href="http://www.liquorvitae.com/galleria/images/pazienza%20a.09a.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.liquorvitae.com/galleria/images/pazienza%20a.09a.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;n esistevano, in cui il movimento femminista frantumava il vecchio modo di concepire la società (come nel 2° congresso di Lotta Continua), in cui le radio "libere" (Tupac a Reggio Emilia, Tartaro a Verona, Alice a Bologna... per citarne alcune) incitavano alla rivoluzione e guidavano i cortei, in cui la polizia sparava nelle piazze (Giorgiana Masi a Roma), in cui Luciano Lama (segretario generale CGIL) veniva fischiato e cacciato dall' Universita' dove si era presentato con la sua scorta, in cui c'erano gia' state le bombe di Piazza Fontana e della Loggia (ma mancavano ancora l'Italicus e Bologna ecc. ecc.) ....&lt;br /&gt;Andrea Pazienza disegnava protagonisti lontani dalla politica eppure attuali, micidiali, sconvolgenti per la loro drammatica, asettica, pulita violenza metropolitana....&lt;br /&gt;Personaggi che non si dimenticano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114898665077916762?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114898665077916762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114898665077916762&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114898665077916762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114898665077916762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/andrea-pazienza-e-stato-uno-dei-piu.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114898660150297575</id><published>2006-05-30T12:56:00.000+02:00</published><updated>2006-05-30T12:56:42.686+02:00</updated><title type='text'>Andrea Pazienza, l'uomo senza limiti</title><content type='html'>"Andrea Pazienza era l'albero del paradiso. Ci ha fatto intravedere la bellezza e poi ha chiuso, però ci ha lasciato i frutti proibiti e noi ce li siamo mangiati, li abbiamo assaporati". Con queste parole di Roberto Benigni iniziava il lungo viaggio nel mondo di Andrea Pazienza al Vittoriano a Roma.&lt;br /&gt;La mostra al Vittoriano si è appena conclusa e contemporaneamente se n'è aperta un'altra in Brasile a Belo Horizonte al quarto Festival internazionale di Quadrinhos, che è il maggior evento sudamericano nel campo dei fumetti.&lt;br /&gt;Morto prematuramente nel 1988 a 32 anni, amava ripetere un gioco di parole basato sul suo cognome: «La pazienza ha un limite, ma Pazienza no!». E aveva ragione perché a 17 anni dalla sua morte il suo segno grafico continua ad emozionare legioni di giovani e meno giovani che hanno visitato l'area del Festival brasiliano. La mostra ha per titolo «Sotto il cielo del Brasile», che, ha detto Marina Comandini, moglie del PAZ, «fu la prima espressione di soddisfazione che Pazienza manifestò quando arrivò a Rio de Janeiro» nel marzo 1988. «Andrea - ricorda - rimase affascinato da quell'azzurro intenso, solcato spesso dagli urubù neri, e mi disse: ancora non so quello che racconterò e disegnerò, ma il titolo ce l'ho già, "Sotto il cielo del Brasile". La mostra di Belo Horizonte prova che Andrea Pazienza, padre di Le straordinarie avventure di Petothal e di Pertini, è sempre di grande attualità.&lt;br /&gt;Sulla scia del motto "La pazienza ha un limite, Pazienza no". un gruppo di giovani foggiani (emigrati e no, per lavoro) ha deciso di ospitare in una sezione del sito internet (&lt;a href="http://www.benfoggianius.org/"&gt;http://www.benfoggianius.org/&lt;/a&gt;) da loro gestito un appello in cui si chiede che approdi anche a Foggia, la grande mostra romana allestita nel salone centrale del Vittoriano. Con «Mostrate Pazienza» Sandro Simone (il capobanda) e tutti gli altri ragazzi non pretendono «strade o piazze a lui intitolate o lapidi e borse di studio» ma solo che la città possa conoscere «quel figlio del Tavoliere che, partito da San Severo è approdato nei sogni e nella sensibilità di chi nel suo fumetto ha trovato le mille sfumature delle emozioni». In pochi giorni e senza ausilio di manifesti, le adesioni (tramite una mail inviata a benfoggianius@bengodi.org, specificando nome cognome professione e città) hanno superato il centinaio di sottoscrittori, senza considerare le sigle di associazioni e gruppi culturali, ambientalisti o politici dietro i quali figurano oltre trecento persone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114898660150297575?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114898660150297575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114898660150297575&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114898660150297575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114898660150297575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/andrea-pazienza-luomo-senza-limiti.html' title='Andrea Pazienza, l&apos;uomo senza limiti'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114898651732274094</id><published>2006-05-30T12:53:00.000+02:00</published><updated>2006-05-30T12:55:17.563+02:00</updated><title type='text'>Di me amate il riflesso, quella memoria che sale dalle cose che tocco</title><content type='html'>“Misi giù il telefono e il mio pianto funebre assunse la forma di tre buffi latrati. Un volpino con la tosse. Derisi la forma assurda che aveva scelto la mia incazzatura, poi uscii in giardino ed emisi altri due o tre latrati, già più degni, da coyote, e fu tutto. Mi aveva privato senza chiedermi il permesso della possibilità di litigare, di ucciderlo, di invidiargli bavoso i disegni e le storie, di poter sperare che in un qualche modo il fosso pieno di reciproco nulla che ci aveva separato potesse essere riempito, prima o poi, almeno da fumetti suoi disegnati per me o da fumetti miei inventati immaginando che poi in quella sua casa toscana del cazzo lui li leggesse...”.Filippo Scòzzari l’addio ad Andrea Pazienza lo ricorda così, senza eufemismi o giri di parole o altre inutili concessioni alla compassione borghese, la stessa che per anni ha steso un velo di ipocrisia sulle cause di quella morte. Nel suo “Prima pagare poi ricordare” (Castelvecchi, 1997), il sodale dei tempi bolognesi racconta la rabbia dell’impotenza di fronte al talento che si distrugge senza recitare lo stupore che ci vorrebbe di fronte a un ragazzo che se ne va in malo modo a neppure trentadue anni. Perché Pazienza ha vissuto come molti altri l’Italia inquieta dei Settanta, e come molti altri ci è morto, senza risparmiarsi. “Quello era un periodo molto ingenuo, molto aperto, molto sbilanciato in avanti”, ricorderà qualche anno più tardi Ro-berto Freak Antoni, l’anima degli Skiantos, un altro dei fre-quentatori della Traumfabrik, la casa occupata di via Clava-ture dove l’arte, la musica e il movimento del Settantasette convivevano regalando un minimo spessore politico al vec-chio mito dell’edonismo hippy fatto di sesso, droga e rock and roll. “Eravamo ancora nella fase in cui ogni cosa, com-presa l’eroina, andava provata ed era una ricchezza – continua – ma per una curiosità nei confronti della vita molto sincera, molto onesta e, ripeto, molto ingenua”.Oggi che finalmente si può parlare del fumetto come arte, si si può parlare dell’arte di Andrea Pazienza senza nascondersi. Senza pensare a che cosa disegnerebbe oggi il più geniale fumettista italiano, a come sarebbe alla soglia di quei cin-quant’anni che gelano la mente di chi vi si avvicina nell’illusione di aver fregato il tempo e di non essere mai cresciuto davvero.Andrea Pazienza è come Jim Morrison, come Janis Joplin, come Jimi Hendrix, una rock star del fumetto congelata per sempre&lt;a href="http://www.lastampa.it/_WEB/_RUBRICHE/fumetti/caso/_img/051007b.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 266px; CURSOR: hand" height="377" alt="" src="http://www.lastampa.it/_WEB/_RUBRICHE/fumetti/caso/_img/051007b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; nel mito. Succede così che, in un 2005 che non na-sconde senza particolari ricorrenze, il più geniale e innovativo fumettista italiano si ritrovi raccontato in due libri usciti a distanza di poche settimane. “Le donne , i cavalier, l’arme, la roba” di Franco Giubilei (Edizioni Bd) è una biografia artistica che non nasconde e non censura, dagli anni dell’infanzia a San Severo di Puglia agli ultimi trascorsi a Montepulciano, con moglie e cani ma non senza eroina. “I dolori del giovane Paz!” (Coniglio Editore), è un’antologia di interviste che Roberto Farina ha raccolto tra chi lo aveva conosciuto e ne è ancora geloso: “Andrea lo diceva, che gli artisti eravamo noi – ricorda amaro Roberto Perini, uno dei piccoli geni irriverenti che davano vita a riviste come il ‘Male’ o ‘Frigidaire’ - . Diceva che i fumetti potevano arrivare a tutti e che i quadri finivano invece nel salotto dei farmacisti. Ma per i critici gli artisti erano altri. Erano i pittori, quelli della Transavanguardia, ad esempio, che facevano dieci dipinti di un tipo e venti di un altro perché glieli commissionava Achille Bonito Oliva. E adesso che Andrea è morto, ecco i necrofili che si chiedono ‘Che ha fatto que-sto morto?’. Ed ecco che questi impiegati del pensiero, neanche davvero curiosi, si mettono a scrivere, a interpretare e a raccontare un mondo del quale non hanno vissuto nemme-no gli intervalli...”.Ma i libri non bastano. L’arte di Pazienza, fino al 9 ottobre, ha conquistato lo scenario romano del Vittoriano, con la mostra curata da Vincenzo Mollica e Mariella Pazienza. Un omaggio all’opera e all’uomo, che spesso si sono sovrapposti in storie e disegni che raccontano l’inquietudine e il fascino illusorio di quegli anni: “C’è molta autobiografia nei fumetti di Andrea – scrive Mollica -, un artista che si è raccontato come pochi altri hanno voluto e saputo fare, passando dal narcisismo alla spietatezza, dalla malinconia all’ironia, dalla poesia alla tenerezza”. Dai disegni giovanili realizzati sotto gli occhi del padre, l’acquarellista Enrico Pazienza (“l’unico più svogliato di me”), ai manifesti cinematografici per Fellini passando attraverso Pert, Pentothal, Zanardi e Pompeo, serie e personaggi che lo hanno consegnato alla storia del fumetto europeo, le nove sezioni della mostra raccontano molto di un uomo che il mondo ha sco-perto troppo tardi ma che forse non sarebbe infastidito da questa esplosione di celebrazioni postume. “Di me – aveva detto poco prima di morire – amate il riflesso, quella memoria che sale dalle cose che tocco”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114898651732274094?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114898651732274094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114898651732274094&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114898651732274094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114898651732274094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/di-me-amate-il-riflesso-quella-memoria_30.html' title='Di me amate il riflesso, quella memoria che sale dalle cose che tocco'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114898228051350014</id><published>2006-05-30T11:44:00.000+02:00</published><updated>2006-05-30T11:44:40.806+02:00</updated><title type='text'>Ciao, Andrea Pazienza di Sergio Nazzaro</title><content type='html'>Ciao Andrea,scrivere di te e della tua opera il più delle volte sembra suscitare una sorta di competizione a chi la dice meglio o più intensa, quasi a sancire una presa di possesso della tua anima, delle tue intenzioni e dei tuoi tratti. Un’appartenenza di cui l’interessato, cioè tu, non può deciderne la validità. Eppure lo dicevi tu stesso che per quanto si poteva raggiungere la tua conoscenza, avremmo soltanto incontrato un riflesso, mai una verità. Per questo rispetto del tuo nascondersi, leggo e rileggo i tuoi libri, invenzioni, frizzi e follie. Non riesco mai a ricordarli a memoria, mai. Malgrado ciò, a volte, parlando mi compiaccio di conoscere la tua opera omnia: “masssiiiii che conosco tutti i suoi libri, ohhh li ho letti così tante volte” ed infatti non li ricordo mai. Al cesso la mattina, la notte tardi, di sfuggita mentre cola il dentifricio una scorsa alle tue parole alle tue vignette.E’ forse bontà dell’eccelsa opera il suo incidere nella nostra memoria, come momento fugace che abbisogna di essere abbeverato di continuo? Probabilmente sì. Pompeo lo sfoglio con cauto timore, in certi giorni è meglio non averlo davanti, altrimenti ci muori tra le pagine per l’intenso vivere del dolore. Le tue avventure con Pert, beh quelle sempre, ma come ben sai viviamo in tempi in cui nessuno scherza più con papi e presidenti, in cui nessuno piglia per il culo nessuno, tutti rispettano tutti e alla fine tutti sono stati pre o post senza essere mai stati niente. Siamo tutti fratelli dello sfigato di S.Giorgio a Cremano, disperati, senza che qualcuno ritragga il nostro sconsolato andare. Non c’è neanche bisogno di dirlo quanto mi manchi a me e a tanti altri. Viviamo in tempi in cui nessuno anticipa più ciò che sarà, che punta il dito contro il piduista Maurizio Costanzo e si interroga come mai sta sempre in televisione: fioccherebbero querele e allora e meglio che fiocchi merda ogni giorno. Puzza meno. Francesco Stella non è più tornato a spiegarci che farsi le canne è meglio che fare la guerra, e qui partono in tanti, soltanto per tornare in un lenzuolo che assomiglia alla nostra bandiera, ma solo è messa di traverso. Cosa avresti detto, cosa avresti scritto soprattutto? Pochi lo dicono ma dopo Pier Paolo Pasolini ci sei solo tu, non solo un linguaggio visivo, ma la poesia dei tuoi mille linguaggi, la tua continua (re)invenzione delle lingue e dei dialetti. Azz’ verrebbe da dire, ma non ci rimane che Paz. Qualche volta ti pubblicano anche in grande tiratura sempre con la paura che possano censurarti da qualche parte. Qualcuno litiga ancora se ti conosceva meglio o peggio di qualcuno, se dovevi essere colorato o meno, molti altri scrivono, perché come un bel vestito firmato, tutto tira anche la mutanda e il profumo se portano lo stesso nome e quindi titoli improbabili a verità ancora peggiori basta che ci sia Paz da qualche parte ecchecazz!Ma ci hai lascito i tuoi libri e così sia. Avevi la mano benedetta da dio, ma tu avevi tagliato i rapporti diplomatici con dio e la fortuna. Scrittura, colore, fumetto, matite, storie. Possedevi tutto tu: la mano assoluta invece dell’orecchio assoluto. Non ci sei più quindi, ma non ti perdi assolutamente nulla. “Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare un’intera via crucis con una semplice stretta di mano, o una visita al museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e un miliardo di parole d’amore”. Ti sbagliavi Andrea, sono tante, ma sarà colpa degli interessi passivi.Ti voglio bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114898228051350014?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114898228051350014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114898228051350014&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114898228051350014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114898228051350014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/ciao-andrea-pazienza-di-sergio-nazzaro.html' title='Ciao, Andrea Pazienza di Sergio Nazzaro'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114890676558532341</id><published>2006-05-29T14:45:00.000+02:00</published><updated>2006-05-29T14:46:05.736+02:00</updated><title type='text'>Domani Inaugurazione di Piazzetta Andrea Pazienza</title><content type='html'>Sarà inaugurata domattina a San Severo la Piazzetta Andrea Pazienza, voluta dal Consiglio comunale dei ragazzi ed approvata dall’Amministrazione comunale per ricordare il grande artista – fumettista. La piazzetta è ubicata su Via Matteo Tondi, all’altezza del numero civico 23. Alla manifestazione interverranno, tra gli altri, il Sindaco, la Giunta ed il Consiglio comunale dei ragazzi. “E’ significativo che il Consiglio comunale dei ragazzi abbia pensato ad onorare in modo così efficace un grande artista come Andrea Pazienza – ha sottolineato il primo cittadino di San Severo, Michele Santarelli - legato per motivi affettivi e familiari a San Severo”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114890676558532341?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114890676558532341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114890676558532341&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114890676558532341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114890676558532341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/domani-inaugurazione-di-piazzetta.html' title='Domani Inaugurazione di Piazzetta Andrea Pazienza'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114888830997116034</id><published>2006-05-29T09:34:00.000+02:00</published><updated>2006-05-29T09:38:30.340+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ci voleva l’intervento del Sindaco, della Giunta e dei Consiglieri del Consiglio Comunale dei Ragazzi, per riuscire ad omaggiare la memoria del celebre fumettista e illustratore Andrea Pazienza, prematuramente scomparso nel lontano 1988. A quasi 18 anni dalla sua scomparsa e nel cinquantesimo anniversario della sua nascita, sarà intitolata al celebre artista una Piazzetta in via Matteo Tondi, all’altezza del numero civico 23.L’inaugurazione della piazzetta avverrà Martedì 30 maggio alle ore 10,30. la cerimonia sarà presenziata dal sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi, Maria Boncristiano.Viene, quindi, spontaneo da dire: «Meno male che ci sono i ragazzi, perché se aspettavamo l’iniziativa dei grandi….». Speriamo solamente che ora non debbano passare altri 18 anni o più, prima che la Biblioteca Comunale “A. Miniziano” sia rifornita di tutte le ristampe di Andrea Pazienza, da mettere a disposizione di tutti i cittadini di San Severo affinché possano conoscere meglio le opere e i personaggi immortali del mitico Paz. Questo sarebbe il vero grande omaggio. Perché intitolare una piazza o una via a chi ha sovvertito e ringiovanito regole e modelli del medium fumetto non è sufficiente. Non mi stancherò mai di dirlo; bisogna favorire e diffondere la conoscenza delle opere di Andrea Pazienza. Ragazzi pensateci voi!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4496/2948/400/motvid1.png" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114888830997116034?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114888830997116034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114888830997116034&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114888830997116034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114888830997116034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/ci-voleva-lintervento-del-sindaco.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114874231442271802</id><published>2006-05-27T17:04:00.000+02:00</published><updated>2006-05-27T17:08:49.540+02:00</updated><title type='text'>anima e corpo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: lucida grande;"&gt;se sn attaccato così tanto ad andrenza,nn è solo xché sn del suo stesso paese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;"&gt;noi siamo cresciuti su linee che il paz insieme ad altri aveva già tracciato x noi, se io ed i miei amici sim quelli che siamo lo dobbiamo anche a loro, anzi forse soprattutto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;"&gt;sn felice di qsto e ne sn anche sicuro,xché nn ci sn arrivato ma è come se mi ci avessero condoto.nonostante già da anni vivevamo e studiavamo in qst condizioe.cn la luce negli occhi e contro qalunque sfiga,per la strada e nelle case, coscienti solo dell'energia che ci veniva da dentro senza sapere nient'altro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;"&gt;ho letto qsta frase di mattina presto,poi mi sn alzato ed ho ripreso a disegnare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255); font-family: courier new; font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;la strada dell'esagerazione porta al palazzo della saggezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114874231442271802?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114874231442271802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114874231442271802&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114874231442271802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114874231442271802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/anima-e-corpo.html' title='anima e corpo'/><author><name>fottainmay</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03986806737905188904</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114863854087016611</id><published>2006-05-26T12:14:00.000+02:00</published><updated>2006-05-26T12:15:41.123+02:00</updated><title type='text'>A MILANO CONFERENZA SUL FUMETTO IN OCCASIONE DELLO SPETTACOLO "NEL SEGNO DI PAZ"</title><content type='html'>In occasione dello spettacolo "Nel segno di Paz" di Antonio Tancredi, in scena al Teatro Libero dal 22 al 27 maggio 2006, sabato 27 maggio 2006, alle ore 18.30 presso il Teatro Libero in via Savona, 10, ci sarà una conferenza sul fumetto "Il fumetto non è statico" la comunicazione, l'arte e la professione con la partecipazione di: Antonio Tancredi (regista dello spettacolo) Giuseppe Calzolari (direttore della Scuola Del Fumetto di Milano) Michele Ginevra (del Centro Fumetto Andrea Pazienza) Elena Accenti (sceneggiatrice e autrice) Cristian Neri (disegnatore e illustratore) Cristina Mormile (disegnatrice) Al termine verrà offerto un aperitivo negli spazi dove saranno esposti per l'occasione gli originali del fumetto "Cirano" della serie Teatro a fumetti prodotto da Teatri Possibili e Scuola Del Fumetto. In collaborazione con Centro Fumetto Andrea Pazienza e la Scuola Del Fumetto di Milano&lt;br /&gt;Per info:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.teatripossibili.it"&gt;http://www.teatripossibili.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;oppure 02/89404426&lt;br /&gt;NEL SEGNO DI PAZ&lt;br /&gt;Dal 22 al 27 maggio Teatro Libero di Milano Via Savona, 10&lt;br /&gt;Biglietti: 16 euro&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni: &lt;a href="http://www.teatrolibero.it"&gt;http://www.teatrolibero.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114863854087016611?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114863854087016611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114863854087016611&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114863854087016611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114863854087016611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/milano-conferenza-sul-fumetto-in.html' title='A MILANO CONFERENZA SUL FUMETTO IN OCCASIONE DELLO SPETTACOLO &quot;NEL SEGNO DI PAZ&quot;'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114856127498209430</id><published>2006-05-25T14:47:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T14:47:55.040+02:00</updated><title type='text'>BELO HORIZONTE (BRASILE)</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;Andrea Pazienza, l'artista foggiano di San Severo che qualcuno ha ribattezzato «il poeta dei cartoon», è ospite d'onore del quarto Festival internazionale di Quadrinhos, che si tiene a Belo Horizonte, in Brasile, e che è senza dubbio il maggior evento latinoamericano nel ampo dei fumetti. La pittrice Marina Comandini, vedova dell'artista pugliese, ha accettato l'invito degli organizzatori del festival, esponendo trenta illustrazioni della Casa Conde, un vecchio edificio del XVIII secolo, per dimostrare come a buon diritto la critica sostiene che la sua entrata in scena rivoluzionò il genere del fumetto in Italia e in buona parte del mondo. Morto prematuramente nel 1988 a 32 anni, amava ripetere un gioco di parole basato sul suo cognome: «La pazienza ha un limite, ma Pazienza no!». E aveva ragione perché a 17 anni dalla sua morte il suo segno grafico continua ad emozionare legioni di giovani e meno giovani che hanno visitato l'area del Festival brasiliano. La mostra ha per titolo «Sotto il cielo del Brasile», che, ha detto Marina Comandini, «fu la prima espressione di soddisfazione che Pazienza manifestò quando arrivò a Rio de Janeiro» nel marzo 1988. «Andrea - ricorda - rimase affascinato da quell'azzurro intenso, solcato spesso dagli urubù neri, e mi disse: ancora non so quello che racconterò e disegnerò, ma il titolo ce l'ho già, "Sotto il cielo del Brasile". E a partire da quel momento, per quasi un mese durante cui visitammo Salvador, Recife, Olinda e Manaos, ogni giorno inventava una storia differente». Ritornato in Italia, Pazienza si mise a lavorare all'ispirazione che gli aveva fornito il paese sudamericano, e «Sotto il cielo del Brasile» fu uno degli ultimi progetti, perché la morte lo colse prematuramente nel giugno 1988. La mostra di Belo Horizonte prova che il disegnatore italiano, padre di Le straordinarie avventure di Petothal e di Pertini, è sempre di grande attualità. «In Italia - dice ancora la moglie - per molti Andrea è un artista scomodo, ma la maggioranza dei lettori, sia quelli della sua generazione, sia i giovani, lo considerano come un cult, una specie di fratello maggiore del fumetto con cui si stabilisce una sorta di legame viscerale». «È curioso - aggiunge - ma i giovani brasiliani che guardano i suoi lavori rimangono affascinati e vengono a cercarmi per chiedermi di raccontargli la storia di Andrea, e come possono fare per trovare i suoi libri». Oltre a Pazienza, la quarta edizione del Festival, che è visitata da 25.000 persone, ospita anche il lavoro del musicista, scrittore e sceneggiatore Gianfranco Manfredi. Artista multiforme come pochi, Manfredi è autore di 300 canzoni che hanno segnato il decennio dei '70, ma è anche autore dei testi di numerosi fumetti, fra cui il classico Tex Willer.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114856127498209430?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114856127498209430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114856127498209430&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856127498209430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856127498209430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/belo-horizonte-brasile.html' title='BELO HORIZONTE (BRASILE)'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114856120795527973</id><published>2006-05-25T14:46:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T14:46:57.460+02:00</updated><title type='text'>Di me amate il riflesso, quella memoria che sale dalle cose che tocco</title><content type='html'>“Misi giù il telefono e il mio pianto funebre assunse la forma di tre buffi latrati. Un volpino con la tosse. Derisi la forma assurda che aveva scelto la mia incazzatura, poi uscii in giardino ed emisi altri due o tre latrati, già più degni, da coyote, e fu tutto. Mi aveva privato senza chiedermi il permesso della possibilità di litigare, di ucciderlo, di invidiargli bavoso i disegni e le storie, di poter sperare che in un qualche modo il fosso pieno di reciproco nulla che ci aveva separato potesse essere riempito, prima o poi, almeno da fumetti suoi disegnati per me o da fumetti miei inventati immaginando che poi in quella sua casa toscana del cazzo lui li leggesse...”.Filippo Scòzzari l’addio ad Andrea Pazienza lo ricorda così, senza eufemismi o giri di parole o altre inutili concessioni alla compassione borghese, la stessa che per anni ha steso un velo di ipocrisia sulle cause di quella morte. Nel suo “Prima pagare poi ricordare” (Castelvecchi, 1997), il sodale dei tempi bolognesi racconta la rabbia dell’impotenza di fronte al talento che si distrugge senza recitare lo stupore che ci vorrebbe di fronte a un ragazzo che se ne va in malo modo a neppure trentadue anni. Perché Pazienza ha vissuto come molti altri l’Italia inquieta dei Settanta, e come molti altri ci è morto, senza risparmiarsi. “Quello era un periodo molto ingenuo, molto aperto, molto sbilanciato in avanti”, ricorderà qualche anno più tardi Ro-berto Freak Antoni, l’anima degli Skiantos, un altro dei fre-quentatori della Traumfabrik, la casa occupata di via Clava-ture dove l’arte, la musica e il movimento del Settantasette convivevano regalando un minimo spessore politico al vec-chio mito dell’edonismo hippy fatto di sesso, droga e rock and roll. “Eravamo ancora nella fase in cui ogni cosa, com-presa l’eroina, andava provata ed era una ricchezza – continua – ma per una curiosità nei confronti della vita molto sincera, molto onesta e, ripeto, molto ingenua”.Oggi che finalmente si può parlare del fumetto come arte, si si può parlare dell’arte di Andrea Pazienza senza nascondersi. Senza pensare a che cosa disegnerebbe oggi il più geniale fumettista italiano, a come sarebbe alla soglia di quei cin-quant’anni che gelano la mente di chi vi si avvicina nell’illusione di aver fregato il tempo e di non essere mai cresciuto davvero.Andrea Pazienza è come Jim Morrison, come Janis Joplin, come Jimi Hendrix, una rock star del fumetto congelata per sempre nel mito. Succede così che, in un 2005 che non na-sconde senza particolari ricorrenze, il più geniale e innovativo fumettista italiano si ritrovi raccontato in due libri usciti a distanza di poche settimane. “Le donne , i cavalier, l’arme, la roba” di Franco Giubilei (Edizioni Bd) è una biografia artistica che non nasconde e non censura, dagli anni dell’infanzia a San Severo di Puglia agli ultimi trascorsi a Montepulciano, con moglie e cani ma non senza eroina. “I dolori del giovane Paz!” (Coniglio Editore), è un’antologia di interviste che Roberto Farina ha raccolto tra chi lo aveva conosciuto e ne è ancora geloso: “Andrea lo diceva, che gli artisti eravamo noi – ricorda amaro Roberto Perini, uno dei piccoli geni irriverenti che davano vita a riviste come il ‘Male’ o ‘Frigidaire’ - . Diceva che i fumetti potevano arrivare a tutti e che i quadri finivano invece nel salotto dei farmacisti. Ma per i critici gli artisti erano altri. Erano i pittori, quelli della Transavanguardia, ad esempio, che facevano dieci dipinti di un tipo e venti di un altro perché glieli commissionava Achille Bonito Oliva. E adesso che Andrea è morto, ecco i necrofili che si chiedono ‘Che ha fatto que-sto morto?’. Ed ecco che questi impiegati del pensiero, neanche davvero curiosi, si mettono a scrivere, a interpretare e a raccontare un mondo del quale non hanno vissuto nemme-no gli intervalli...”.Ma i libri non bastano. L’arte di Pazienza, fino al 9 ottobre, ha conquistato lo scenario romano del Vittoriano, con la mostra curata da Vincenzo Mollica e Mariella Pazienza. Un omaggio all’opera e all’uomo, che spesso si sono sovrapposti in storie e disegni che raccontano l’inquietudine e il fascino illusorio di quegli anni: “C’è molta autobiografia nei fumetti di Andrea – scrive Mollica -, un artista che si è raccontato come pochi altri hanno voluto e saputo fare, passando dal narcisismo alla spietatezza, dalla malinconia all’ironia, dalla poesia alla tenerezza”. Dai disegni giovanili realizzati sotto gli occhi del padre, l’acquarellista Enrico Pazienza (“l’unico più svogliato di me”), ai manifesti cinematografici per Fellini passando attraverso Pert, Pentothal, Zanardi e Pompeo, serie e personaggi che lo hanno consegnato alla storia del fumetto europeo, le nove sezioni della mostra raccontano molto di un uomo che il mondo ha sco-perto troppo tardi ma che forse non sarebbe infastidito da questa esplosione di celebrazioni postume. “Di me – aveva detto poco prima di morire – amate il riflesso, quella memoria che sale dalle cose che tocco”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114856120795527973?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114856120795527973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114856120795527973&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856120795527973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856120795527973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/di-me-amate-il-riflesso-quella-memoria.html' title='Di me amate il riflesso, quella memoria che sale dalle cose che tocco'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114856108407659800</id><published>2006-05-25T14:43:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T14:44:44.176+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.inguine.net/kufia/imm/andrea_pazienza.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.inguine.net/kufia/imm/andrea_pazienza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Molti, invece di chiedersi chi era Andrea Pazienza, si chiedono che cos'era: cioè, che cosa ha rappresentato, in termini di cultura popolare, di arte figurativa, di simbologia politica. Sono tutte domande legittime, perché effettivamente il "fumettista" Pazienza ha rappresentato un tempo (la fine anni '70 e la prima metà degli '80), un momento politico (il '77), un'espressione artistica sempre in bilico fra divulgazione e sperimentazione creativa. Ma c'è anche un altro Paz da ricordare, ed è il figlio, l'amico, il fratello, il fidanzato, l'eterno ragazzo vulcanico e fragile morto per overdose a 32 anni, quando ormai quella della droga "ricreativa" sembrava già una fase superata, individualmente e collettivamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114856108407659800?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114856108407659800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114856108407659800&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856108407659800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856108407659800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/molti-invece-di-chiedersi-chi-era.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114856101699218928</id><published>2006-05-25T14:42:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T14:43:37.046+02:00</updated><title type='text'>Personaggi che non si dimenticano</title><content type='html'>Andrea Pazienza e' stato uno dei piu' grandi disegnatori di fumetti italiano, nonche' autore di teatro, di poesie e di racconti. E' morto (di una dose mal tagliata) nel 1988, da allora il suo nome ricorre spesso nei racconti, nei pensieri e nelle immagini che parlano degli anni '77.&lt;br /&gt;In un epoca in c&lt;a href="http://www.liquorvitae.com/galleria/images/pazienza%20a.09a.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.liquorvitae.com/galleria/images/pazienza%20a.09a.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ui la gente (e i protagonisti delle storie) non usava il pc o il cellulare semplicemente perche' non esistevano, in cui il movimento femminista frantumava il vecchio modo di concepire la società (come nel 2° congresso di Lotta Continua), in cui le radio "libere" (Tupac a Reggio Emilia, Tartaro a Verona, Alice a Bologna... per citarne alcune) incitavano alla rivoluzione e guidavano i cortei, in cui la polizia sparava nelle piazze (Giorgiana Masi a Roma), in cui Luciano Lama (segretario generale CGIL) veniva fischiato e cacciato dall' Universita' dove si era presentato con la sua scorta, in cui c'erano gia' state le bombe di Piazza Fontana e della Loggia (ma mancavano ancora l'Italicus e Bologna ecc. ecc.) ....&lt;br /&gt;Andrea Pazienza disegnava protagonisti lontani dalla politica eppure attuali, micidiali, sconvolgenti per la loro drammatica, asettica, pulita violenza metropolitana....&lt;br /&gt;Personaggi che non si dimenticano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114856101699218928?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114856101699218928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114856101699218928&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856101699218928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856101699218928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/personaggi-che-non-si-dimenticano.html' title='Personaggi che non si dimenticano'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114856089439685741</id><published>2006-05-25T14:40:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T14:41:42.603+02:00</updated><title type='text'>Pompeo</title><content type='html'>La storia di "Pompeo" è una delle tante proiezioni della complessa personalità dell'artista Andrea Pazienza, ma certamente anche una delle sintesi più alte e più ingenuamente trasparenti della sua vita. Si tratta dell'ultima opera del geniale disegnatore, autentico autore di culto che ha saputo rappresent&lt;a href="http://www.liverock.it/img/eventi/pompeo_paz.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.liverock.it/img/eventi/pompeo_paz.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;are con le sue opere di "letteratura disegnata" il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la disperazione di un’intera generazione.&lt;br /&gt;"Pompeo" narra gli ultimi giorni di vita di un insegnante di fumetto e la sua morte annunciata; scritto in forma di diario non razionalizzato, è un discorso - per usare le parole dello stesso Pazienza - "visceri sul tavolo, che poi è l’unica cosa che mi interessa", e si presenta come "la summa di tutta una serie di esperienza di vita, è certamente autobiografico, fatto di lavoro, di racconto, di esperienze letterarie."&lt;br /&gt;Dal punto di vista formale si tratta di un fumetto anomalo, molto narrativo, con pochi dialoghi e molti pensieri; tecnicamente è disegnato con poca china e molto pennarello e i materiali usati sono tutta carta di riporto. Ancora Pazienza racconta: "mi sono rifiutato di usare i soliti F4 e ho lavorato invece su album di recupero; quadrettature, moltissime pecette (carte adesive sulle quali intervengo per correggere)".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114856089439685741?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114856089439685741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114856089439685741&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856089439685741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856089439685741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/pompeo.html' title='Pompeo'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114856074353839571</id><published>2006-05-25T14:38:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T14:39:03.676+02:00</updated><title type='text'>Pippo e Caravaggio nella Giungla di Paz</title><content type='html'>Se avete un giorno di tempo, venite a Bologna a vedere la mostra di Andrea Pazienza. E’ come entrare nella giungla. In ogni tavola c’e’ qualcosa in agguato. In ogni quadro c’e’ una freccia insidiosa, una vampata di calore, un animale strano, un prodigio vegetale, una lingua sconosciuta, un Dio bizzarro, una mutazione, un divoramento.&lt;br /&gt;Come nei sogni, non c’e’ gerarchia, una piccola parola inventata puo’ valere piu’ di un grande paesaggio, e non c’e’ nessuna possibilita’ di predisporre la vostra immaginazione, l'incontro tra le vostre aspettative e i quadri di Andrea sara’ inatteso, e non potrete ordinare al sogno di allinearsi in una scansione storica, critica, estetica, generazionale, psicoanalitica o personal-intimistica. Vi travolgera’. C’e’ odore di giungla, di vita e di oscurita’. C’e’ la «fantasia esatta» dei disegni leonardeschi e l'onnipotenza plastica del fumetto. C’e’ Bosch in viaggio con Carl Barks, c’e’ il progetto vertiginoso di un’opera unica, e le mille follie, deviazioni, ironie, di una genialita’ ambivalente, divertita, ferita.&lt;br /&gt;E’ la storia di una «passione» artistica bruciata non velocemente, ma in un tempo lunghissimo, perche’ e’ durato, e continua a provocarci, a sfidarci. E’ lo stupore di incontrare qualcosa che e’ unico, nutrito delle stesse luci e ombre di cui ci siamo nutriti. E’ Pippo che ha studiato Caravaggio, o Caravaggio con l'album di Pippo sotto il letto. Non e’ trash non e’ post-moderno, non e’ contaminazione, non e’ facile da dire, ma non si puo’ non parlarne, e non delirarne. E’ Paz, insomma.&lt;br /&gt;Percio’ ve lo ripeto: se avete un giorno di tempo, venite a Bologna.&lt;br /&gt;E’ difficile immaginare Paz in un museo, ma Palazzo Re Enzo e’ sfondato dalle liane. Sara’ molto difficile per voi dire che la mostra e’ «carina», consumarla e ripartire. Credo che vi restera’ dentro, e vi inquietera’ per parecchio tempo, e ne nasceranno altre giungle utili a voi e agli altri.&lt;br /&gt;Credo che a Andrea farebbe piacere vedervi un po’ storditi spaventati, e impauriti davanti al suo mistero, alla sua dolcezza, alla sua spietata lucidita’. Non e’ solo mettere un mito su una maglietta, non e’ solo il sorriso di Paz, ma e’ il suo lavoro che ci manca, ogni giorno di piu’. Questo e’ importante, anzi, quasi miracoloso, di questi tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(tratto da: il manifesto, 14 ottobre 1997)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114856074353839571?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114856074353839571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114856074353839571&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856074353839571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856074353839571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/pippo-e-caravaggio-nella-giungla-di.html' title='Pippo e Caravaggio nella Giungla di Paz'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114856069382779823</id><published>2006-05-25T14:36:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T14:38:13.953+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://expositions.bnf.fr/bd/images/3/bd47.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://expositions.bnf.fr/bd/images/3/bd47.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Zanardi (" Lupi ")&lt;br /&gt;Andrea Pazienza, 1956-1988 (Italie)&lt;br /&gt;Paru dans Corto Maltese, n° 5, mai 1984. Episode inédit en album. Technique mixte.&lt;br /&gt;Propriété des héritiers de l'auteur. © Michèle Pazienza.&lt;br /&gt;Tout au long de son œuvre, Pazienza a pratiqué une esthétique du collage, mélangeant les techniques et les styles, jouant des ruptures de ton avec une liberté sans égale dans la bande dessinée. Personnages réalistes et caricaturaux se côtoient dans une sorte de carnaval post-moderne, qu'affolent encore un peu plus des couleurs psychédéliques.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: &lt;a href="http://expositions.bnf.fr/bd/grand/bd47.htm" target="_top"&gt;expositions.bnf.fr/ bd/grand/bd47.htm&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114856069382779823?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114856069382779823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114856069382779823&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856069382779823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856069382779823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/zanardi-lupi-andrea-pazienza-1956-1988.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114856059523206415</id><published>2006-05-25T14:35:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T14:36:35.303+02:00</updated><title type='text'>Pazienza senza pietà</title><content type='html'>Bologna dedica un doveroso omaggio a Andrea Pazienza (1956-1988), pugliese di origine, abruzzese di nascita, ma attratto nel capoluogo petroniano per frequentarvi il Dams, divenendo in breve l'animatore della stagione intensa tra anni '70 e '80, prima di ritirarsi e scomparire troppo giovane a Montepulciano. L 'arma essenziale che gli permise di dominare fu il fumetto, da "Alter alter" a "Frig&lt;a href="http://clarence.supereva.com/contents/cultura-spettacolo/cinehall/pazienza/images/paz12.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://clarence.supereva.com/contents/cultura-spettacolo/cinehall/pazienza/images/paz12.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;idaire", ma, prima ancora di una limitazione in questo genere, benche’ senza dubbio di larghissima incidenza, a Pazienza bisogna riconoscere la qualita’ del superbo illustratore, forte di tutte le doti migliori che si addicono a un'attivita’ di tale natura: un tratto grafico scattante, pronto a definire senza pieta’ le proprie figure, e uno sfondo cromaticamente felice, che nel suo caso sapeva assumere le movenze di una decorazione lussureggiante, quasi di una calda, invadente vegetazione tropicale. Quanto al primo aspetto, di un contorno forte per non dire feroce, egli sapeva trarre partito sia dalle durezze selvagge della tradizione espressionista, sia dalle eleganze del liberty o del simbolismo in genere, che proprio in quegli anni si riproponevano attraverso il cosiddetto "citazionismo".&lt;br /&gt;Ne venivano figure dominanti, incombenti, capaci di superare la limitatezza dei fogli che le racchiudevano (e infatti, l'allestimento della mostra si e’ permesso opportunamente di ingrandirne alcune, fino a proporzioni monumentali). Ma da quei ceppi e tronchi robusti, partivano invariabilmente una fiumana di capelli, o il punteggiato, la&lt;br /&gt;zebratura di tanti motivi ornamentali che andavano a riempire i vuoti, gli interstizi, come spinti da! proverbiale horror vacui. E perfino i "fumetti" entravano in questa mirabile sinfonia; infatti le frasi, le battute iscritte dentro le debite nuvolette, si levavano come bolle gorgoglianti dal fondo per andare ad accamparsi a mezz'aria, cosi’ permettendo all'illustrazione di respirare, o contribuendo ancor più a darle un rigoglio ornamentale.&lt;br /&gt;(tratto da: L’Espresso, 30 ottobre 1997)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114856059523206415?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114856059523206415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114856059523206415&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856059523206415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856059523206415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/pazienza-senza-piet.html' title='Pazienza senza pietà'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114856049795274630</id><published>2006-05-25T14:33:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T14:34:58.063+02:00</updated><title type='text'>Questo è grave!</title><content type='html'>Di seguito trovate il testo di un articolo di Alessandra Benvenuto, pubblicato il 6 ottobre 2005 su&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Foggia vorrebbero la mostra di Pazienza Ma la sorella dice no&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La pazienza ha un limite, Andrea Pazienza no». E così – con uno slogan che non ammette scusanti un gruppo di giovani foggiani (emigrati e no, per lavoro) ha deciso di ospitare in una sezione del sito internet da loro gestito un appello in cui si chiede che approdi anche a Foggia, la grande mostra romana allestita nel salone centrale del Vittoriano fino al 9 ottobre. Con «Mostrate Pazienza» non pretendono «strade o piazze a lui intitolate o lapidi e borse di studio» ma solo che la città possa conoscere «quel figlio del Tavoliere che, partito da San Severo è approdato nei sogni e nella sensibilità di chi nel suo fumetto ha trovato le mille sfumature delle emozioni». Ma per loro non è solo una semplice proposta. «Faremo pervenire l’elenco delle firme ai comuni di Foggia e San Severo, al presidente della provincia e anche all’assessora regionale alle attività culturali. Ci interessa dare forza all’iniziativa,ma ci rivolgiamo a chiunque possa darsi da fare per realizzarla in concreto».In cinque giorni e senza ausilio di manifesti, le adesioni (tramite una mail inviata a benfoggianius@bengodi.org, specificando nome cognome professione e città) sono già giunte a 80, senza considerare le sigle di associazioni e gruppi culturali, ambientalisti o politici dietro i quali figurano almeno trecento persone. In occasione dell’ inaugurazione dell’antologica, ben 10mila persone sono rimaste in fila fino all’alba durante la «Notte bianca» (e piovosa) della capitale il 17 settembre scorso. Tra loro anche qualcuno dei promotori dell’appello come Sandro Simone, milanese d’adozione, che spiega: «Le sedi più adatte potrebbero essere la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Palazzo dogana e il Palazzetto dell’arte».Peccato che Mariella Pazienza, sorella del celere fumettista e curatrice della mostra insieme a Vincenzo Mollica, ringrazia quanti desidererebbero ospitare l’esposizione nella propria città, ma non concede deroghe. Non solo è escluso e inopportuno per motivi logistici: «La maggior parte delle opere selezionate appartenengono a terzi prestatori» ma anche perché «non è detto che Andrea debba andare incontro agli altri, tanto più se questo nulla aggiungerebbe alla sua notorietà». E aggiunge «dalla provincia di Foggia già siamo stati contattati, ma in precedenza mai si è riuscito a concludere qualcosa». Anche dopo l’esposizione a Bologna del 1997, quella alla Triennale di Milano e al museo dell’automobile di Torino, le richieste sono comunque arrivate numerose da altre città. Ma «al Vittoriano è in corso un grande evento al quale ogni artista dovrebbe ambire: per la prima volta si sono aperte le porte a un disegnatore di fumetti e dopo di lui s’inaugura un’esposizione di Manet… E intanto lo stesso organizzatore Alessandro Nicosia è esterrefatto per il numero di persone che ogni giorno visitano la mostra». Qui pare invece che solo se accade qualcosa di clamoroso «vengono a bussare i suonatori. Andrea è di Foggia e di San Severo oggi, come ieri. E le istituzioni potevano pensarci anche molto prima».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114856049795274630?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114856049795274630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114856049795274630&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856049795274630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856049795274630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/questo-grave.html' title='Questo è grave!'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114856042596235398</id><published>2006-05-25T14:32:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T14:33:46.276+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Andrea Pazienza era l'albero del paradiso. Ci ha fatto intravedere la bellezza e poi ha chiuso, però ci ha lasciato i frutti proibiti e noi ce li siamo mangiati, li abbiamo assaporati.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;(R. Benigni)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114856042596235398?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114856042596235398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114856042596235398&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856042596235398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114856042596235398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/andrea-pazienza-era-lalbero-del_25.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114854977706942037</id><published>2006-05-25T11:24:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T11:38:36.476+02:00</updated><title type='text'>Nel Segno di Paz</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.teatripossibili.it/images/img12888.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" height="139" alt="" src="http://www.teatripossibili.it/images/img12888.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;Bello&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#33ffff;"&gt;troppo bello&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#33ff33;"&gt;davvero bello&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#ffff00;"&gt;bellissimo&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffccff;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;Ieri sera, allo spettacolo delle 21:00 sono andato a vedere Nel segno di Paz, al teatro Libero di Milano.&lt;br /&gt;Dico subito che l'applauso finale è stato lunghissimo, questo per farvi capire quanto è stato bello.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda lo spettacolo, beh, tutto perfetto, a partire dal Teatro, che è un tipico teatro libero, dove si sperimenta, un teatro frequentato da giovani in maniche corte e non da vetusti smoking, dove gli attori recitano su un palco alto 20 cm... e prezzi molto popular (certo però la cartella stampa me la potevano dare…).&lt;br /&gt;I bravissimi attori hanno interpretato benissimo tutti i fumetti del Paz da Zanna all'incredibile Pert, Fiabeschi, Pippo, la Detective Mama ecc… fino ad arrivare a Paz. E già perché in questo spettacolo c'è anche il Paz e alcune delle sue storie personali che ci ha raccontato attraverso i suoi disegni.&lt;br /&gt;Nonostante venissero rappresentati personaggi così diversi tra di loro, tutto aveva un senso, tutto seguiva un sottile filo rosso che li univa tra loro, tutto seguiva il meraviglioso segno del Paz.Insomma andatelo a vedere perché vi lascerà a bocca aperta e magari portateci anche chi non conosce Andrea Pazienza.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.2fly.it/paz/images/quadri/autoritratto.jpg" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114854977706942037?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114854977706942037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114854977706942037&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114854977706942037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114854977706942037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/nel-segno-di-paz.html' title='Nel Segno di Paz'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114848034209713681</id><published>2006-05-24T16:18:00.000+02:00</published><updated>2006-05-24T16:19:02.483+02:00</updated><title type='text'>"Nessuno come Pazienza ha saputo raccontare la fine di un’epoca, quella in cui i giovani rappresentavano qualcosa..."</title><content type='html'>&lt;em&gt;Dal blog di rudi ghedini:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L’invincibile resa di Paz&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;"Un libro appassionato, ma anche ragionato. Un breve e veloce saggio, a metà strada fra il politico, l’autoanalitico e l’antologico, in pillole. Un flash immerso nella Bologna zangheriana, sconquassata ora dal movimento ora dalle matite e dai pennarelli di Pazienza. Un volume nostalgico e struggente (anni formidabili e feroci quelli, mica l’insulsa melassa d’oggi), in cui l’autore, Rudi Ghedini, ricuce e stira a dovere il suo vestito da figiciotto di provincia, fuori moda nel ’77, proiettandogli sopra la poetica potente e destabilizzante di Apaz. Non a caso il sottotitolo di Andrea Pazienza (111 pagine, 10 euro, Bradipo editore) è “i segni di una resa invincibile”, citazione volutamente inesatta del famoso disegnatore, buona per il ritratto di quella Bologna comunista tratteggiata da Ghedini e disegnata da Paz all’inizio della sua formidabile carriera. Un buon modo per ricordare alcune delle invenzioni di Pazienza".&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fernando Pellerano, la Repubblica-Bologna, 8 novembre 2005&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114848034209713681?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114848034209713681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114848034209713681&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114848034209713681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114848034209713681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/nessuno-come-pazienza-ha-saputo.html' title='&quot;Nessuno come Pazienza ha saputo raccontare la fine di un’epoca, quella in cui i giovani rappresentavano qualcosa...&quot;'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114838158135979595</id><published>2006-05-23T12:50:00.000+02:00</published><updated>2006-05-23T17:03:42.243+02:00</updated><title type='text'>23/05/1956 - 23/05/2006 - 50° anniversario della nascita del Paz</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;23 maggio 1956: sotto il cielo di San Benedetto del Tronto nasce Andrea. Pazienza Andrea, per la precisione. Dopo aver trascorso l’infanzia a San Severo, le altre tappe significative della sua vita sono Pescara, Bologna e Montepulciano, passando per molti altri luoghi in cui lascia il suo inconfondibile segno. Il segno di Paz. Tutte le estati e ogni qual volta ne aveva voglia, Andrea tornava nel Gargano, il luogo che forse amò più di ogni a&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4496/2948/200/Untitled.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 129px; CURSOR: hand; HEIGHT: 152px" height="182" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4496/2948/200/Untitled.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ltro, le cui mille suggestioni fanno capolino in molte storie da lui disegnate.Della grandezza di Andrea Pazienza si è scritto e detto molto in questi anni. In poco più di dieci anni Pazienza è riuscito ad entrare prepotentemente nel medium fumetto sovvertendo canoni e norme, rinnovandolo dall’interno. Come più volte affermato dagli addetti ai lavori (e non solo), Pazienza è stato il caposcuola indiscusso di una nuova generazione di fumettisti italiani che non hanno trovato però&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt; un erede degno di essere a lui paragonato. Tanti allievi, un solo maestro. Certamente non bisogna correre il rischio di sottovalutare le sue mille attività di illustratore a tutto tondo che lo hanno reso straordinariamente eclettico. Quadri, locandine teatrali e cinematografiche, copertine di dischi, murales, scenografie, cartoni animati, costumi e abiti per stilisti, pubblicità e altro ancora. Un destino crudele ha voluto lasciarci orfani di Andrea, in una maledetta notte di giugno del 1988. Orfani, però, solamente della sua persona fisica, perché le storie, i personaggi e le mille proiezioni del suo ego continuano a vivere e ad essere straordinariamente attuali. Chissà come sarebbe stato il seguito delle vicende di Astarte, cane da guerra di Annibale, di cui riuscì a disegnare solamente la prima puntata… E non osiamo immaginare quali sarebbero state le sue reazioni alle vicende politiche che caratterizzano l’Italia contemporanea… Mostre, libri (alcuni di dubbio gusto, bisogna dirlo…), raccolte, racconti, spettacoli teatrali, film, documentari, manifestazioni e festival; sono solo alcune delle &lt;a href="http://www.rccr.cremona.it/doc_comu/cfap/img/collpaz.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.rccr.cremona.it/doc_comu/cfap/img/collpaz.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;iniziative che ovunque si sono moltiplicate nel corso degli anni per rendergli omaggio. Piazze, parchi, scuole, monumenti e biblioteche sono state a lui dedicate e intitolate. Qui a San Severo naturalmente, per distinguerci come sempre dal resto del mondo, è stato fatto poco o nulla per onorare la sua memoria. E il nulla continua imperterrito a farla da padrone. Ma non è questo il luogo adatto per inutili polemiche. Inutili perché ascoltate da orecchie sorde e teste vuote. E poi, come poter pretendere di omaggiare un personaggio che a malapena si conosce? Prima conoscere, poi omaggiare…Il 23 maggio 2006 Andrea avrebbe compiuto 50 anni e noi “aficionados” vogliamo festeggiarlo così, in modo semplice e sincero, ricordando una sua poesia, datata 1984.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Ma io sono la mitica anatra migrante,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;sono ancora una volta perpetuo moto&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;sono la brocca sognante,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;desiderio di vuoto.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;E se le mie arroganti parole d’un tempo,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;son finite segnalibro di un volume dimenticato&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;pure ti chiedo ara il mio campo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;a scoprirlo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;Tanti auguri vecchio Paz!!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Fonte: &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.sanseveresi.com"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;www.sanseveresi.com&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Articolo apparso anche sulla rivista SGUARDI del mese di maggio 2006&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114838158135979595?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114838158135979595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114838158135979595&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114838158135979595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114838158135979595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/23051956-23052006-50-anniv_114838158135979595.html' title='23/05/1956 - 23/05/2006 - 50° anniversario della nascita del Paz'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114837048313783158</id><published>2006-05-23T09:46:00.000+02:00</published><updated>2006-05-23T09:48:03.193+02:00</updated><title type='text'>23/05/1956 - 23/05/2006 - 50° anniversario della nascita del Paz</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4496/2948/200/Untitled.gif"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 156px; CURSOR: hand; HEIGHT: 184px; TEXT-ALIGN: center" height="222" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4496/2948/200/Untitled.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114837048313783158?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114837048313783158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114837048313783158&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114837048313783158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114837048313783158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/23051956-23052006-50-anniversario_23.html' title='23/05/1956 - 23/05/2006 - 50° anniversario della nascita del Paz'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114830326020091978</id><published>2006-05-22T15:06:00.000+02:00</published><updated>2006-05-22T15:07:40.690+02:00</updated><title type='text'>A MILANO STORIE E FRAMMENTI DEI FUMETTI DI ANDREA PAZIENZA</title><content type='html'>Milano, 19 mag. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Storie e frammenti dell'opera fumettistica del grande autore Andrea Pazienza prendono corpo sulla scena del Teatro Libero di Milano dove, dal 22 al 28 maggio alle ore 21.00, sara' in scena ''Nel segno di Paz'', diretto da Antonio Tancredi e interpretato da Antonio Carletti, Milena Fois, Giovanni Landi, Alberto Rizzi e Alessandro Scipilliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una scena volutamente nuda, come il foglio bianco che aspetta di essere segnato, cinque attori daranno vita a vari personaggi in un vorticoso gioco mimetico e trasformistico, passando da storie dal forte carattere autobiografico e frammenti di vita studentesca a scenari psichedelici con protagonisti sempre meno umani. Un lavoro dolce e amaro, comico e violento, lirico e grottesco al tempo stesso che avra' inizio con Zanardi, Colasanti e Petrilli, i tre cavalieri creati dalla matita di Andrea Pazienza, che getteranno un ponte tra scena e platea, realta' e finzione. Tra una scena e l'altra irromperanno i due partician Paz e Pert, dove Pert sta per Sandro Pertini, abili guastatori sempre in lotta per la liberta'. Una mosca irriverente, alterego dello stesso autore, interloquira' con il pubblico, presentando e commentando cio' che avviene sul palco. Alla fine del viaggio, due loschi figuri lasceranno ad attori e pubblico una provocazione: e se la stagione degli sballi, delle frasi urlate e delle mode vorticosamente cambiate non fossero un modo per distoglierci da altro, per vincere le nostre resistenze, per incatenarci ad un modello di vita che non si puo' scegliere, ma solo condividere? ''Nel Segno di Paz'' e' uno spettacolo da e su un autore che racconta la fragilita' di una generazione che ha tentato di scrollarsi di dosso verita' precostituite per sognare e creare un'altro mondo e, nella sua sconfitta, ha lasciato una grande lezione di liberta', urlando la sua resa invincibile&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114830326020091978?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114830326020091978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114830326020091978&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114830326020091978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114830326020091978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/milano-storie-e-frammenti-dei-fumetti.html' title='A MILANO STORIE E FRAMMENTI DEI FUMETTI DI ANDREA PAZIENZA'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114829175225073244</id><published>2006-05-22T11:53:00.000+02:00</published><updated>2006-05-22T11:55:52.316+02:00</updated><title type='text'>Il Giovane Pazienza</title><content type='html'>di Enrico Fraccacreta - Edizioni Zerozerosud&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quei bravi ragazzi&lt;br /&gt;Introduzione di Michele Trecca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni terra ha i suoi santi. Ogni generazione ha i suoi eroi. Noi abbiamo Andrea Pazienza, che con la sua persona e la sua opera ha esplicitato il senso delle giovinezze confuse e tempestose di quanti hanno vissuto la rivolta degli anni Settanta. Ma tutto ciò è ormai noto, agli atti della storia sin da quando -per esempio- Pier Vittorio Tondelli ha scritto: «Andrea Pazienza è riuscito a rappresentare, in vita, e ora anche in morte, il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione che solo sbrigativamente, solo sommariamente, chiameremo quella del '77 bolognese. Di quel movimento, Andrea... è stato il cantore, il poeta, l'artista forse più grande...»1 Sicuramente il più sincero, e -per questo- il più fragile. Anche Tondelli era così, sensibile e indifeso. Perciò di Andrea ha seguito il cammino tragico e luminoso. Come Enrico Fraccacreta -suo amico sin dall'infanzia- attesta in questo piccolo volume di ricordi e materiali inediti che rischiara di luminosa luce anni poco noti della biografia di Paz, sin da ragazzo questi era quell'anatra migrante che poi avrebbe detto di essere2: già allora egli era un passo avanti agli altri, sempre in cerca di nuovi orizzonti, sempre sopra le righe, pronto a rischiare&lt;a href="http://www.protagonistiweb.com/immagini/news/pazienzalibro.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.protagonistiweb.com/immagini/news/pazienzalibro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; tutto e a pagare di persona. Anche nel gioco. A quel tempo il suo genio bizzarro e incontenibile, la sua straripante vitalità, il mistero della sua grazia dilagavano per le vie di San Severo con il beffardo incanto della giovinezza che -quando è d'autore- conquista il mondo senza conoscerlo, lo sconvolge e gli impone la propria follia: cosï, di slancio, con la sola forza della propria età. Andrea era energia pura ed amava il proprio ritmo: non ha mai scalato marcia per adeguare il proprio passo di lung-gom-pa tibetano a quello degli altri. Scrive Enrico Fraccacreta: «Per Andrea alzare i tacchi significava farlo sul serio. Iniziava a correre ritmando le falcate in modo tale che, di colpo, le lunghe gambe da fenicottero sparivano sotto la campana del loden. Per frazioni di secondi, osservandolo, sembrava un uomo senza gambe in moto accelerato, con lo sguardo concentrato in avanti, come se dovesse superare chissà quali ostacoli... Non era un passo comune, c'era qualcosa in quel modo di avanzare che avrebbe dovuto farci riflettere: una spia luminosa appena avvertita...». Aveva fretta, Paz, di arrivare dove doveva e perciò, quando incontrava sulla propria strada una macchina parcheggiata, non ci girava attorno ma saliva sul cofano e passava dall'altra parte. Non è leggenda, è verità. Andrea aveva la determinazione ostinata e frenetica dell'artista che continuamente sente intorno a sé il proprio destino come un profumo, lo conosce con la chiarezza ambigua d'un oracolo e quindi -al tempo stesso- lo precorre e lo insegue: quale che esso sia, perché sa che nel suo compimento è la propria ragion d'essere. I grandi non si negano alla vita, ma lasciano che essa gli esploda dentro. Il giovane Pazienza a quindici anni -racconta Enrico Fraccacreta- sciamava per la propria città con quei bravi ragazzi dei suoi amici: sempre in testa al gruppo, il primo ad esporsi. Ai più piccoli regalava quaderni con i suoi disegni delle storie a puntate di Scheletrik e agli altri scherzi, beffe e zuffe: piccole o grandi, atroci e divertenti, pericolose e innocue. Ogni giorno una nuova avventura come pane quotidiano per smaltire adrenalina, fare del borgo selvaggio un set e nel Tavoliere inventarsi la violenta Chicago o raffinate e lugubri atmosfere gotiche di fantasmi e illustri antenati e nel Gargano d'estate col Dingo cross le strade selvagge di James Dean e a caccia insieme al padre e al fratello il lontano West. Sturiellet, vita spericolata d'una provincia che al tempo del boom economico s'apre a sogni, costumi e consumi cosmopoliti; un modo come un altro di mandare l'immaginazione al potere. Prove tecniche di ribellione alla plumbea dittatura della quotidianità. Una generazione stava prendendo il largo da quella dura legge dei padri impastata da sempre di necessità, tradizione, decoro e carriera. Ognuno a modo proprio -Andrea in uno tutto suo inimitabile- cercava una discontinuità rispetto al passato. Il nuovo era una febbre che si poteva placare anche solo con un salto in libreria o nel negozio dei dischi o in quello dei jeans oppure -con gesto di sfida- traversando la strada e passando dall'altra parte del viale della villa, sul marciapiede dove -nel paese degli agrari- passeggiavano i contadini. Anche le loro parole erano nuove e surreali e Andrea e quei bravi ragazzi dei suoi amici le ascoltavano rapiti suggellando con il proprio rispetto un'alleanza umana e creativa del tipo: chi la spara piÌ grossa. Poi sarebbe venuto l'impegno militante e mentre gli altri si rinserravano nella corazza dell'ideologia, Andrea invece affilava la dissacrante e provocatoria ironia di quel suo particolarissimo linguaggio che mantiene sempre -tanto nel disegno quanto nella parola- la freschezza della propria ispirazione ed è contemporaneamente anche emotivo, violento e sentimentale, perché nasce da un bisogno comunicativo profondo ed è legato in modo viscerale a ciò che dice e racconta. Andrea e Pier Vittorio Tondelli -quest'ultimo su un piano più strettamente letterario- hanno avviato e poi condotto -con altri- la ripresa narrativa degli anni Ottanta forzando i confini della parola alta fino ad includere in essi -rinforzata dalle proprie radici provinciali e sublimata ad un livello altissimo- quella cultura del rock con tutto il suo palpitante armamentario di gerghi, dialetti, trasgressioni e contaminazioni. Le loro conquiste segnano un punto trasversale di non ritorno della nostra arte contemporanea. Quando penso ad Andrea mi viene in mente Basquiat, mi viene in mente Tricky: è questa l'attualissima dimensione alla quale bisogna riferire la sua opera. Oggi. A quindici anni, invece, Andrea era felice come un figlio della buona borghesia di quel tempo che alla sicurezza degli affetti familiari, alla solidità della propria posizione sociale somma (e non contrappone) le nuove libertà del mondo dopo il Sessantotto, il retaggio paterno dell'arte, la consapevolezza della propria forza creativa e del fascino della propria persona (continuamente verificati, questi ultimi, tra il conflittuale plauso generale, nella piccola patria di San Severo, dove peraltro una certa creatività -dai caratteri precisi e ricorrenti- fiorisce con generosità). A quindici anni anche le inquietudini per il futuro sono ebbrezza e nient'altro. Dopo -solo dopo e lontano da casa, senza la rete di protezione domestica e degli amici- il genio sarebbe diventato insostenibile, -e credendo con l'ingenua sfrontatezza del ragazzo un tempo padrone del mondo di poter imporre la propria legge anche alla seduzione mortale di certa robaccia- avrebbe infiammato l'opera e precipitato l'uomo nel doloroso baratro che sappiamo, strappandolo alla vita senza lasciare a chi gli voleva bene tempo e modo di capire. Quest'incolpevole mancanza dal giugno '88 pesa sul cuore di Enrico Fraccacreta, smorzando quel suo umorismo al quale Paz pubblicamente dichiarò d'aver attinto da ragazzo3. Oggi quindi -a distanza di tempo e virando la propria creatività dalla poesia alla prosa (quella creatività non sopita, come si augurava lo stesso Andrea)- Enrico finalmente affronta in pubblico il ricordo di quei lontani anni felici, preludio d'una tormentata grandezza. Il giovane Paz, dunque, va letto così: come un colloquio intimo dell'autore con la propria memoria ulteriormente ravvivata dal diverso rilievo e profilo acquisito da certi fatti per le silenziose e solitarie riflessioni di questi lunghi anni. Ti svegli un mattino e per uno strano caso -anche solo la sollecitazione di un amico- t'accorgi e vedi qualcosa che in realtà è lì da sempre ma che il tuo pensiero continuo ha modellato -come il fiume le sue sponde- fino a farlo diventare altro da sé e dai tuoi occhi di ieri. Enrico, per esempio, al contrario della folta schiera internazionale degli aficionados di Andrea, sapeva della tela coloratissima, scoppiettante di luce su cui -con una precisione impressionante rispetto a quanto poi sarebbe davvero avvenuto- a quindici anni (nel '71) Paz dipinse il proprio funerale. Era -per Enrico- solo uno dei tanti segni della grandezza dell'amico. Poi, però, il tempo ha cambiato la sua percezione di quell'opera ed è cominciato per lui un nuovo rovello o ricerca che con queste pagine egli affida anche agli altri. Com'è possibile un pensiero cosï penetrante della morte -della propria morte- in un ragazzo che a quindici era un Huckleberry Finn in versione esponenziale? La genialità racchiude un mistero, come quei fenomeni che i fisici chiamano singolarità. Una cosa, però, è certa: l'opera di Paz e la sua complessiva vicenda travalicano le anguste coordinate generazionali o del fumetto -entro le quali sono state sinora lette- e toccano invece gli archetipi dell'animo umano con la forza d'urto dell'arte senza confini. E' tempo di andare oltre il giudizio lusinghiero ma anch'esso a suo modo restrittivo di Pier Vittorio Tondelli, trattenuto peraltro da una sorta di pudore perché sapeva che parlando di Andrea parlava anche di sé. Quando ha incontrato il movimento, la creatività di Andrea era già da tempo un fiume in piena. L'arte di Paz è nata da sé -a diciotto mesi- e ha travolto di luce tutto ciò che ha incrociato. Prima e dopo il '77. Su tela e su striscia. Andrea non è nato nel '77 a Bologna. Quell'anno a Bologna l'utopia è naufragata, il sogno è diventato orrore e Paz ha cominciato a morire, come tanti di noi: chi in un modo, chi nell'altro. Ma la sua opera già c'era e ci sarebbe stata comunque. Perciò i suoi amici e coetanei -a lui contigui i primi per affetto, gli altri per sensibilità, interessi ed esperienze di vita- riconoscono in essa qualcosa che -pur rappresentandoli- è più grande di loro: e viaggerà nel tempo portandoli con sé tra i giovani di oggi e di domani, e di sempre. La tomba di Andrea a San Severo è il Père-Lachaise di quelli dopo di noi.&lt;br /&gt;__________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1 Un week end postmoderno, Bompiani, 1990, pagg. 209-212.&lt;br /&gt;2 Paz a cura di Vincenzo Mollica, Einaudi Stile libero, 1997, pag. 102. Ma io sono la mitica anatra migrante «Ma io sono la mitica anatra migrante, / sono ancora una volta perpetuo moto / sono la brocca sognante, / desiderio di vuoto. // E se le mie arroganti parole d'un tempo, / sono finite segnalibro d'un volume dimenticato / pure ti chiedo ara il mio campo / a scoprirlo.»&lt;br /&gt;3 Paz ibidem pag. 173.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114829175225073244?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114829175225073244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114829175225073244&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829175225073244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829175225073244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/il-giovane-pazienza.html' title='Il Giovane Pazienza'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114829161237360300</id><published>2006-05-22T11:51:00.000+02:00</published><updated>2006-05-22T11:53:32.746+02:00</updated><title type='text'>Zanna</title><content type='html'>&lt;a href="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/sil.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[...] Ed ecco il perfido Zanardi, fumetto maledetto, top della malvagità, un alter ego negativo. "In una storia" spiegava "prima di andare a combattere col mostro di Scandicci, Zanardi mi trova in un bar e mi pesta" quasi a segnare la distanza che divid&lt;a href="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/sil.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 95px; CURSOR: hand; HEIGHT: 166px" height="250" alt="" src="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/sil.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e "Zanna" da Paz che finalmente aveva posto una barriera fra se stesso e la storia "onde evitare tragici coinvolgimenti con il passato". "[...] Prima mandavo avanti tutto me stesso" mi raccontava nel 1987 "e poi venivano i pennelli: era una specie di gioco al massacro a mie spese culminato qualche anno dopo in Pompeo". Dopo il ’77, dopo le delusioni della politica, ecco un altro sballato, tragico eroe metropolitano in bilico tra allucinazione e coscienza. "Qui toccai il fondo: l’inconscio rimasticava il mondo reale fino a stravolgerlo in storie senza storia come un fluire psichedelico d’incubi ed angosce", diceva. Ed ecco quindi un Pompeo dell’85 con due grosse siringhe infisse nel braccio: "Oltre 4 grammi di eroina. Mortale. No? Problema: spingere i due stantuffi insieme fino in fondo senza perdere immediatamente coscienza".&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Stralci da: Sballati, tragici, metropolitani: i ragazzi bruciati di Pazienza di Cesare Medail, Corriere della Sera 1992)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114829161237360300?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114829161237360300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114829161237360300&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829161237360300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829161237360300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/zanna_22.html' title='Zanna'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114829148473439395</id><published>2006-05-22T11:49:00.000+02:00</published><updated>2006-05-22T11:51:24.880+02:00</updated><title type='text'>Penthotal</title><content type='html'>&lt;a href="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/paz_12.gif"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/paz_12.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"Mentre lavoravo a queste tavole, nel mese di febbraio ’77, ero convinto di disegnare uno sprazzo, sbagliando clamorosamente perché invece era un inizio. Ne avessi avuto il sentore, avrei aspettato e disegnato questo bel marzo. Così mi ritrovo di colpo a non sapere più cosa fare. Ho già consegnato tutto il materiale a Linus venti giorni fa ma - Cristo - sono cambiate tante cose nel frattempo e tante altre cambieranno fino al giorno in cui il fumetto sarà pubblicato che mi sento male e mi do’ del coglione per non averci pensato. Cioè disegnare fumetti non è come scrivere per un quotidiano, se capite cosa intendo. Allora disegno questa tavola qui e provo a portarla a Linus in sostituzione dell’ultima pagina originale sperando di fare in tempo. L’ultima tavola originale aveva in fondo al posto di "fine" di prassi, un "allora è la fine" che suona decisamente male. Madonna vi giuro! Credevo fosse uno sprazzo ed era invece un inizio. Evviva!"&lt;br /&gt;Andrea Pazienza 16 marzo 1977&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;(Nota sull’ultima tavola della prima delle Avventure di Pentothal)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114829148473439395?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114829148473439395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114829148473439395&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829148473439395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829148473439395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/penthotal.html' title='Penthotal'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114829137397964275</id><published>2006-05-22T11:48:00.000+02:00</published><updated>2006-05-22T11:49:34.086+02:00</updated><title type='text'>Nei suoi eroi tutte le inquietitudini del movimento</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;«Di me amate il riflesso, la memoria che sale dalle cose che tocco». Così scriveva, nel 1985, un santo trasgressivo con l' animo da monello e con la matita in mano chiamato Andrea Pazienza: fumettista, scrittore, pittore, fotografo che «se n' è andato giovane e maledetto come una vera rockstar» nel 1988, a soli 32 anni. Delle memorie di questo irriverente cantore del Movimento di Bifo e freak Antoni è piena la mostra, la più completa antologica mai realizzata, che verrà inaugurata domani sera al Vittoriano di Roma. Un' occasione piena di inediti (perché l' enfant prodige della satira politica italiana, che si diceva pigro, in realtà lavorava come un pazzo) per amare ancora di più l' ironia sottile, il gusto spietato, la sensibilità malinconica e mai banale del disegnatore di Pert (ispirato al presidente Pertini) e del suo luogotenente Paz (ispirato a se stesso), del ribelle Zanardi, del poetico Pompeo (creatura destinata a morire presto come il suo autore) nonché delle strisce per Male, Tango e Frigidaire, del manifesto per La Città delle donne di Fellini e della copertina del Grande Sogno di Vecchioni. Nove sezioni (con una dedicata al padre Enrico, anch' egli pittore, che da sempre fu di stimolo e da esempio per il giovane Andrea) che ripercorrono le tappe fondamentali di un' esistenza breve e intensissima. E che ospitano i primi lavori giovanili, i disegni realizzati per Lega ambiente, gli acquerelli, i quadri e le riproduzioni delle illustrazioni perdute, le fotografie, gli scritti, il materiale video. L' intenzione è scoprire le mille varianti di uno stile eclettico (costantemente sospeso tra surrealismo, simbolismo, liberty, pop) caratterizzato da un segno povero ed essenziale ma allo stesso tempo elaborato e ricercato («il fumetto è come un' arte marziale - diceva - piena di regole difficilissime da imparare in modo naturale») dove si intravedono i fantasmi degli amati Keats, Kafka, Tonio Kröger, Tom Sawyer, David Copperfield. Fantasmi che, vista la passione che Pazienza continua a suscitare, sembrano avere il dono di tornare in vita ad ogni nuova stagione. C' e chi ha detto che «Paz» aveva saputo rileggere con spirito febbrile le idee, le mitologie, gli incubi (droga compresa) e persino la politica di quelli che erano giovani nel 1977: da San Giorgio a Mickey Mouse, da Totò al Centauro, passando per Jacovitti e Betty Boop. Anche perché, sono parole di Tondelli, «Pazienza è stato l' unico che sia stato capace di rappresentare, in vita e in morte, il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di un' intera generazione, la sua».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Dal Corriere della Sera del 16 settembre 2005&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114829137397964275?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114829137397964275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114829137397964275&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829137397964275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829137397964275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/nei-suoi-eroi-tutte-le-inquietitudini.html' title='Nei suoi eroi tutte le inquietitudini del movimento'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114829129632919755</id><published>2006-05-22T11:46:00.000+02:00</published><updated>2006-05-22T11:48:16.633+02:00</updated><title type='text'>Andrea Pazienza</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.universohq.com/quadrinhos/2004/imagens/andrea_pazienza.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 236px; CURSOR: hand; HEIGHT: 162px" height="183" alt="" src="http://www.universohq.com/quadrinhos/2004/imagens/andrea_pazienza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#33ff33;"&gt;Quel ragazzo che inventò la satira del «Male» Andrea Pazienza (1956-1988, qui a fianco nella foto di Valeria Ferri) fa il suo esordio nel mondo dei fumetti nel 1977. Sarà poi tra i fondatori de Il Male e di Frigidaire. Alla sua vita Franco Giubilei ha appena dedicato il libro «Le donne, i cavalier, l' arme, la roba. Storia e storie di Andrea Pazienza»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114829129632919755?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114829129632919755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114829129632919755&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829129632919755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829129632919755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/andrea-pazienza.html' title='Andrea Pazienza'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114829119631250555</id><published>2006-05-22T11:45:00.000+02:00</published><updated>2006-05-22T11:46:36.406+02:00</updated><title type='text'>Dalla Spagna</title><content type='html'>Anunciado o museu Andrea Pazienza&lt;br /&gt;Por &lt;a href="mailto:neorama@uol.com.br"&gt;Marko Ajdaric&lt;/a&gt;, responsável pelo &lt;a href="http://www.neorama.com.br/" target="_blank"&gt;Neorama&lt;/a&gt; (13/12/2004)Itália: A cidade de &lt;a href="http://www.comune.san-severo.fg.it/" target="_blank"&gt;San Severo&lt;/a&gt; anunciou que vai construir um museu em homenagem ao quadrinhista Andrea Pazienza, que, embora tenha nascido em San Benedetto del Tronto, em Ascoli Piceno, passou sua infância na cidade e é considerado como um "local". San Severo, próxima de Foggia, é uma cidade de menos de 60 mil habitantes, que fica no chamado Alto Tavoliere, no noroeste da Itália, e apesar de ser multissecular, não conta, a bem da verdade, com maiores atrativos culturais, o que reforça a importância do projeto. A iniciativa é da própria prefeitura, que vai instalar o acervo no Museu da Cidade, que se encontra em reforma. Também está prevista a criação de um tour pela arte de Pazienza e a criação de uma praça com seu nome, onde ficará exposta uma obra sua quando residiu na cidade de Pescara. O museu será constituído com material inédito cedido pelo liceu artístico de Pescara (onde Pazienza estudou) além de colaborações de fãs e colecionadores. Estão previstos concursos regionais e o envolvimento dos alunos de toda a região para reforçar o lançamento do museu, segundo informa o jornal &lt;a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/" target="_blank"&gt;La Gazzetta del Mezzogiorno&lt;/a&gt;, em sua edição de 9 de dezembro. Os brasileiros conheceram Pazienza - um dos mais importantes renovadores dos fumetti - através da revista &lt;a href="http://www.universohq.com/quadrinhos/2004/animal01.cfm"&gt;Animal&lt;/a&gt;, que publicou episódios de sua série Zanardi, que mostrava histórias de um grupo de três amigos e suas confusões recheadas de sexo e bom humor, que revelavam o início da decadência da juventude italiana e do vazio de valores que se seguiu à derrota dos jovens italianos dos anos 70 . A Animal também publicou A História de Astarte, sua obra que ficou inacabada. Nascido em 23 de junho de 1956, Pazienza foi pintor, escritor e cenógrafo. Sua primeira história publicada foi Le Straordinarie Avventure di Penthotal, que saiu na Alterlinus (suplemento da mítica Linus) por indicação expressa de Umberto Eco. Nesta história, o artista já traz as marcas da criação que o tornaria único, ao mostrar, com lirismo, os caminhos rebeldes da juventude de Bolonha, à época. O detalhe que mais despertou a atenção em Penthotal foi a linguagem, na qual se mesclavam, como nunca tinha sido feito antes, termos dos marketeiros com expressões próprias de Bolonha e da Púglia, numa sintaxe em que as frases ficavam, muitas vezes, incompletas. Ao final dos anos 70, Pazienza passa a trabalhar na revista que lhe deu projeção internacional, a Canibale, na qual criou a série Zanardi e também na Frigidaire, em que sua arte flertava com a narrativa jornalística. Pazienza acabou , em parte, imitando seus personagens: morreu de overdose em 1988, ano em que foi fundado, em Cremona, o Centro Fumetto Andrea Pazienza, que se dedica a organização de informações e divulgação dos quadrinhos; cujo arquivo pode ser conhecido &lt;a href="http://www.rccr.cremona.it/doc_comu/cfap/aap.html" target="_blank"&gt;aqui&lt;/a&gt;.Para conhecer a vida e a fumettografia de Pazienza, vale conferir &lt;a href="http://www.2fly.it/paz/fumettografia.htm" target="_blank"&gt;este link&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114829119631250555?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114829119631250555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114829119631250555&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829119631250555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829119631250555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/dalla-spagna.html' title='Dalla Spagna'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114829112092595419</id><published>2006-05-22T11:44:00.000+02:00</published><updated>2006-05-22T11:45:21.073+02:00</updated><title type='text'>Onore al Paz</title><content type='html'>Si ritorna a parlare di Andrea Pazienza, il fumettista concittadino spentosi&lt;br /&gt;prematuramente, in circostanze tragiche, a soli 32 anni. L' occasione e’ rappresentata&lt;br /&gt;dalla mostra dedicatagli nelle sale del Museo Civico, che restera’ aperta&lt;br /&gt;sino al 3 aprile.&lt;br /&gt;Si tratta di una mostra itinerante, che ha gia’ percorso l' Italia e che ora giunge&lt;br /&gt;finalmente nella citta’ natale dell’artista, dove riposa e dove vivono i suoi genitori.&lt;br /&gt;Un atto doveroso, che fortunatamente i nostri amministratori hanno ritenuto di&lt;br /&gt;compiere.&lt;br /&gt;Pazienza ha lasciato sicuramente un vivo ricordo a San Severo, che non appare&lt;br /&gt;sbiadito e che ora resta affidato in primo luogo alle sue opere, le sue tavole&lt;br /&gt;fumettistiche, i suoi bozzetti cinematografici, i suoi quadri. Un’ attivita’ intensa e&lt;br /&gt;rivolta in vari ca&lt;a href="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/apazzie0.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/apazzie0.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mpi, caratterizzata da una chiara e cruda denuncia del disagio&lt;br /&gt;giovanile, del disorientamento di una generazione priva di punti di riferimento e in&lt;br /&gt;balia degli eventi.&lt;br /&gt;La sua e’ un’ arte priva di finzioni e fronzoli, che talvolta lascia anche interdetti per&lt;br /&gt;certi eccessi di realismo “metropolitano”, che dice molto sul tormento esistenziale di&lt;br /&gt;giovani maturati negli anni Settanta, tra l’onda lunga del ‘68 e la seconda ondata del&lt;br /&gt;‘77.&lt;br /&gt;La mostra appare significativa e serve anche per ricordare ai nostri concittadini piu’&lt;br /&gt;distratti il valore artistico di Pazienza, un artista benvoluto da molti personaggi&lt;br /&gt;famosi, a cominciare dall’ ex presidente della repubblica Pertini, che lo cerco’ a San&lt;br /&gt;Severo, telefonicamente, per congratularsi con lui, per le sue storie disegnate di Paz&lt;br /&gt;e Pert.&lt;br /&gt;Ha collaborato anche con registi del calibro di Federico Fellini e cantautori come&lt;br /&gt;Vecchioni, ha collaborato con le testate nazionali, specializzate e non, piu’&lt;br /&gt;prestigiose. Un segno del successo, come rimarcano le sue opere esposte in citta’.&lt;br /&gt;C'è abbastanza materiale per osservare e giudicare.&lt;br /&gt;Porthos&lt;br /&gt;(tratto da: Il Corriere di San Severo, 10 marzo 1992)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114829112092595419?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114829112092595419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114829112092595419&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829112092595419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829112092595419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/onore-al-paz.html' title='Onore al Paz'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114829102076344821</id><published>2006-05-22T11:43:00.000+02:00</published><updated>2006-05-22T11:43:50.303+02:00</updated><title type='text'>Era il cantore dei giovani del '77</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;Era il cantore dei giovani del ’77. Piaceva a critici e artisti. Celebrato come un maestro, ora rinasce un grande mito.&lt;br /&gt;All' inizio dell'ultima storia, rimasta incompiuta, della saga di Zanardi, Andrea Pazienza ha posto un’ epigrafe singolare. E’ un brano di una poesia di Sandro Penna che dice: “Forse la giovinezza e’ solo questo/perenne amare i sensi e mai pentirsi”.&lt;br /&gt;Mai epigrafe suono’ piu’ azzeccata e profetica non solo per un personaggio come quello di Zanardi, che coi suoi due amici Colasanti e Petrilli forma il terzetto piu’ cinico e incapace di pentimento di tutta la storia del fumetto italiano, ma per lo stesso Pazienza, che pochi mesi dopo avere iniziato quella storia moriva improvvisamente, nella sua casa di Montepulciano, per quello che le cronache ricordano come “un inatteso reincontro con la droga” dopo un felice periodo di astinenza. Era la notte tra il 15 e il 16 giugno del 1988. Una data che molti tra gli ex-ragazzi italiani che oggi hanno tra i 30 e i 40 anni non si scorderanno facilmente. Perche’ con Pazienza, eroe mite e geniale, espansivo e trascinante, folgorante nelle sue indimenticabili battute e feroce nel plot delle sue storie, generoso nel distribuire a chiunque i suoi disegni e inaffidabile nel consegnarli per tempo all'editore (“voglio essere definito inaffidabile”, diceva, “anzi voglio rimarcare la mia assoluta inaffidabilita’”), con Pazienza, quella notte di giugno del 1988, moriva il cantore di un' intera generazione; il "Rimbaud dei fumetti", come l' hanno battezzato i giornali subito dopo la sua scomparsa, che nelle sue storie esilaranti e drammatiche, melanconiche e feroci ha saputo raccontare i travagli, le inquietudini, le contraddizioni dei ragazzi del '77, ma anche - e soprattutto - di quelli che, piu’ giovani di qualche anno, all' epoca ne seguivano le gesta con eccitato divertimento, non potendo parteciparvi di persona.&lt;br /&gt;Garantendo cosi’ al suo autore un successo continuo, inesauribile, che dura tutt' ora, e che sembra reinverdirsi in continuazione, anno dopo anno, generazione dopo generazione. Capita cosi’ che, a neanche dieci anni dalla sua morte, mentre diversi libri e una mostra gia’ ne storicizzano la figura e ne ratificano per sempre la leggenda, Andrea Pazienza sia fatto oggetto di culto dai quarantenni come dai ventenni; mentre i giovanissimi artisti arrivati appena ieri sulla scena rivendicano con orgoglio il loro debito nei confronti di questo ragazzo dal segno formidabile e di tutto il gruppo che, tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, ha fatto irruzione sulla scena del fumetto italiano con riviste provocatorie e irripetibili, come Cannibale, Frigidaire, Il Male, con fumetti rimasti per sempre nell'immaginario collettivo giovanile, come Ranxerox e Pentothal. E proprio con Le straordinarie avventure di Pentothal, sorta di antieroe sconclusionato e sognatore miracolosamente catapultato nella Bologna del '77, Pazienza esordi’ sulle pagine di Alter Alter, costola del piu’ famoso Linus, "e subito divenne una superstar", come scrive il suo compagno di strada Filippo Scozzari nel suo libro di memorie appena uscito da Castelvecchi.&lt;br /&gt;In quelle tavole di "struggente furore", come le defini’ Oreste del Buono, graficamente molto legate ai fumetti francesi di quegli anni -da Moebius agli altri autori della rivista Metal Hurlant -ma dal segno personalissimo, c’erano gia’ in nuce tutti i temi del Pazienza maturo. Pentothal permise infatti al suo autore di entrare, in un sol colpo, nell'olimpo dei fumettisti cult giovanili e in quello degli autori corteggiati anche dai critici d'arte: grazie a quel “polistilismo” di cui parla Renato Barilli, “una ricchezza di maniere ben attente a non depositarsi nella cifra, nello stereotipo” e a una tavola fatta di “campi lunghi cinematografici, piani sequenza e controcampi” studiati da Ida Panicelli, critico d'arte e gia’ direttore artistico del Museo Pecci di Prato, che ne ha rilevato il “selvaggio prendere possesso dello spazio” e il “fagocitante e vorace attraversamento della pagina”. Non a caso, soltanto cinque anni piu’ tardi, nel 1982, le sue tavole approderanno al Museo d' arte moderna di Bologna, grazie a Francesca Alinovi, “la migliore dei critici della sua generazione”, che soltanto un anno più tardi, in un “weekend postmoderno con conclusivo omicidio domenicale, come nei migliori weekend di Agatha Christie” (come scrisse un' altra meteora di quegli anni, Pier Vittorio Tondelli), cadra’ assassinata durante un festino a base di sesso e coca. La Alinovi e’ forse la prima a vedere nelle tavole dalla composizione "multidimensionale, collagistica, affastellata da un tutto pieno barbaro e selvaggio" di Pazienza “l'intensita’ e raffinatezza.&lt;br /&gt;Del resto, la storia di Paz, come si faceva chiamare, e’ quella tipica di molti artisti della sua generazione. Nato a San Benedetto del Tronto nel maggio del 1956, frequenta il liceo artistico a Pescara e partecipa alle prime collettive. “Quando ero a Pescara le mie letture preferite erano i dadaisti”, ha detto in un'intervista. “Sapevo a&lt;br /&gt;memoria il manifesto di Tristan Tzara e conoscevo i movimenti di rottura dell'inizio del secolo a livello di Rischiatutto”. E’ il periodo che definisce della “Provincialart”, dove fa grandi quadri di denuncia e, per tirare su due lire, li vende ai farmacisti della zona. Nel 1974 si trasferisce a Bologna, dove si iscrive al Dams, la facolta’ delle discipline artistiche.&lt;br /&gt;Sono gli anni di incubazione del movimento del ‘77; Andrea, come ricorda la sorella Mariella, “non sapeva bene se valesse la pena vivere quegli avvenimenti di persona e poi disegnarli subito dopo, oppure lavorare da cronista e disegnare quello che gli raccontavano gli altri in tempo reale”. Qualche anno dopo, lo stesso Pazienza raccontera’: “E’ vero, sono stato realmente in quei fatti e ho combattuto la mia guerra partigiana, e non solo a disegnini, ma ascoltando la radio, essendo giovane, curioso, spietato”. Passato il ‘77, rimane l’entusiasmo e la grande foga creativa, non solo sua, ma di tutto il gruppo che si sta formando intorno a lui, a Scozzari, a Stefano Tamburini, geniale autore di storie e inventore di giornali come Cannibale, a Tanino Liberatore, autore assieme a Tamburini di un altro fumetto cult di quegli anni, Ranxerox, e a Vincenzo Sparagna, creatore della Primo Carnera editore e del mensile Frigidaire. E’ proprio su Frigidaire che, nel 1980, nasce la saga di Zanardi, i cui personaggi sono, come ha scritto Ida Panicelli, “esemplari di una generazione a perdere. Le loro azioni si configurano come vero e proprio manuale di istruzioni per l'uso trasgressivo e illegale della vita. I reati che si configurano nelle loro storie vanno dallo spaccio ed uso abituale di droghe pesanti, a stupri assortiti, offese al comune senso del pudore, furti, rapine, scippi, incendi dolosi, omicidi... una proiezione di eventi mimetici del vero sul grande schermo dell'invenzione”.&lt;br /&gt;Con Zanardi (Zanna per gli amici) e i suoi due inseparabili compari Colasanti e Petrilli, liceali cattivissimi e mai pentiti, la fama e la fortuna di Pazienza arrivano al culmine. “Quello che accade a Zanardi e alla sua banda e’ assolutamente vero, supervero, iperrealista”, ha scritto Vincenzo Sparagna. “Egli e’, ai nostri occhi, ancor piu’ vero dei giovani che popolano le scuole italiane, pur essendo un’ invenzione. E percio’ nei suoi gesti, nelle sue parole ognuno puo’ riconoscere se stesso o l’amico studente”. Ma dietro a tanto entusiasmo e a tanta foga di vivere, di conoscere e di raccontare la vita corre una pulsione di morte che avanza inarrestabile, Pazienza comincia a farsi di eroina. Nel 1984 racconta, in quello che rimarra’ il suo capolavoro tragico, Pompeo, la sua avventura con “la scimmia sulla spalla”, secondo la definizione di William Burroughs. Come ha scritto il critico di fumetti Luigi Bernardi, Pompeo, “nera opera autobiografica, raccontata sul filo di confusi frammenti che, anche nella visualizzazione grafica, ricordano le lacere pagine di un diario troppo a lungo covato vicino al cuore” e’ “uno di quei libri dai quali non si puo’ uscire facendo finta di non esservi mai entrati”. Nel 1986, l'eroina si porta via uno dei suoi amici piu’ cari, Stefano Tamburini. Nel 1988, tra lo smarrimento di tutti quelli che lo avevano assunto come punto di riferimento di una generazione in perenne tensione esistenziale, e’ la volta di Pazienza. L'inarrestabile foga creativa di Paz e’ finita. Inizia la leggenda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Riva&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(tratto da: ARTE, novembre 1997)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114829102076344821?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114829102076344821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114829102076344821&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829102076344821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114829102076344821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/era-il-cantore-dei-giovani-del-77_22.html' title='Era il cantore dei giovani del &apos;77'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114828976793236775</id><published>2006-05-22T11:20:00.000+02:00</published><updated>2006-05-22T11:22:47.940+02:00</updated><title type='text'>TORMENTA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Vorrei salutare la ragazza che ieri sera era sull'eurostar lecce-milano carrozza 12 e che leggeva Tormenta.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Chi va a vedere "Nel segno del Paz" questa settimana al teatro libero di Milano?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114828976793236775?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114828976793236775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114828976793236775&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114828976793236775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114828976793236775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/tormenta.html' title='TORMENTA'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114788816537226850</id><published>2006-05-17T19:48:00.000+02:00</published><updated>2006-05-17T19:49:25.373+02:00</updated><title type='text'>Un altro ricordo del Paz</title><content type='html'>Non è poi così facile scrivere di uno che non si è mai conosciuto di persona, ma solo attraverso le sue opere. Specialmente uno come Paz. Ma d'altra parte, come diceva Proust o comunque uno del suo clebbino, "chi conosce l'artista non può dare un giudizio sulla sua arte". Per cui sono in regola, essendo uno delle centinaia, migliaia o milioni di giovani che tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta avrebbero voluto essere Zanardi, cuccare come Colasanti, ma temevano di essere un Petrilli.Paz l'ho conosciuto sulle pagine del 'Male', non mi ricordo più come, forse con la vignetta della mosca piena di bernoccoli che continua a sbattere contro una lampadina e dichiara rassegnata 'vita di merda!'. E' chiaro che una cosa del genere non può non colpirti, specie se è il settantasette e stai all'università; immagino che lo stesso feeling si creò allo stesso modo con altre centinaia, migliaia o milioni di giovani, generato da altre decinaia di vignette. Anche se tutt'ora mi chiedo se il seguito di Paz fosse equamente suddiviso tra maschi e femmine, e con le stesse motivazioni. Penso di no, ma non so perché; forse allo stesso modo per cui, a dirla con Paolo Conte "le donne odiavano il jazz / e non se ne capiva il motivo". In fondo, c'è qualcosa di comune ai due, Paz e Conte intendo dire: forse la capacità di evocare un qualcosa sepolto nel subconscio della nostra generazione che i due riescono a far emergere, l'archebus del secondo e le 'Clark fetenti' del primo (cfr. 'L'appuntamento'). Aiuto, sto parlando da iniziato. Faccio ammenda. Torno subito. Pentothal: in origine uscito a puntate su Alter (figlio di Linus), una lunga epopea di vignette, spezzoni, corte storie, con ambientazioni tra la mensa universitaria e l'Africa inesplorata (protetti dall'occhio di Molten). Era dedicato ad Elisabetta: chissà cosa fa ora, Elisabetta. Durante / poi fu Cannibale, a partire dal numero zero, formato ridotto, con la copertina (di Liberatore) dove c'è un tizio tutto muscoli che si mangia con la forchetta le sue viscere. Con Cannibale iniziò l'epopea del Nostro, con la consacrazione tramite "Giallo scolastico" da vignettaro a scrittore di storie compiute, più o meno esagerate, dove ci si riconosceva a spezzoni in quello che si era o si sarebbe voluti essere. Dove le pagine trasudano saggezza, insegnamenti di vita. Cito a memoria, Petrilli: "Sono ricco, non sono male, a simpatia sono a posto, com'è che non becco mai?"; Zanardi: "La sfiga non ha regole precise". Capitava così, quando si era tra i venti ed i trenta, senza ancora niente di definitivo nella vita; poi un giorno, appena tornato dalle ferie, sfogli un quotidiano e un trafiletto ti annuncia che un fumettista è morto in circostanze poco chiare. E ti dici che non è possibile sia stato proprio Paz, a lasciare così a metà tante storie della vita tua, dei tuoi amici, delle tue donne.Poi ho letto Pompeo, ed ho visto che era già stato tutto scritto. Da lui. Chissà, fosse stato qua ancora, come sarebbe, cosa farebbe? Se avrebbe perso i capelli, fatto dei figli, partecipato ai talk - show. Se Zanna, Colas e Pietra sarebbero cresciuti come noi (o come Doonesbury, se preferite), o rimasti così per sempre. Avrebbero virato verso il tecnologico, aprendo siti internet, o il delinquenziale, aprendo commerci oscuri con i Balcani? Otto anni fa ero in vacanza nel senese, e ho costretto gli amici che mi accompagnavano a fare un salto a Montepulciano (dove il nostro visse gli ultimi anni). C'era una mostra di suoi disegni originali. Ripensandoci, al silenzio che c'era, all'atmosfera della cittadina, alla campagna toscana, penso di sapere dove sarebbe ora, se fosse qui. Dove vorrei essere io, e forse dove vorrebbero essere centinaia, migliaia o milioni di giovani di allora, a San Menaio, in riva al mare, seduto su uno sdraio, con l'acqua che ti spettina i diti dei piedi…&lt;br /&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 444px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px; TEXT-ALIGN: center" height="150" alt="" src="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/paz_10.gif" border="0" /&gt;&lt;a href="http://fc.retecivica.milano.it/~Andrea.Spalla/pazienza/paz_10.gif"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114788816537226850?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114788816537226850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114788816537226850&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788816537226850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788816537226850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/un-altro-ricordo-del-paz.html' title='Un altro ricordo del Paz'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114788805818537139</id><published>2006-05-17T19:47:00.000+02:00</published><updated>2006-05-17T19:47:38.186+02:00</updated><title type='text'>Pentole in Ebolizione</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffccff;"&gt;[...] Uno dei modi più caratteristici di produrre "gergo" giovanile è il conio linguistico, che consiste nell’inventare una terminologia prendendo le radici delle parole già esistenti ed apponendovi prefissi e suffissi disparati, pur nel rispetto dell’impianto formale e della lingua comune. In questo senso molti gerghi giovanili sono delle vere e proprie "lingue creole" o "pidgin". Cioè delle ibridazioni lessicali che mettono insieme fossili linguistici provenienti dalle diverse origini dei membri della nuova comunità, mantenendo però il rispetto formale della lingua naturale.&lt;br /&gt;Fin dal Medio Evo si è dato il nome di "volgare" all’insieme delle pratiche linguistiche come quelle che ho descritto. Il "volgare" insomma non è il nascente italiano rispetto al latino, d’obbligo per gli usi più alti della trasmissione del sapere. Il volgare è la lingua transitoria di una comunità rispetto a quella sancita dalla tradizione. Il volgare è il perenne stato nascente del rinnovamento linguistico.Poi arriva qualcuno che da’ un valore estetico o etico a questa lingua. E se ne serve per motivi espressivi artistici o politici. Per manifestare insomma una scelta poetica, una ricerca di identità, un valore di freschezza e autenticità o il senso di trasformazione delle cose [...] magari in momenti come il nostro che soffrono di troppa omogeneizzazione linguistica a causa dei mass-media.&lt;br /&gt;Mi pare che Pazienza sia uno di questi pionieri, di questi innovatori. [...] Pazienza in effetti fa parlare i suoi personaggi come se fossero pentole in ebollizione. Nelle frasi - quasi sempre prive di una sintassi regolare, come si fa nel parlato - riconosciamo pezzi di lingue differenti. C’è il dialetto pugliese frammisto con gli slogan della pubblicità, ci sono le metafore giovanili relative ad esempio alla droga, al sesso, alla musica. Ci sono le storpiature sarcastiche eredità del ’77 che proprio a Bologna produssero nella musica e nella letteratura il cosiddetto "Stile Demenziale".&lt;br /&gt;Una grande mistura - dunque - di cui Pazienza scopre ed illustra la grande vitalità poetica [...] e la sua estrema disposizione ad accompagnare qualcosa di molto popolare come la vignetta o il fumetto e di cui scopre l’altrettanto violenta sonorità ai limiti della sgradevolezza e del graffio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Stralci da: L’eterno rinnovamento del Volgare, di Omar Calabrese)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114788805818537139?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114788805818537139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114788805818537139&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788805818537139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788805818537139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/pentole-in-ebolizione.html' title='Pentole in Ebolizione'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114788801763637237</id><published>2006-05-17T19:46:00.000+02:00</published><updated>2006-05-17T19:46:57.636+02:00</updated><title type='text'>Postilla agli ultimi di Pompeo</title><content type='html'>Cari voi che mi avete seguito fin qui. Così finisce l'ultima puntata di Pompeo e, presumo, anche un lungo capitolo della mia vita. Questi s'era aperto "fumettisticamente" nel settantasette con Pentothal (del quale Pompeo è forse l'alter ego invecchiato) e, tra alti e bassi, chiude adesso, nove anni dopo. Anni che come si dice sono "volati". In questi anni ho scoperto diverse cosucce: intanto di non essere un genio. Perché sì, lo confesso, da ragazzo ci speravo. Invece no, sono un fesso qualsiasi. Però - c'é sempre un però - è vero, sono un disegnatore eclettico. Un disegnatore eclettico-sfaticato. Poi ho scoperto di non essere attendibile e di non essere tante altre cose, deficenze (*) delle quali chiedo a qualcuno di perdonarmi [...]&lt;br /&gt;Ora che vivo in campagna come un cretino non sono più depresso e quindi saluto volentieri gli amici che mi rimastono (*) qua e là nelle città. Le amiche soprattutto. Di me - volendo - si può dire tutto il male che si vuole, però tante di quelle cose non sono vere. Capisco viceversa la delusione di qualcuno quando si è accorto che il fumettaro per cui tifava altro non era se non il fesso di cui sopra. Ora, naturalmente, che son fesso me lo posso dire io da solo perché sono sempre in grado di stracciare il novanta per cento dei vostri.&lt;br /&gt;Però (di però ce ne possono essere a pacchi) non ho mai pensato al soldo, mentre disegnavo. Casomai subito prima o subito dopo, mai durante. Voglio dire che alla fine ho fatto quel che ho voluto senza badare acché 'ste cose si potessero poi rivendere di su o di giù [...]&lt;br /&gt;Ora che vivo in campagna i ragazzi di qui mi chiamano "vecchio Paz" e, faccio per dire, ho ventinove anni.&lt;br /&gt;(*) parole scritte così nell'originale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114788801763637237?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114788801763637237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114788801763637237&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788801763637237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788801763637237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/postilla-agli-ultimi-di-pompeo.html' title='Postilla agli ultimi di Pompeo'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114788795026033466</id><published>2006-05-17T19:45:00.000+02:00</published><updated>2006-05-17T19:45:50.260+02:00</updated><title type='text'>Parola ed immagini</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;[...] Scopriamo in ciò la profonda saggezza dei fumetti, che intendono assicurare un ponte tra parola ed immagine, sanando la ferita prodotta dalla cultura "moderna" al momento in cui si impose la fatale macchina di Gutemberg - la tipografia - la quale come un angelo del Giudizio finale pretese di convogliare da una parte le parole, obbligandole ad indossare la veste stereotipata dei "caratteri", e dall'altra le immagini. Fu il grande divorzio che i migliori autori del nostro ciclo contemporaneo cercarono di rimarginare. Naturalmente il fumettista è anche, e in primo luogo, un narratore, tenuto cioè a sottostare ad un'economia di racconto; il che lo obbliga a contenere, il più delle volte, l'esuberanza di immagini e motivi decorativi cui si sentirebbe portato. Così si dica anche di Pazienza; infatti la vasta produzione che egli ci ha potuto lasciare, anche se solo in un decennio scarso di attività prima della morte precoce intervenuta nell'88, può essere appunto distinta in due gruppi: ci sono gli album in cui la sua vena festosa e lussureggiante è sacrificata ad un passo più stringato [...] e ci sono i giorni di festa. Allora in questi casi si manifesta il Pazienza grande decoratore, simile ad un giardiniere che coltiva preziose e mai viste orchidee, facendole crescere attraverso innesti audaci, mai tentati prima. Il foglio diviene come un'epidermide organica, vivente, reattiva, entro cui inoculare mille picchetti, mille germi, per vederli proliferare, sciamare liberamente nello spazio e stringere tra loro tenaci alleanze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Stralci da: Gli Incantati Giardini di Andrea Pazienza, di Renato Barilli)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114788795026033466?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114788795026033466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114788795026033466&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788795026033466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788795026033466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/parola-ed-immagini.html' title='Parola ed immagini'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114788791186604330</id><published>2006-05-17T19:44:00.001+02:00</published><updated>2006-05-17T19:45:11.866+02:00</updated><title type='text'>Trasgressione ed istinto</title><content type='html'>&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Una delle parole più usate per definire l'arte di Pazienza è stata "trasgressione" in molti pensavano che fosse una sorta di maestro di cerimonie di questa pratica, fin troppo frequentata, che tende principalmente a creare stupore.&lt;br /&gt;In realtà Pazienza si divertiva con i postulanti e i pellegrini della trasgressione come un burattinaio si diverte con i propri burattini. Rileggendo le sue storie ci si accorge di come tutto fosse subordinato alla sua immaginazione, libera, senza regole, senza compromessi, senza gli schemi narrativi, riconducibili ai filoni del bene e del male.  Per Pazienza la cosa più importante era soddisfare il proprio istinto, le proprie intuizioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Vincenzo Mollica, 1989)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114788791186604330?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114788791186604330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114788791186604330&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788791186604330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788791186604330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/trasgressione-ed-istinto.html' title='Trasgressione ed istinto'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114788787164890353</id><published>2006-05-17T19:44:00.000+02:00</published><updated>2006-05-17T19:44:31.650+02:00</updated><title type='text'>Omaggio ad Andrea Pazienza</title><content type='html'>Quando ho preso in mano un suo fumetto per la prima volta Andrea Pazienza non c'era già più.Purtroppo all'inizio non è stato facile avvicinarsi alle sue storie complice la mia giovane età, all'epoca avevo 15 anni, e il volume che tra i tanti scelsi fu Zuttango, raccolta di sue vignette apparse sulle riviste Zut e Tango.Il tema era la satira politica e abituato alle mille avventure di Mister No e agli incubi di Dylan Dog trovai molto ostica la lettura del libro, così per circa un anno seppellii nella mia mente Andrea Pazienza.Tuttavia la mia curiosità era tanta e nel frattempo avevo cominciato a conoscere alcuni maestri del fumetto tra tutti Bilal e Moebius.Tali letture e i consigli di amici e riviste specializzate, in particolar modo Fumo di China, mi spinsero a riprovare ad accostarmi ad Andrea Pazienza.Fu la volta del Libro Rosso del Male e di Perché Pippo sembra uno sballato, da lì in poi cominciai a divorare qualsiasi cosa fosse targato Pazienza fino a perdere la pazienza quando non riuscivo a trovare i suoi volumi.Perché ha appassionato me e altre migliaia di lettori Andrea Pazienza è presto detto: il suo modo di raccontare era fresco, innovativo e sempre in bilico tra fiction e realtà.&lt;br /&gt;Le avventure di Zanardi, Colasanti e Petra sono reali ma allo stesso tempo surreali, crude e umoristiche, ciniche, provate a leggere Cenerentola 87, pubblicata su Comic Art.Riassumere in poche parole l'opera di Pazienza è impossibile, ma una cosa si può sostenere senza nessuna possibilità di essere controbattuti: era cangevole e mai banale nelle forme espressive, sia artistiche che comportamentali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114788787164890353?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114788787164890353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114788787164890353&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788787164890353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788787164890353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/omaggio-ad-andrea-pazienza.html' title='Omaggio ad Andrea Pazienza'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114788782662818090</id><published>2006-05-17T19:40:00.000+02:00</published><updated>2006-05-17T19:43:46.636+02:00</updated><title type='text'>Pazienza Geografia della memoria</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;di Enrico Fraccacreta, Michele Trecca, Enzo Verrangia [i.e.]. - [San Severo] : Biblioteca economico-giuridica Felice Chirò, c2004. - 273 p. : ill. ; 26 cm.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Andrea Pazienza: un simbolo che rimane intatto nel tempo. La sua figura e l'affresco di storie e personaggi che ha lasciato tornano nel bagaglio di ogni nuova generazione. Il naso di zanardi è un fendente tra i milenni che esprime l'inquietudine di chi spunta alla vita adulta e si rifiuta di essere ingabbiato. Paz dilata l'universo di pennarelli dalle due dimensioni dei fogli di cartoncino ai volumi complessi e stupefacenti della realtà. Ma da dove nasce un talento capace di tratti grafici irripetibili e invenzioni linguistiche che sconfinano dal fumetto alla letteratura? Perché quei racconti pirotecnici per immagini aderiscono alle cose con la forza evocativa della verità? Un libro che cerca di riscoprire le radici di Andrea pazienza, per ritrovare gli aspetti più rivelatori. La nascita a San Benedetto del Tronto, l'infanzia a San Severo, gli studi a Pescara e le estati sul Gargano formano l'asse adriatico lungo il quale si snoda la mitologia di Paz. Attraverso raffronti critici con la scena più vasta del fumetto e una serie di immagini inedite, viene ricostruito il percorso di un artista che va ben oltre la storia della generazione con la quale si è voluto identificarlo. Fino a esplorare l'affetto viscerale e incondizionato che lo legava al padre Enrico, acquerellista grandioso e schivo, donatore genetico di quella predisposizione al disegno che Andrea Pazienza esercitò prima ancora di saper parlare.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Indice:&lt;br /&gt;Introduzione di Vincenzo Chirò pag. 9&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1. Il segno e il disegno di Andrea Pazienza pag. 15&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;2. La città dei campanili pag. 43&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;3. Nera al sole pag. 79&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;4. San Benedetto, repubblica di palme e di birilli pag. 97&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;5. San Severo, città del mio pensiero pag. 127&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;6. Nuove novelle della Pescara pag. 149&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;7. Quell’estate non è mai finita pag. 189&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;8. Gli altri giorni sul Gargano pag. 215&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;9. Il resto è Pazienza pag. 233&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;10. Sogno matematico (di voci che si rincorrono) pag. 245&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Biografie pag. 273&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sfortunatamente questo libro non è in commercio, è stato prodotto da una banca locale di San Severo e distribuito gratuitamente. Se riuscite a rintracciarlo fatevelo prestare perchè è bellissimo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114788782662818090?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114788782662818090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114788782662818090&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788782662818090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114788782662818090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/pazienza-geografia-della-memoria.html' title='Pazienza Geografia della memoria'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114778609487854893</id><published>2006-05-16T15:27:00.001+02:00</published><updated>2006-05-16T15:29:03.510+02:00</updated><title type='text'>Un ricordo di PAZ</title><content type='html'>di Marcello Albano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffccff;"&gt;Qaundo ho c&lt;a href="http://www.ultrazine.org/ultraspeciali/ultrapaz/up006/albano.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.ultrazine.org/ultraspeciali/ultrapaz/up006/albano.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;onosciuto Anbdrea era l'83. I tempi di Via Clavature e del DAMS occupato erano finiti da un pezzo, più o meno con la strage della stazione. Aveva l'Alfa'33 e andava a palla. Abbiamo disegnato insieme un pezzo del "Pasto Nudo". I miei bacelloni erano venuti particolarmente bene, così lui ha fatto nella pagina dopo un mostro particolareggiatissimo, che però sembrava Paperino in acido... credo che ci sia ancora qualche tavola che non ho perduto.&lt;br /&gt;La scena del disegno è (più o meno) realistica. Era l'84 o giù di lì e Paz abitava vicino all'ospedale maggiore, cosa che provocava battute sul suo stato di salute. Una sera era particolarmente infoiato e spariva in bagno in continuazione. La battuta (e la risposta) sono vere.&lt;br /&gt;"Yet, in this perfect place, somethin' s missed...."&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114778609487854893?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114778609487854893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114778609487854893&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114778609487854893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114778609487854893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/un-ricordo-di-paz.html' title='Un ricordo di PAZ'/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27918224.post-114778606046117420</id><published>2006-05-16T15:27:00.000+02:00</published><updated>2006-05-16T15:27:40.463+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Prima di fare fumetti, dipingevo quadri di denuncia. Erano tempi non potevo prescindere dal fare questo. Ma i miei quadri venivano comprati da farmacisti che se li mettevano in camera da letto. il fatto che il quadro continuava a pulsare in quell'ambiente mi sembrava, oltre che una contraddizione anche un limite enorme. Da qui il mio desiderio di fare fumetti.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;A. Pazienza&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27918224-114778606046117420?l=cosedapaz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cosedapaz.blogspot.com/feeds/114778606046117420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27918224&amp;postID=114778606046117420&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114778606046117420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27918224/posts/default/114778606046117420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cosedapaz.blogspot.com/2006/05/prima-di-fare-fumetti-dipingevo-quadri.html' title=''/><author><name>Cosedapaz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06088863271740259923</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://www.exibart.com/foto/41823.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
